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P. GIAN PAOLO GUALZETTI: DA DHAKA A MILANO!

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2007: Diario in Bangladesh

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Una nuova Missione...

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Il Centro Missionario Pime, a Milano!

P. GIANPAOLO GUALZETTI, Missionario del Pime in Bangladesh...

La Chiesa di Santa Cristina, a Dhaka!

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Milano, 8 Dicembre 2007

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Carissimi amici e amiche,
è un po’ di tempo che non vi scrivo. A parte la lettera in memoria dell’amico P. Mariano, il mio calendarietto mi dice che è già più di un anno. Vi assicuro che non vi ho dimenticato, ma andiamo con ordine. Già nella mia vacanza "itinerante" dell’anno scorso i miei Superiori mi avevano prospettato un rientro in Italia per un servizio di alcuni anni nel campo della formazione del nostro Istituto. Anche per questa notizia, andai a Taizé per coltivare sentimenti di serenità e di disponibilità di fronte a una richiesta che mi costava molto accettare. Devo confessare che molti mi hanno aiutato in questo, anche se non nego di aver coltivato la segreta speranza che i Superiori rivedessero la loro decisione.
Così rientrai dopo le vacanze nell’amato Bangladesh con la prospettiva di un bel anno da affrontare, un bel 2007 carico di eventi…
1. La preparazione a livello di "Regione Bangladesh" dell’"Assemblea Generale Pime" di metà Maggio (ogni sei anni i Superiori Regionali e i rappresentanti eletti di tutte le missioni del Pime si riuniscono per valutare l’operato fatto: a verificare la salute dell’Istituto, a riflettere su come l’Istituto può rispondere alle nuove sfide della missione e, nel mezzo dell’Assemblea, a eleggere il Superiore Generale con il suo Consiglio).
2. Mettere in opera la decisione della nostra "Assemblea Regionale" di cedere alla diocesi la parrocchia di S. Cristina;
3. Muovere i primi contatti con l’arcivescovo e i parroci della capitale per studiare l’erezione a parrocchia del nostro "sottocentro" di Mirpur (tempi, nuovi confini, nuovo parroco, formazione della comunità, ecc.), con i suoi nuovi "sottocentri" di Utholi (P. Arturo Speziale), Kewachola (P. Gianantonio Baio) ed EPZ-Savar.
Così ripresi le miei ordinarie attività a Mirpur con in più questi altri pensieri. Intanto da Roma silenzio, magari ci stanno ripensando??!!… Ma verso Pasqua si rifà vivo il Vicario Generale, P. Luigi: "Monza ti aspetta!"; poi, dopo qualche settimana: "Che cosa ne diresti di Roma?"… Il posto non è ancora fissato, ma senz’altro devo rientrare in Italia per Settembre od Ottobre. Allora chiedo al mio Superiore Generale di essere esonerato dal partecipare alla nostra "Assemblea Generale" per evitare di dover venir due volte a Roma nello spazio di pochi mesi, ma soprattutto per ben preparare l’erezione a parrocchia di Mirpur e il conseguente passaggio delle consegne al nuovo parroco. Il Superiore Generale P. Gianni Zanchi accetta la mia proposta e P. Quirico Martinelli gentilmente mi sostituisce all’"Assemblea Generale". Di tutte queste proposte e pensieri con voi non ne ho parlato mai, tranne che con qualche familiare e confratello, perché non c’era ancora una dichiarazione ufficiale. Anche se a Mirpur era un po’ come il "segreto di Pulcinella", l’interessato si guardava bene dal dirlo ai parrocchiani: ma ormai molti lo sapevano da altre fonti o fiutavano la mia imminente partenza. Ma non sono finite le sorprese e le prove, nel bel mezzo dell’"Assemblea Generale" mi arriva una telefonata di P. Gianni Zanchi che mi comunica la proposta di diventare direttore del "Centro Missionario Pime" di Milano. Ribatto: "Di male in peggio, non mi sento all’altezza di un incarico del genere!"; ma lui risponde: "Pensaci un po’ perché ne abbiamo proprio bisogno: P. Davide Sciocco deve rientrare in Guinea Bissau per dirigere la radio della diocesi".
"Di questi tempi eravamo scarsi di pensieri ed ecco che arriva un bel pensierone!". Il giorno dopo P. Davide mi telefona da Roma presentandomi la realtà del "Centro" e la sua felice esperienza di questi tre anni con tutti i dipendenti e i confratelli. "Tutte rose e fiori!!??", obietto. "Senz’altro qualche spina ci sarà!". E visto che ci conosciamo da lunga data, prima in Seminario e poi in animazione nei primi anni del nostro sacerdozio, con delicatezza mi fa qualche accenno. Prendo tempo per la risposta. Ma ormai loro devono decidere. Quindi, destinato all’Italia prima dell’elezione del nuovo Superiore Generale, che poi sarà ancora P. Gianni per altri sei anni. Che grande sacrificio per lui, che aveva quasi pronte le valigie per rientrare in Bangladesh e con molte probabilità mi avrebbe sostituito a Mirpur: anche se lui sognava un bel villaggio sperduto senza telefonini e computer, dopo ben 16 anni di Roma e "generalato"!
Che bel "grattacapo" per noi della Direzione Regionale del Bangladesh: perché i candidati alla mia sostituzione vengono ad uno ad uno depennati dalla lista, perché il loro rientro in Bangladesh è rinviato.
"I disegni di Dio a volte non coincidono con i nostri!": è una frase che molte volte diciamo agli altri, ma quando dobbiamo dirla a noi stessi costa accettarla…
Però devo ammettere che lo Spirito Santo ha lavorato molto in quei mesi: primo perché inaspettatamente abbiamo trovato il mio sostituto, P. Livio Prete, che si è reso subito disponibile, lasciando a P. Emanuele Meli la parrocchia di Patorgata. Poi perché con P. Paolo Ballan e i catechisti abbiamo programmato una bella catechesi sul significato del nostro diventare parrocchia, chiedendoci: "Quali volti mostra la nostra parrocchia?" (le risposte alla prossima lettera)... Ormai anche per me è arrivata l’ora del distacco.
Dopo quasi 15 anni, di cui 12 a Mirpur, arriva il momento di dover lasciare il Bangladesh e decidere la data della partenza per l’Italia: destinazione ormai precisa, Milano al "Centro Missionario" del Pime. Finalmente l’arcivescovo annuncia la data per l’erezione a Parrocchia del "sottocentro" di Mirpur: 7 Settembre. Dall’Italia premono che rientri prima della fine di Ottobre, allora decido per il 31 Ottobre: così potrò trascorrere qualche settimana insieme a P. Livio per il suo buon inserimento nella nuova parrocchia, e fare qualche viaggetto al sud e al nord per salutare i miei confratelli e alcune comunità di suore e laici.
Ma non sono finiti gli imprevisti: la morte cruenta del nostro carissimo P. Sandro Giacomelli (investito da un camion) e quella del carissimo P. Giovanni Vanzetti (nella pace dei suoi 82 anni) ci ha riuniti tutti per ben due volte in quel di Dinajpur a distanza di soli quattro giorni. Oltre al dolore, ho assaporato un sapore di famiglia tra noi confratelli del Pime: e tanta fede della nostra gente e soprattutto della sorella di P. Sandro, Sr. Maria Assunta, Missionaria dell’Immacolata, preziosa collaboratrice della nostra parrocchia. Tante emozioni ed incontri, tanti pensieri di riconoscenza reciproca, tanti incoraggiamenti a fare la volontà di Dio, tante preghiere e qualche lacrima. Si parte e arrivo sotto la protezione di tutti i Santi, in buona compagnia.
Ed ora siamo ai giorni nostri. Sono a Milano e con l’aiuto attento e discreto di P. Davide Sciocco sono salito sul "carrozzone" del "Centro Missionario Pime". Dico "carrozzone" perché c’è di tutto. Redazione delle Riviste Pime, Museo di arte orientale, Sale e Teatro, Donazioni, Adozioni a distanza, "Aiuti per le missioni", Biblioteca, Audiovisivi, Archivio fotografico, Libreria, "Bottega del Mondo", Animazione per i giovani con i suoi cammini ben programmati, e "Mondialità" per le scuole di tutte l’età. Non spaventatevi, non è che io debba fare tutte queste cose. Ci sono tanti laici e qualche Padre che pensa e lavora in ogni settore. A me è chiesto di coordinare, senza la pretesa di essere competente in tutto, ma cercando di infondere quello "spirito missionario" che ogni attività desidera comunicare. Non è facile, ma devo ammettere che le "rose" ci sono. Realmente i miei predecessori, impersonati ora da P. Davide, hanno fatto un bel lavoro e il clima che si respira è quello della missione e della cooperazione, ognuno nel suo settore.
Non so se vi ho un po’ annoiati con questo lungo racconto della mia nuova destinazione. Vi potevo comunicare con due righe il mio rientro in Italia dandovi il mio nuovo indirizzo, ma penso che anche questi momenti di incertezza, di prova, di voglia di dire di "no", danno spessore al nostro essere missionari: per "sfatare" anche quell’immagine del missionario eroe che sopporta tutto, non prova niente di fronte al distacco e vince tutte le prove; e invece dare voce all’uomo missionario che cerca con l’aiuto dei confratelli e dei piccoli di capire e di accogliere i disegni di Dio, facendo i conti con le sue resistenze e fragilità.
Potrei chiudere qui la lettera, ma per non perdere subito le vecchie abitudini mi sono ripromesso di colmare il "buco" del 2006: e poi con le prossime lettere cercherò di colmare il 2007, narrando qualche episodio di quei mesi, visto che ho portato con me il mio calendarietto. Mi aiuterà anche a stare in sintonia con il mio amato Bangladesh!
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GIUGNO - SETTEMBRE 2006 : "VACANZE ITINERANTI" - CAMBOGIA, ITALIA E TAIZÉ

Il titolo è solenne,ma serve solo per riallacciarsi alla lettera precedente, visto che è passato non poco tempo. Fermo restando che le vacanze sono sempre belle e cariche di incontri, passo velocemente al mese seguente.
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OTTOBRE 2006 : SCIVOLO A SANTA CRISTINA

Al mio rientro dalle vacanze mi aspetta un impegno in più. Ma andiamo con ordine. A Maggio 2006 il consiglio pastorale parrocchiale di Santa Cristina aveva deciso la costruzione di uno scivolo, per consentire agli anziani e ai disabili di poter accedere senza ostacoli alla Chiesa che è posta al primo piano del centro parrocchiale. Problema reale, perché fare ben più di venti gradini è una bella impresa quando gli anni pesano oppure si è vincolati ad una carrozzina. Ora abbiamo trovato i fondi, così si può iniziare.
Abbattimento della scala, sistemazione del salone sottostante e scavo delle fondamenta per i piloni dello scivolo… Sembra tutto facile, ma gli imprevisti sono all’ordine del giorno e l’inesperienza nel campo degli scivoli, con in più la distanza fisica del nostro architetto P. Ezio, fanno il resto! Sembrava una costruzione da niente, ma facendo i calcoli per rispettare la pendenza si vede subito che bisogna occupare tutta la fiancata della Chiesa. E poi occorre coprirla per ripararla dalla pioggia e dal conseguente muschio che si appiccica e fa scivolare. Si decide di procedere, ma non sono poche le obiezioni che vengono da più parti. C’è chi è preoccupato dall’estetica e chi dall’aspetto economico: così tanti soldi per così pochi disabili! Ragionamenti che fanno venire il "prurito" alle mani! Cerco di raccogliere il più possibile consigli e di rispondere motivando questo nostro investimento un po’ impopolare. Tra me dicevo: "Se proprio devo scivolare, preferisco scivolare sopra un bello scivolo!". Perciò sotto a scavare, non perdendo di vista questo servizio verso i più deboli: la motivazione da far conoscere con pazienza a tutti!
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NOVEMBRE 2006: PREGA INSIEME E CONOSCI

P. Francesco Rapacioli non si stanca di proporre con i suoi collaboratori, il Pastore della Chiesa Anglicana e il Fratello di Taizè, gli incontri di preghiera ecumenici. Questa volta andiamo alla Chiesa Metodista di Mirpur. Vecchie conoscenze per noi che abitiamo nella stessa zona. Con loro abbiamo organizzato diverse attività per i nostri bambini e giovani. Ma anche per noi è novità sentire i "capisaldi" della loro fede e come sono arrivati in Bangladesh. Una breve introduzione, ma efficace. Per loro è importante un metodo per la vita spirituale, per leggere la Bibbia, per predicare e per pregare. Tutto segue un metodo, che il fondatore ha tracciato vivendolo in prima persona prima di proporlo agli altri. Da qui deriva il nome della loro Chiesa. È bello questo conoscersi in un clima di preghiera dove nessuno è maestro, ma tutti stiamo cercando di seguire l’unico maestro, Gesù. Il richiamo di un metodo mi ha fatto ricordare quanta importanza ha per ciascuno avere una regola di vita, che non appiattisce ma anzi apre ad accogliere la creatività dello Spirito nella proprio vita…

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DICEMBRE 2006:
A MIRPUR NUOVO CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE,
NUOVI VOLTI E SENSIBILITÀ

Ogni tre anni si rinnova il consiglio pastorale parrocchiale. Poi in concreto si arriva quasi alla vigilia del quarto, perché ora che ci si organizza passa sempre qualche bel mesetto. È un momento importante della vita del nostro "sottocentro", perché si ha l’opportunità di fare una bella catechesi sul senso di essere Chiesa e comunità attiva. Poi si ha l’opportunità di aggiornare i registri e di sollecitare altri ad iscriversi nella comunità parrocchiale. Qui tutti hanno diritto al voto, basta avere 18 anni e la "Family Card", un tesserino con i nomi di tutti i membri della famiglia; oppure la "Single Card", un tesserino con i nomi dei giovani non sposati che per lavoro o studio vivono a Mirpur. La lista dei candidati è la parte più delicata, perché qui sono molto in voga le elezioni per le "Casse di Risparmio e Prestiti", dove si fa propaganda, campagna elettorale e si va di casa in casa per promuovere la propria candidatura o quella del proprio gruppo. Ma noi non vogliamo niente di tutto questo ed è dura farla capire, che qui non c’è nessun potere da ottenere ma invece c’è un servizio da accogliere per il bene della comunità! Batti che ti ribatti qualcosa è entrato, ma qualche recidivo c’è sempre, per la gioia del parroco che poi deve cercare di ristabilire il buon ordine delle elezioni. Ma tutto sommato P. Paolo Ballan ed io non ci possiamo lamentare. Alcuni volti nuovi di giovani sposati e donne si sono candidati. Ora diamo parola alle urne. Venerdì 8 Dicembre, dopo la S. Messa per la festa dell’Immacolata, si apre il seggio elettorale e fino alle due del pomeriggio accede un bel numero di parrocchiani. Con ordine presentano il loro tesserino e poi scrivono le loro preferenze. Si respira un bel clima di comunità. Alle quattro si annunciano i nomi dei cinque membri eletti dai parrocchiani. Soddisfazione generale, anche chi non ha raggiunto la meta si congratula con i cinque, e poi appaiono i dolci di rito offerti dai prescelti. Ora due settimane di colloqui per scegliere altre cinque persone, che si aggiungeranno ai membri che rappresentano i diversi gruppi del nostro "sottocentro". La cosa non è facile, perché un buon numero del consiglio precedente deve fare un turno di riposo (tre anni), visto che ha già accumulato due periodi consecutivi (tre anni + tre anni). Con alcuni di loro si collabora molto bene, c’è una bella intesa e armonia di intenti, ma anche questo è un sacrificio per permettere ad altri di dare il loro contributo. Così con P. Paolo e alcuni stretti collaboratori riflettiamo dove è meglio bussare, per ben equilibrare la "compagine" di questo nuovo consiglio pastorale. Speriamo di azzeccare, perché più che le parole sono i fatti che contano sulla lunga distanza. Con soddisfazione, guardo l’entrata nel nuovo consiglio della rappresentante del gruppo delle famiglie con bambini disabili "Fede e Luce". Ve la ricordate? La mamma di Rony e Jony, la "mamma del paradiso" della scorsa lettera! Piano piano qualche nuova sensibilità sta entrando, anche grazie al rinnovamento del consiglio pastorale. Un bel regalo di Natale!

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CONCLUSIONE

Con questa lettera volevo comunicare il mio rientro in Italia per qualche anno, ma il ciclone "SIDR" mi ha anticipato, perché dopo solo qualche giorno dal mio rientro, volutamente tenuto in "sordina" per poter entrare nel nuovo servizio con la dovuta calma, l’impeto del vento e la potenza dell’acqua si è scagliata senza clemenza sul Bangladesh a pochi mesi dalla devastante alluvione: e così sono entrato anch’io nell’"occhio del ciclone", visto che questo "Centro" gestisce anche gli aiuti alle missioni! Telefonate, interviste e contatti con i nostri missionari... Qualcuno per incoraggiarmi mi dice che sono arrivato al momento giusto, però a dire il vero io preferivo che il mio amato paese fosse risparmiato da questa ennesima prova.
Come "Centro" del Pime di Milano abbiamo lanciato una campagna, intitolata "BHAI-BON", "FRATELLO E SORELLA": per trasformare questo drammatico evento in un’occasione per diventare fratello e sorella del popolo bengalese! Sono tre le fasi per far fronte a questa emergenza: la prima riguarda il ripristino delle comunicazioni e la distribuzione di viveri, acqua, vestiti e medicine; la seconda riguarda la distribuzione di sementi e attrezzi agricoli per il ripristino delle attività agricole; la terza è la ricostruzione o riparazione delle case spazzate via o distrutte dal vento e dall’acqua.
Se lo ritenete opportuno, la potete divulgare nelle vostre parrocchie o nei vostri posti di lavoro. Per realizzare questi aiuti ci appoggeremo ai nostri missionari e missionarie, in collaborazione con le due diocesi colpite e la "Caritas" locale (per ulteriori informazioni sul "Progetto Emergenza Bangladesh S-107", potete chiamare il numero 02-438221, o visitare il sito www.pimemilano.com). È la prima volta che concludo una mia lettera con un appello specifico, ma penso che nella libertà dei figli di Dio ognuno farà la sua riflessione su come tenere sempre aperte la porta del proprio cuore e della propria famiglia e comunità alle necessità altrui. Questa è una proposta…
Vi ringrazio ancora per la vostra vicinanza ed amicizia, per il vostro sostegno e le vostre preghiere. Con voi entro in questo nuovo apostolato in quel di Milano! Vi chiedo una preghiera particolare affinché il mio cuore non viva solo di nostalgia, ma abbia la capacità di accogliere ogni persona che il Signore mi farà incontrare nell’ottica della gratuità: "Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date!". Anche il neonato Gesù è un dono gratuito, che non vede l’ora di essere ridonato agli altri attraverso la nostra debolezza e piccolezza.

Auguri di Buon Natale!

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Vostro
P. Gian Paolo Gualzetti

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P. S. :
1. Il mio nuovo indirizzo è: Centro Missionario Pime, Via Mosè Bianchi 94, 20149 – Milano.
Per contatti via "e-mail": gualzetti.gianpaolo@pime.org.
Oppure potete continuare a contattare mio fratello Giorgio, che in questi anni ha fatto un prezioso lavoro nel gestirmi i contatti e la spedizione via "e-mail": giorgio.gualzetti@libero.it.
2. Se qualcuno vuole continuare ad aiutare il centro di Mirpur o le missioni del Bangladesh, può versare il suo aiuto sul mio conto specificando la destinazione.