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"Il tempo, dono del Signore..."

Kewachala, 20 Luglio 2007

Carissimi,

il tempo corre e... tante faccende ci prendono la mano! Ma il nostro ricordo non si affievolisce e, ne sono convinto, si fa spesso preghiera gli uni per gli altri. È bello riconoscerlo, ringraziare e vivere il presente ed il futuro con speranza e gioia.

Un caro amico di lunga data, parroco in periferia di Milano, di tanto in tanto mi partecipa le sue belle lettere agli amici.

L'ultima l'ho ricevuta due giorni fa. Una breve riflessione sul "TEMPO", dono del Signore, da vivere con consapevolezza e pienezza.

Penso faccia bene fermarsi e rifletterci un po' insieme, soprattutto in questo atteso periodo estivo, di vacanza...

"Tra i tanti doni, che il Signore ci dà, ve n'è uno che è tra i più preziosi: il Tempo.
Trova il tempo di riposare, per ricuperare te stesso.
Trova il tempo di far silenzio, per scoprire il valore delle parole.
Trova il tempo di ascoltare, per accorgerti degli altri.
Trova il tempo di amare, per sperimentare la gioia della vita.
Trova il tempo di stupirti, per intuire la presenza di Dio in mezzo a noi."

Sapete del rapimento di P. Giancarlo Bossi, nelle Filippine. È passato oltre un mese e non ci sono notizie certe, mentre cresce la sensibilizzazione, soprattutto nella corale preghiera al Buon Dio. Ogni giorno si attende e spera una buona notizia.

Ho avuto il rinnovo del "Visto", quindi penso di venire in Italia dopo la metà di agosto, fino a fine settembre. Una pausa attesa, occasione per raccontarci, ascoltarci e crescere nella nostra comunione, condividendo gioie, sofferenze, attese e speranze.

Anticipo calorosi "Auguri" ad Annalisa e Federico, mentre spero di essere insieme il giorno del matrimonio.

La salute tiene, nonostante il caldo umido, sempre di buon appetito, gustando i frutti di stagione, mango e "kathal", il "frutto del pane", che ogni giorno, per un mese e mezzo, gustano in abbondanza anche i ragazzi dell'ostello.

I lavori della Chiesa proseguono senza difficoltà, e le previsioni per il Natale sembrano tenere. Grazie alla Provvidenza ho deciso, con il consenso dell'Arcivescovo, di dar inizio al nuovo "ostello-ragazzi", di cui il P. Ezio mi ha consegnato il disegno ieri. Faremo in modo che si possano continuare le normali attività, nonostante i lavori in corso, senza dover mandare a casa nessuno.

Nel villaggio di Tengra procede bene il progetto di ricamo, in cui 32 donne povere, la maggioranza musulmane, si stanno guadagnando qualcosa, con la possibilità della "scuoletta" per i bambini. Ho intenzione di realizzare questo progetto di dialogo di vita anche in un altro villaggio, non appena sarà possibile. Ne vale la pena ed è vera "pre-evangelizzazione", nella gratuità.

Con qualche rosa profumata, non mancano le spine. Da quattro giorni un "fattaccio" sta creando tensione e reazioni nel villaggio. Si tratta di uno stupro di gruppo, per parecchie ore, ai danni di una ragazzina tribale, orfana di padre, della lontana missione di Chandpukur, dove fino a due mesi fa era parroco P. Emilio. Tre giovani cristiani "problematici", di famiglie povere in tutti i sensi, che già dal mio arrivo mi hanno più volte creato problemi, sono arrivati a tanto. Ora sono in fuga, mentre genitori e parenti continuano a venire per un "compromesso". La vicenda è in mano alla polizia, e seguirà il processo. La loro fuga peggiora la loro situazione.

Un fatto che amareggia molto, ma che rivela, purtroppo, la reale situazione di questo villaggio, senza persone responsabili con cui poter trovare una via con cui, pian piano, poter risalire. Forse ora parecchi genitori apriranno gli occhi... ed ascolteranno di più!

Anche domani sono in arrivo 24 giovani e ragazze "santal" dalle nostre missioni del nord, per lavorare in una tessitura vicina.

Una migrazione dovuta alla povertà crescente nei villaggi, una lotta per la sopravvivenza e per un futuro di speranza. Ma tanti sono i rischi, sofferenze e "cadute" morali. Lontani da casa, emarginati e sfruttati perché tribali, minoranza in un mondo musulmano…

Una sfida continua per la missione, per essere loro vicini, a condividere e dare una mano amica che li difenda ed aiuti ad affrontare con coraggio la nuova realtà, rimanendo fedeli alla loro identità, al loro cammino di fede.

Conto molto sulle vostre preghiere, mentre vi assicuro il quotidiano ricordo nelle mie, insieme alla mia "famiglia adottiva"!

Un abbraccio ed un caloroso arrivederci!

Padre GianAntonio Baio
baio.gianantonio@pime.org