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21 settembre 2008
XXV Domenica del Tempo Ordinario A
Is 55,6-9; Sal 144; Fil 1,20c-27a; Mt 20,1-16

ADESSO PER DOPO

Tenuto conto che allora i sindacati non c’erano; tenuto conto che il padrone della vigna ha pensato più alle necessità delle famiglie di quelli che lavoravano molte o poche ore, vi sembra giusto?

Gesù vuol parlare del premio di Dio. Gesù vuol mettere in evidenza che egli guarda dentro al cuore e non a quello che sono capaci a fare le mani. Creatore del cuore e creatore delle mani, egli dice: - Io le mani le ricompenso bene, le metto d’accordo con giustizia … Ma siamo ancora a livello di creature. Il Signore, invece, ci dice: - Siete capaci a VOLER BENE? Siete capaci a usare non l’orologio, non il palmo della mano … Siete capaci a tenere conto della GIUSTIZIA di DIO? La nostra giustizia, arriva alla fine della giornata. La giustizia di Dio, invece, tiene conto dell’ETERNITA’. E siccome ci ha creato per l’ETERNITA’, ci ha creato per andare in casa sua, tiene conto dei "passi" che facciamo sulla terra; vorrebbe che riuscissimo a "SPEDIRE" le cose nostre nell’eternità. E’ una parola mia, una mia invenzione quella dello "spedire nell’eternità", ma trovo già nel Vangelo che il Padre – lo promette Gesù nell’Ultima Cena – ci "spedirà" lo Spirito Santo, per aiutarci a capire col CUORE. Per farci capire DENTRO. Siamo figli di Dio e ci tratta da Padre. Ecco la parabola. Lui "esternamente" ci dà quello che abbiamo fatto bene "esternamente". Ma se ci chiede di essere ammalati, ci chiede anche di offrire la nostra malattia insieme a Gesù Cristo, che ha offerto la sua croce, che ha pagato per tutti noi perché i nostri piccoli meriti quotidiani diventassero meriti eterni. Capite?

Ricordate S. Paolo? – Non so che cosa preferire, se continuare a vivere oppure chiedere di farmi morire subito. Pensate che differenza tra il nostro modo di ragionare, oggi … anche da cristiani! Io sono battezzato, quindi sono cristiano. Ma non è vero che chi è battezzato è cristiano! Ha già ricevuto lo Spirito Santo? cioè ha APERTO se stesso per RICEVERE lo Spirito Santo? Bisogna che lo Spirito "bussi", ma deve bussare tanto forte per poter entrare nel nostro ragionamento! - Non ragionate soltanto con la vostra intelligenza, metteteci la mia Parola - dice il Signore.

Un predicatore dei primi tempi, Erma, dice che bisogna fare penitenza per chiedere perdono dei peccati nostri e degli altri. Scrive un libro, Il Pastore.

Nella Quinta Visione racconta una parabola.

Un agricoltore, nel suo grande parco, aveva una vigna. Deve partire e, siccome vuole che produca del buon vino, la affida al migliore dei suoi operai: - Mi fido di te. Mettici una siepe. Il bravo operaio ci mette la siepe e pensa di aver finito il lavoro, poi si accorge che la vigna è calpestata e fa dei vialetti … Lavora, scava dappertutto, concima … Quando torna il padrone dice: - Hai fatto una bella siepe, ma hai lavorato dentro. Ci saranno tanti frutti, ti faccio figlio mio, vieni in casa. Qui, dall’altro figlio dell’agricoltore, l’operaio viene accolto come un fratello e continua a lavorare godendo della bontà di tutti i familiari. Diventa un figlio in più, perché ha lavorato per amore, ha capito il desiderio del padrone … Ha meditato.

Quell’agricoltore ha sofferto, ha lavorato, ci ha pensato, ma soprattutto, ha voluto bene. Cambiare la nostra mentalità, non vuol dire sempre soffrire, vuol dire soprattutto pensarci su, ragionarci. E Paolo sta pensandoci … lo stanno perseguitando, sta scappando da una città all’altra: - Padre, cosa devo fare? E confida agli amici: - Se vado subito dal Padre sarà gioia.

Noi, normalmente, abbiamo paura della morte. Quando qualcuno dei nostri ci lascia, piangiamo. Dovremmo anche imparare a pensare al paradiso, dirlo anche agli altri per consolarli, parlare della giustizia di Dio. Dio mette tutto a posto. E tutto quello che sembra perduto, invece è guadagnato per l’ETERNITA’. Pensiamoci un po’ a cambiare la nostra mentalità.

Alcune occasioni per cambiare.

I monaci vivono la COMUNIONE. Uomini, donne – monache che abbiamo subito al di là di Corso Europa –; sono donne che lavorano il loro orto per poter vivere, hanno la loro pensione perché sono quasi tutte anziane, però insegnano al mondo. Stanno insieme e si vogliono bene perché l’hanno voluto in nome di Dio, in nome della bontà, in nome dell’eternità. Pregano per gli altri e portano nel mondo SPERANZA. Nella vita di comunione si vive la speranza. Ci insegnano che lavorano per "dopo". Vogliono bene alla gente ADESSO, ma lo fanno per aiutare a capire che DOPO c’è la casa del Padre. Per poter dire come Paolo:

- E’ meglio stare ancora un po’ qui così mi metterò al servizio

Sì, perché volere veramente bene, vuol dire sapere mettersi al servizio; saper aiutare la gente a capire anche mettendo in crisi qualcuno, perché pensandoci possa dire: - Io cambio qualcosa.

Possono sembrare strane queste cose, ma sono così belle, così piene di misericordia, di speranza, di comunione … così piene di ATTESA! per poterci veramente vedere nella casa del Padre.

Aiutami, Signore, a vedere come io posso servire obbedendo di più alla tua Parola, comprendendola meglio, VIVENDOLA con più ENTUSIASMO e con maggiore GIOIA.