MISSIONE AMICIZIA    P. SANDRO GIACOMELLI    SEGUENTE

(1939-2007)

"Un’unica, grande passione: l’uomo!"

Dal Funerale di P. Sandro in Bangladesh...

P. SANDRO GIACOMELLI, Missionario in Bangladesh. P. Sandro e la sorella, Sr. Mariassunta, Missionaria dell'Immacolata in Bangladesh. Sorriso semplice e sereno, accanto a un bimbo bengalese! P. Sandro, agli inizi della missione in Bengala..

Giovedì 18 Ottobre 2007 alle 4,30 circa di pomeriggio è morto, in seguito ad incidente stradale, P. Sandro Giacomelli. L'incidente è avvenuto a Konabari, una zona industriale a 35 km. a Nord di Dhaka. La mattina P. Sandro si era recato da Dhaka a Konabari, per visitare alcuni lavoratori tribali che lavorano in quella zona. Aveva previsto di rimanere per la notte e celebrare l'Eucaristia il giorno dopo. Al pomeriggio è uscito con la motocicletta a trovare alcune famiglie ed è stato investito da un camion che lo ha travolto da dietro. P. Sandro è morto sul colpo. Alcune persone hanno portato il corpo all'ospedale locale, dove il medico ha dichiarato ufficialmente il decesso. La salma è stata quindi trasportata nella stanza in affitto adibita a cappella per i lavoratori. P. Giacomelli, che ha lavorato per più di quarant'anni nella diocesi di Dinajpur, nel Nord-Ovest del paese, da circa un anno era impegnato a servizio dei lavoratori tribali nella capitale.

Sabato 20 Ottobre alle ore 11 nella cattedrale di Dinajpur è previsto il funerale. P. Giacomelli sarà seppellito a Kodbir, dove ha lavorato per una quindicina di anni, e dove aveva detto a più persone di voler essere sepolto.

P. Sandro Giacomelli, nato l’1 Marzo 1939 ad Isolaccia, in provincia di Sondrio, ha nove fratelli e sorelle, di cui due suore. Sr. Mariassunta, delle Missionarie dell’Immacolata (Pime), è anche compagna di missione di P. Sandro, ed ancora oggi è in Bangladesh come missionaria.

P. Giacomelli fu ordinato presbitero il 14 Marzo 1964, e dopo aver trascorso un anno negli Stati Uniti per lo studio della lingua Inglese, nel 1965 arrivò nell’allora Pakistan Orientale, divenuto Bangladesh nel 1971.

Approdato nel Bengala, P. Sandro, dopo qualche mese trascorso a Dinajpur per l’apprendimento della lingua Bengalese, si trasferì a Dhanjuri: dove, oltre a cominciare il proprio impegno tra i tribali, apprese la lingua "Santal".

Nel 1968, insieme a P. Carlo Calanchi, P. Giacomelli frequentò l’istituto orientale ("Oriental Institute") di Barishal per imparare la lingua Bengalese. Fino ad allora i missionari del Bengala, essendo impegnati a servizio dei Tribali, davano priorità all’apprendimento delle loro lingue; P. Calanchi e P. Giacomelli furono i primi a studiare in modo sistematico anche la lingua Bengalese.

Nel 1969 P. Sandro fu destinato nella parrocchia di Andharkota, dove rimase durante la guerra di indipendenza dal Pakistan occidentale del 1971. Dopo l’uccisione di P. Angelo Maggioni, avvenuta nel 1972, P. Calanchi fu destinato ad Andharkota, dove entrambi rimasero fino al 1976.

Nel 1976 P. Giacomelli fu destinato di nuovo a Dhanjuri, dove rimase per dieci anni insieme a P. Zonta e P. Colombo.

Nel 1986 P. Sandro si trasferì a Kodbir, un "sottocentro" della stessa parrocchia, dove rimase per ben sedici anni.

Nel 2000, dopo aver trascorso qualche mese a Singra a seguito di una depressione, P. Sandro fu destinato a Mariampur.

Nel 2006, infine, egli riuscì a coronare un sogno che coltivava da anni: dedicarsi all’evangelizzazione in città. Fino alla morte, P. Sandro si è impegnato a servizio dei lavoratori Tribali migrati dalle zone rurali in città.

P. Sandro amava i "Santals": amava stare con loro, parlare con loro, ascoltarli; si stupiva del loro modo di guardare il mondo. Per tale ragione, egli ha sempre studiato ed approfondito la loro cultura e storia. La passione antropologica, sociologica e scientifica di P. Giacomelli lo spinse costantemente a cercare di colmare la distanza tra la sua mentalità e quella di questo popolo, che lo affascinava ed a cui ha dedicato l’intera esistenza.

P. Sandro faceva fatica a credere che ci fosse qualcuno che non aveva mai dubitato circa l’esistenza di Dio. Egli diceva di aver dubitato tutta la vita. In lui, secondo l’ormai celebre frase del Card. Martini, c’era un credente e un non credente che dialogavano, e qualche volte litigavano tra loro. Possiamo definire P. Sandro un uomo tormentato dalla fede, un credente "biblico".

Questa sua fede tormentata si esprimeva in una passione comunicativa, che l’ha contraddistinto per tutta la vita. P. Sandro aveva scritto, oltre che una grammatica della lingua Santal, alcuni libri di catechismo, sempre in lingua Santal. Egli aveva un modo originale di presentare la fede, un approccio che sapeva porre domande giuste e provocatorie all’interlocutore.

Egli era un efficace comunicatore, ma ultimamente è stata la sua testimonianza a portare migliaia di persone alla fede cristiana. Egli ha costruito molte cappelle in muratura, ma è stato il periodo trascorso in una casa di terra a Kodbir il più fecondo dal punto di vista missionario; ha lavorato in varie parrocchie, ma il suo rimanere in quel "sottocentro" è stato indubbiamente il periodo più felice della sua lunga avventura missionaria.

Nel periodo trascorso a Mariampur, P. Sandro si era dedicato, oltre che all’evangelizzazione, anche allo sviluppo della comunità, attraverso il progetto di "microcredito" diocesano, a cui aveva dedicato tantissime energie. Il risultato fu impressionante e duraturo.

P. Sandro ha trascorso infine l’ultimo anno della sua vita nel contesto urbano ed industrializzato della città di Dhaka. Si trattava semplicemente di un altro modo di evangelizzare i suoi Santals, sempre più presenti nella metropoli in cerca di lavoro. Nell’anno trascorso a Dhaka, egli aveva raccolto "letteralmente" migliaia di indirizzi di lavoratori. Aveva incontrato tantissima gente, si era indignato per le condizioni di lavoro e per le palesi ingiustizie di cui erano vittime, aveva organizzato momenti di preghiera e di ritrovo dei lavoratori della città e delle zone limitrofe.

L’ultimo gesto che P. Sandro aveva fatto per i suoi Tribali è stato organizzare un "picnic", che ha coinvolto un centinaio di lavoratori. Noi, conoscendo il rigore di P. Sandro, eravamo rimasti un poco sorpresi di questa iniziativa… Ma a ben pensarci non si trattava che di un altro modo per permettere ai suoi lavoratori, oppressi dagli orari e dalle condizioni di lavoro qualche volta disumane, di riscattare se stessi, di trascorrere una giornata libera insieme!

È proprio con questo gesto che vogliamo ricordare l’amico Sandro. Un gesto in fondo sorprendente, come era la sua persona. Egli, che a volte mostrava un carattere complesso, era in fondo molto semplice e "trasparente". Era infatti un uomo con un’unica, fondamentale passione: l’uomo "concreto", a cominciare dai suoi Santals!

I "Missionari del Pime" in Bangladesh

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P. SANDRO GIACOMELLI, Missionario in Bangladesh. Ancora un saluto a P. Sandro... Funerale nella Cattedrale di Dinajpur, celebrato dal Vescovo Mons. Moses Costa. Processione a Kodbir, tra la sua gente!
Le donne lo ricordano... E danno un ultimo abbraccio! Fiori colorati sul feretro... Una luce brilla davanti alla sua foto!
Preghiera nella Cappella di Kodbir. Tumulazione della salma... Tra le candele accese! Donne del villaggio alla cerimonia.
(Foto di P. Quirico Martinelli)

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RICORDANDO P. SANDRO GIACOMELLI! (18/10/'11)