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31 agosto 2008
XXII Domenica del Tempo Ordinario A
Ger 20,7-9; Sal 62; Rm 12,1-2; Mt 16,21-27

IL SACERDOZIO BATTESIMALE DI TUTTI I FEDELI
"Offrite i vostri corpi in sacrificio gradito a Dio"

Ho sentito parlare di un prete che narra del Padre celeste che, al momento del battesimo di un bimbo, si fa portare un grosso computer, sul quale al primo posto c’è un file intitolato Gesù Cristo, seguito da molte pagine con i nomi di tutti i battezzati, fino all’ultima, che intitola col nome del nuovo candidato alla vita cristiana. Su questo file imposta diverse occasioni di vita che nomina chiamate o vocazioni, lasciando spazi diversi per le risposte da digitare in seguito, durante la vita del neobattezzato, incaricando anche un angelo di preparare un posto per l’eternità, quando riceverà le risposte dell’interessato, aggiungendo ad ogni proposta, "come ha fatto Gesù", in modo da facilitare il confronto con il modello di ogni cristiano.

Non so se la storia è di un autore classico o di un predicatore originale: il fatto vero è che le chiamate ci sono sempre da parte di Dio e, quasi tutte, sono per far sì che ogni cristiano sia un ponte tra Dio e l’intera umanità, lasciando ognuno al suo posto, ma dando a ciascuno l’occasione di seguire Gesù sacerdote eterno ed incarnato unito ai molti suoi seguaci e collaboratori.

Tutti i cristiani sono chiamati ad essere piccoli ponti, come Gesù che è stato il grande pontefice totale.

Tutti senza eccezione e senza scampo, siamo singolarmente incaricati di operare al posto di Gesù, nella condizione che la volontà del Padre ci assegna.

Ma i preti, chiamati anche presbiteri, allora che cosa ci stanno a fare?

Ovviamente anch’essi sono sacerdoti, ma con una differenza, ed è che essi hanno l’incarico del sacerdozio ministeriale, mentre gli altri hanno l’incarico del sacerdozio battesimale. Ministro, dalla parola latina minister, significa servo, cioè uomo al servizio del sacerdozio di tutti, uomini e donne, piccoli e grandi, per essere con la preghiera, col buon esempio e con l’esortazione piccoli ponti di oggi, tra l’umanità ed il Signore di sempre. Come l’autista è il ministro dei viaggiatori al servizio della guida in automobile, come i genitori sono al servizio dell’educazione dei figli, così il prete è al servizio dell’incarico sacerdotale nei battezzati, in genere attraverso i sacramenti. Voi sapete, infatti, che certi segni sono solo indicazioni, magari senza effetto immediato (come i segnali stradali), mentre alcuni sono segni che costruiscono ciò che indicano: ad esempio un abbraccio tra due amici che avvicinandosi e stringendosi indicano ed insieme approfondiscono la sicurezza che uno vuole dare all’altro.

Riceviamo a questo punto la parola di S. Paolo che esorta ad offrire a Dio noi stessi diventando vero sacrificio. Ciò significa fare diventare sacro -sacrum facere- quanto ci capita di vivere spesso con gioia, a volte con sofferenza, ma sempre ponendo nelle mani di Dio e qualche volta a vantaggio dei fratelli quanto le occasioni o le richieste-vocazioni ci presentano.

Nella scuola catechistica di Alessandria in Egitto, il laico, Clemente alessandrino, scrive che una misteriosa pietra Eraclea attira i pezzetti di ferro, in modo che altri pezzetti attirati dai primi formino una catena di elementi a contatto solo esterno, ma molto congiunti finché restano a contatto. Non appena un pezzetto della catena magnetica è tolto, tutti i successivi diventano indipendenti e si staccano. Tutti i cristiani uniti a Cristo nella loro obbedienza al Signore, sono percorsi dallo Spirito divino che li rende solidali e forti nel bene.

Bellissimo esempio che ci aiuta a capire la solidarietà misteriosa a noi donata dal sacerdozio di Gesù il quale, servito dai ministri del nostro sacerdozio, i Preti, fa passare lo Spirito Santo ai credenti, soprattutto attraverso il servizio dell’amministrazione dei sacramenti, aiutando a vivere la comune vocazione alla santità. Vi presento l’esempio di due recentissimi cristiani. Essi nell’esercizio del sacerdozio battesimale, hanno saputo offrire la propria vita nell’obbedienza al Signore esercizio del sacerdozio battesimale, hanno saputo offrire la propria vita nell’obbedienza al Signore

Ricordate la santità di Madre Teresa, donna, consacrata, anche anziana che seppe farsi voler bene da cristiani e da induisti, soltanto obbedendo a Dio con l’offerta cristiana di se stessa nella carità.

Ricordate il beato Pier Giorgio Frassati. Maschio, giovane, morto a 24 anni nel 1925, studente aderente alla FUCI degli universitari cattolici ed alla San Vicenzo per il servizio ai poveri nelle loro case. Così è di tutti i modelli di santità propostici all’imitazione esercizio del sacerdozio battesimale, hanno saputo offrire la propria vita nell’obbedienza al Signore

L’ostia consacrata, Gesù eucaristico, dalle mani del presbitero passa alle mani dei fedeli, proprio per continuare l’esercizio del suo sacerdozio nel mondo, attraverso la fede di tutti noi, piccoli ponti della sua presenza e della sua grazia.