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Il chicco di grano...

Lettera iniziata a Dhanjuri il 20 Ottobre e terminata a Dinajpur il 24 Ottobre 2007…

Carissimi Amici,

chiedo scusa se solo in questi giorni sono riuscito a trovare il tempo per scrivervi queste "note", anche se il desiderio di farlo mi segue da quando sono rientrato dall’Italia. Sono venuto in Italia a fine Aprile e ripartito a metà Luglio. Avevo bisogno di riposo e di rimettermi da alcuni "acciacchi" derivanti dall’età. Ringrazio quanti di voi si sono prodigati per aiutarmi, e chiedo "venia" per non aver avuto tempo materiale per poter accondiscendere a tanti inviti ed incontrare tanti di voi.

Questo mese di Ottobre è il "mese missionario", mese in cui la Chiesa è chiamata a riflettere sulla "missione di Cristo Redentore, affidata alla Chiesa": Evangelizzare ("Redemptoris Missio"). Operare perché la Chiesa sia "Una casa per tutti i popoli", segno di Speranza per tutti.
"Non è infatti per me un vanto predicare il Vangelo; è per me un dovere: guai a me se non predicassi il Vangelo" (1 Cor 9,16). Il discorso diventa difficile nell’incontro tra noi e Lui, tra quello che noi facciamo e quello che Lui ci chiede di fare.

Questo mese qui in Bangladesh abbiamo guardato ai fratelli Musulmani nella loro ricerca della fratellanza, attraverso il digiuno del "Ramadan", conclusosi con la festa dell’"Eid". Milioni colpiti dall’alluvione hanno provato un digiuno imposto dalla natura.

I monaci buddhisti in Myanmar, con la loro marcia al segno della "non violenza", hanno richiamato l’attenzione del mondo ad una situazione di ingiustizia e di sopruso.

La gioia è esplosa in molte regioni dell’India ed altre nazioni dell’Asia con la celebrazione della "Puja", che richiama la vittoria del bene sul male. Discriminazione, violenza sui i poveri, mancanza di solidarietà verso i più indigenti sono ancora presenti tra noi.

DUE x 50 anni; CINQUE x 25 anni; SEI x il futuro.
Non vi preoccupate, non sto dando i numeri, come qualcuno mi dice…

La Chiesa di Dinajpur il 18 Ottobre, festa di San Luca, ha gioito con Sr. Bernadetta e Luigina per i loro Cinquant’anni di vita religiosa: unitamente a Sr. Rebecca, Elisabetta, Maloti, Salomi ed Antonietta, per i loro 25 anni di vita dedicata all’evangelizzazione nei villaggi. Con loro 6 giovani Suore, Kallani, Surma, Irene, Shila, Mary e Sobita, hanno fatto la loro professione finale.

Dunque: DUE x 50 anni; CINQUE x 25 anni; SEI x il futuro.

Evangelizzare con la vita!

"Se il chicco di grano non muore non porta frutto", ha detto Gesù: e Lui attualizza le Sue parole, perché la Sua Chiesa sia fedele al Vangelo.

La sera del 18 Ottobre, giunge la notizia che P. Sandro Giacomelli è morto in un incidente stradale a Dhaka, mentre si recava per incontrare giovani lavoratori "aborigeni" presenti in questa grande metropoli. La sua "terra" è stata la comunità Santal. Il suo seme è sepolto in questa "terra", come segno della promessa di Cristo in cui ha creduto con tanta passione. Su "Banglanews", che molti di voi ricevono, troverete qualcosa di molto interessante su di lui…

Sabato la Chiesa di Dinajpur e la comunità del Pime in Bangladesh hanno celebrato l’Eucarestia, presieduta dal Vescovo Moses Costa nella Cattedrale di Dinajpur: presente la sua salma che poi è stata portata a Kodbir, piccolo villaggio dove lui ha vissuto per 14 anni, per essere seppellito davanti alla Chiesa da lui costruita per i suoi Santal.

Ci siamo ritrovati in tanti, Padri del Pime e preti locali, e poi ripartiti per le nostre varie zone di lavoro.

Anche P. Giovanni Vanzetti è venuto da Lohanipara. Da poco rientrato dall’Italia, dove aveva trascorso un periodo di riposo. Con i suoi 82 anni, uno degli anziani della nostra comunità, era tornato entusiasta perché la sua diocesi aveva riconosciuto, con la doppia incardinazione, la sua appartenenza al presbiterio di Saluzzo, oltre che al Pime. Era per lui importante essere un "sacerdote diocesano di Saluzzo per la Chiesa del Bangladesh, per la Evangelizzazione".

Oggi, 22 Ottobre, arriva la notizia che una commozione celebrale ha aperto per lui la via al Cielo. Suo desiderio era di essere seppellito a Lohanipara, dove ha trascorso gli ultimi 16 anni di vita missionaria, con il sogno di andare a fondare un’altra missione in un altro villaggio: Pacpukur. Avrebbe voluto trascorrere il Santo Natale a Pacpukur.

Circa tremila persone da Khalisha, Pathorghata, Dhanjuri, Boldipukur, Lohanipara, Cristiani, Mussulmani, Indù, hanno gremito il piazzale della missione per la celebrazione dell’Eucarestia.

"Chicco di grano" nella comunità "aborigena" degli Oraon. La sua tomba è nel campo dove i bambini giocano e gli uomini lavorano, come era stato suo desiderio.

"Pregate il Padrone della messe che mandi operai nella sua messe, poiché la messe è molta ma gli operai sono pochi!".

"Sperare contro ogni speranza", scriveva un mio amico.

Se guardo il cielo in queste notti chiare di autunno troverò due nuove "stelle", che sono quelle di coloro che, nella fede di Abramo, attualizzano la promessa fatta da Dio al nostro padre Abramo.
"…E renderò la tua discendenza come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare"… (Gen 22,17-18).

Prima di lasciarci vi ricordo i nostri impegni nel sostegno allo studio, il progetto per l’ampliamento del "boarding" dei ragazzi di Dhanjuri (i lavori sono iniziati e siamo fuori dalle "fondazioni") e l’aiuto per i malati di lebbra.

Grazie di aver avuto la costanza di leggermi sino in fondo!

Vi ripropongo la preghiera che ho scelto il 29 Giugno, a Gaeta, ricordando i miei 40 anni di Sacerdozio…

Signore Gesù,
che hai versato il tuo sangue prezioso per tutti gli uomini,
fa’ che non manchino mai operai nella vigna del Padre.
Veglia sull’anima dei giovani e sul cuore dei bambini.
Aiutaci a superare le grandi minacce morali e sociali
che colpiscono la vita e l’amore sulla terra.
Rendici disponibili alla salvezza dei nostri fratelli,
e facci comprendere che tutti possiamo offrire qualcosa:
un pane, un sorriso, una preghiera,
perché si compia nel mondo il disegno di Dio
e la salvezza dell’uomo.

Padre Adolfo L’Imperio