MISSIONE AMICIZIA   Dall’Africa al Brasile...   DIARIO

P. PIETRO BELCREDI.

Mi chiamo Padre Pietro Belcredi.
Sono nato a Milano e ho studiato presso l’università Gregoriana di Roma.
Appartengo al PIME (Pontificio Istituto Missioni Estere).
Sono stato ordinato sacerdote nel 1961.

Ho lavorato 18 anni in Guinea Bissau - Africa, come missionario. Là ho incontrato molte difficoltà di comunicazione, poiché ogni tribù ha un proprio dialetto. Tuttavia, il problema principale era che cosa trasmettere e ancor più come trasmetterlo. Per sei anni ho celebrato la messa da solo. Mi sentivo perso; non evangelizzavo; solo davo cose materiali e aiutavo in campo sanitario.

Un giorno, sei giovani mi avvicinarono chiedendo il battesimo, perché volevano convertirsi al cristianesimo. Non sapevo cosa fare, perché la mia teologia ed il catechismo a loro non dicevano nulla, la loro lingua non aveva nessun concetto teorico, astratto, tanto meno dottrinale. La mia teologia non funzionava. Presi il vangelo di Marco e per alcuni mesi trasmisi loro solo quello, ottenendo risultati buoni, ma non sorprendenti.

Finii per provare un senso di frustrazione. Ero stato ordinato sacerdote per questo? Dove erano finiti i miei sogni missionari?

Tornai a Roma per un servizio di sette anni nel Consiglio Generale dell’Istituto e viaggiai in altre terre di missione, tanto in Asia come in Africa. Molti sacerdoti vivevano la mia stessa esperienza di frustrazione, dovuta al fatto di non sapere come trasmettere il vangelo in quelle culture. Molti erano in crisi e non trovavano senso al loro ministero, poiché si limitavano alla catechesi dimenticando che prima di tutto si deve proclamare il Kerigma, annunciando Gesù come facevano gli Apostoli.

Tornai nel cuore dell’Amazzonia in Brasile. Nonostante un intenso lavoro, nulla cambiava nella piccola città. La violenza e la droga erano una piaga. Le tre mafie controllavano la regione. Coloro che avevano qualche dubbio di fede se ne andavano con i protestanti.

Fu allora che conobbi la parrocchia di Parintins, con il Padre Dilson. Partecipai ad un corso che mi aprì gli occhi e scoprii un metodo nuovo ed efficace: l’annuncio del Kerigma, questo segnò una nuova primavera nella mia parrocchia.

Il capo della principale banda di narcotrafficanti partecipò al corso, lasciando tutti stupiti. Promise che da quel momento in poi lo avrebbero conosciuto... Tutti erano spaventati perché ignoravano il suo piano... Prima si riconciliò con i capi delle altre due bande di narcotrafficanti e poi, lui stesso, li invitò al corso.

Oggi, colui che era capo della seconda banda è il presidente della Congregazione Mariana, e colui che era il capo della terza banda è il responsabile del ministero della musica nella Parrocchia. Sperimentammo la primavera. Trovai il senso del mio sacerdozio. Ogni sforzo e sacrificio nella solitudine della selva acquistò significato.

Imparai che cosa annunciare e come evangelizzare, grazie alla scuola di evangelizzazione Sant’Andrea.

Oggigiorno non ho lo spazio sufficiente per ammettere ai corsi tutti coloro che desiderano parteciparvi. Ho dato così vita ad un’equipe di trenta persone, con la quale riproduciamo i corsi per i paesi e i villaggi del cuore dell’Amazzonia.

P. Pietro Belcredi Pime

www.nuovaevangelizzazione.it
( Sito della Scuola di Evangelizzazione Sant’Andrea )