MISSIONE SPERANZA

PROPOSTE BIBLICHE PER L'"ANNO DELLA FEDE" IN BANGLADESH

LE PORTE DELLA PASQUA     NEL BANGLADESH SI CANTA IL "ROSARIO"...     LA "CASA DELLA BIBBIA"!

P. SILVANO GARELLO

La "devozione" alla Madonna sta nel cuore del "cristianesimo". Le semplici parole dell’Angelo Gabriele, "Rallegrati, Maria!", sono state pronunciate e poi scritte sul muro della Chiesa "domestica" di Nazareth. Da allora, lungo i secoli, sotto diversi cieli, queste parole si sono trasformate in melodie piene di gioia affettuosa. Il saluto rivolto a Maria dall’Angelo è ormai diventato anche il saluto dell’umanità, che si è trovata tra le mani il dono divino di una sua "figlia" degna di essere proclamata "beata tra tutte le donne". Anche in Bangladesh, tra i canti del "repertorio religioso", quelli dedicati a Maria sono tra i più carichi di fede e di entusiasmo.

Il "Rosario" è la preghiera che ci aggancia alla "Trinità" e ci immerge nel "Vangelo". Questo è il posto d’onore di Maria. Per questo noi suggeriamo alla gente che recita il Rosario nelle proprie case di tenere davanti ai loro occhi una "Bibbia" aperta, di esporre un’"icona mariana" e di accendere una candela.

Maria ci introduce passo passo nel "Vangelo", di cui lei è fedele discepola. In lei la "Buona Notizia" fatta carne si chiama "Gesù Salvatore".

In questo contesto mi si è destato nel cuore il desiderio di fare cantare il Rosario, per far entrare il cristiano nella storia della salvezza con lo sguardo e il cuore di Maria. Il canto facilita l’esperienza di chi cammina nel mondo sapendo di non essere solo.

L’animo bengalese ha una spiritualità canora. Il sigillo di una "devozione popolare" lo si trova quando essa è consacrata dal canto. Per questo mi sono rivolto ad un compositore bengalese cristiano, Clement Nanok Das, con il mio piccolo progetto di dare una "cornice musicale" alla preghiera del Rosario. Gli ho posto nelle mani la "Lettera Apostolica" sul "Rosario" di Papa Giovanni Paolo II e gli ho suggerito tre piste "poetico-musicali": l’enunciazione del "mistero" nel suo significato centrale, un pensiero di meditazione ed una invocazione "lirica" a Maria. Insieme abbiamo riflettuto sul messaggio da mettere in canto. Così è nato un "libretto" che accompagna l’orante e due "cd" che insegnano a cantare le parti musicate. Dopo questa introduzione, le dieci Ave Marie diventano immersione spontanea nel "mistero" pregato e contemplato.

Il nostro "cd", lanciato dal "Centro Catechistico Nazionale" di Jessore, sta avendo un buon successo nelle parrocchie, nei "gruppi giovanili" e nei "santuari mariani". È un nuovo stimolo alla creatività liturgica. Io credo che anche Maria sia felice dei nostri canti che, alla fine, sono un commento alle sue parole di congedo: "Fate quello che vi dirà!". Il Rosario cantato vuole essere anche un commento alle parole del Padre lasciate "cadere dal cielo" sul Monte della "Trasfigurazione": "Questo è il mio Figlio prediletto: ascoltatelo!".
Viene proprio da dire: "Com’è bella la nostra religione cristiana, che mette in accordo le parole del Padre con quelle della Madre, e che suscita melodie sempre nuove sulla bocca dei figli di Dio!".

P. SILVANO GARELLO
( Dhaka - Bangladesh )