PROPOSTE BIBLICHE PER L'"ANNO DELLA FEDE" IN BANGLADESH

NEL BANGLADESH SI CANTA IL "ROSARIO"...     LA "CASA DELLA BIBBIA"!     CONTEMPLANDO GERUSALEMME

P. SILVANO GARELLO

Il recente "Sinodo" sulla "Parola di Dio" ha ridestato nuove speranze ed iniziative, per garantire una più cordiale accoglienza della "Bibbia" nella Chiesa e una più creativa proposta di essa anche ai "non cristiani".

Tra gli stranieri che vivono in Italia, si trovano rappresentati molti popoli che possiedono una propria lingua a cultura. C’è chi pensa di offrire loro in lingua italiana sia la "Bibbia" che altre pubblicazioni che li aiutino ad entrare nel mondo della "Bibbia". In questo campo ci sono libri ed "audiovisivi" che si rivolgono sia agli adulti che ai bambini. Alcune Chiese e Musei hanno preparato "sussidi" che illustrano le opere d’arte a carattere "biblico".

Questa "catechesi" di supporto al nostro diffuso "analfabetismo biblico" un domani si potrebbe aprire a delle "mostre interculturali", che illustrino come il "messaggio biblico" si sia incarnato nelle varie culture.

Ma possiamo anche andare oltre. Perché non aprire dei "centri biblici", che mettano a disposizione la "Bibbia" completa o parziale nelle diverse lingue dei gruppi stranieri più rappresentativi che vivono in Italia?

Per andare al concreto… In Italia vivono più di 50.000 Bengalesi. Tra essi ci sono coloro che cercano una "Bibbia" nella propria lingua. Oggi abbiamo a disposizione due traduzioni "cattoliche" della "Bibbia" in lingua Bengalese: una è chiamata "Mongolbarta", stampata a Calcutta, ed una è chiamata "Jubilee Bible", stampata in Bangladesh. Naturalmente sono disponibili altre buone traduzioni "protestanti".

Ecco la mia proposta: trovare una "organizzazione" che si presti al servizio di mettere in vendita la "Bibbia" nelle varie lingue.

"Tolle et lege" ("Prendi e leggi"): l’invito che è risuonato nel cuore di Sant’Agostino risuona ancor oggi nel cuore di molte altre persone aperte all’"Assoluto". Ora si tratta di aiutare concretamente uno straniero che vive in Italia a trovare una "Bibbia" scritta nella sua lingua!

Questo servizio potrebbe chiamarsi "Casa della Bibbia"… Questa "casa" potrebbe diventare un luogo di "dialogo interreligioso", proprio a partire dalla "Parola" che Dio rivolge a ciascun popolo, usando la sua "madre lingua".

Credo che anche per gli stranieri che vivono in Italia non dovrebbe essere difficile trovare qualcuno che, come il Diacono Filippo, risponda alle loro domande: "Che cosa significa questa parola? Come posso vivere questa ‘Buona Notizia’?".

Il 21 Febbraio in Bangladesh, dal 1952, si celebra la "festa della lingua Bengalese". Oggi questa data è stata accolta a livello internazionale e porta un messaggio più ampio come "festa della madre lingua".

Dio si è fatto "poliglotta", rispettoso ascoltatore e buon parlatore di tutte le lingue del mondo.

Mettiamoci dunque a disposizione di questo suo bel "titolo", che non ci spinge alla competizione, ma ci invita alla condivisione. La "Bibbia" stessa, nella sua origine, si presenta in tre lingue diverse: l’Aramaico, l’Ebraico e il Greco. Ogni "egemonia linguistica" è dunque esclusa! Queste sono le prime tre lingue entrate nella "Casa della Bibbia".

Questa "casa" si è fatta più vasta, perché accoglie già in sé più di mille lingue parlate. Io credo che proprio la "Chiesa Cattolica" dovrebbe prendere l’iniziativa di dare a questa "casa" uno spazio adeguato. Chi entra nella "Casa della Bibbia" dovrebbe poter ricevere questo "biglietto d’invito": "Benvenuto! Qui Dio parla la tua ‘lingua materna’!".

P. SILVANO GARELLO
( Dhaka - Bangladesh )