MISSIONE AMICIZIA    DAL BRASILE, P. BENITO DI PIETRO    SEGUENTE

Fraternità oltre le barriere

La Conferenza episcopale brasiliana ha lanciato come tema di riflessione
l’accoglienza nei confronti delle persone disabili.
E anche le comunità più povere hanno raccolto la sfida.

P. Benito, tra i giovani del Brasile.

P. Benito Di Pietro
("Missionari del Pime", Giugno-Luglio 2006)

Arrivo dalla visita ad un bambino di cinque anni, Yago Leandro. Ormai siamo amici. Ha la testa più grande del normale, cioè sproporzionata rispetto al corpo (macrocefalo, si dice in termine medico). È nato a Manaus ma, quando il padre l’ha visto, è fuggito e la mamma è tornata a Parintins portandoselo in braccio. Ora vive con lei e la nonna in una casetta di tavole, in un’area di favela. Yago non aveva una sedia confortevole e neppure un materasso. Così gli abbiamo comprato una sedia reclinabile a rotelle e un materasso ortopedico. Vedeste come è stato felice nel sedervi e fare movimenti nella sedia per trovare una posizione confortevole. Una buona famiglia italiana l’ha anche adottato a distanza.
Quest’anno la Conferenza episcopale brasiliana ci ha suggerito come tema di riflessione "Fraternità e persona disabile", un tema molto evangelico in linea con la prima enciclica di Benedetto XVI, che ricorda che la carità è il fondamento della vita cristiana. Qui da noi, non sono poche le persone con qualche disabilità. Purtroppo sono vittime del pregiudizio e della discriminazione, ma questa campagna di sensibilizzazione ha lo scopo di aiutarci a prendere coscienza delle condizioni difficili in cui vive chi porta una disabilità e a suscitare iniziative di carità, giustizia e solidarietà nei loro confronti.
Domenica pomeriggio sono andato a fare una visita nella sede della comunità "San Sebastiano", in una via dal nome curioso: "Rua do degola" ("Via del decapitato"), perché vi fu giustiziato un poveraccio. Il centro della comunità è un baraccone, costruito nell’orto appartenente a un signore del posto. C’erano una trentina di bambini dalla prima alla quarta elementare, guidati da tre giovani insegnanti che danno ripetizione gratuitamente per circa due ore tre volte la settimana. Tra di loro c’era una bambina, Ingrid, di quasi cinque anni. Era seduta sulle ginocchia della mamma con i piedini incrociati, perchè è nata con il difetto delle articolazioni dello scheletro inferiore del corpo. I bambini la circondavano di simpatia. Ingrid sarà in futuro affidata alla bontà di qualche famiglia italiana, e per il momento provvederemo per un possibile intervento chirurgico a Manaus. La bontà del Signore si manifesta continuamente, anche senza far rumore, e porta conforto e speranza ai cuori affranti.