MISSIONE SPERANZA

GRAZIE!   DAL GIAPPONE, P. LORENZO MANERBA   DIARIO

Educazione: «Formula 1» in Giappone

Nel Paese del Sol Levante le scuole cattoliche sono apprezzate
grazie anche al lavoro educativo dei missionari del Pime.

P. Lorenzo, a scuola, posa per la festa della mamma...

P. Lorenzo Manerba
("Missionari del Pime", Gennaio 2006)

Alla cerimonia di chiusura dell’anno scolastico nella scuola cattolica di Takeo, la rappresentante delle mamme dei diplomati ha scritto questo saluto: «Quando tre anni fa ero in cerca di una scuola per mio figlio, una mattina visitai anche quella cattolica. Era l’ora dell’adunata. I bambini ben allineati recitavano una preghiera a Dio ringraziandolo per averli creati e per aver dato loro i genitori, poi con un canto invocavano la protezione della Madonna. Il padre fece un saluto un po’ in inglese, al quale i bambini rispondevano, e un po’ in giapponese raccomandando di amare la vita e la natura, doni di Dio. In quel momento ho pensato che questa era la scuola adatta per mio figlio, che qui sarebbe stato ben educato». «Ora davanti ho 42 diplomati» concludeva questa mamma, «che stanno per spiccare il volo verso le scuole superiori e la società. Le loro ali sono ancora piccole e fragili, ho quasi paura che non riescano a volare, però sono sicura che Dio come li ha protetti finora, darà loro ali più robuste perché possano volare lontano, fin dove Lui vorrà».
In queste parole c’è il riconoscimento e anche la gratitudine per un’attività che la chiesa cattolica svolge in Giappone. E il germoglio di una fede e fiducia in Dio che assiste le sue creature, soprattutto i più piccoli.
Il Pime a fianco di altri istituti missionari ha lavorato molto in ambito educativo. Ha costruito chiese e scuole nelle due missioni di Saga e Yamanashi - che i vescovi giapponesi ci hanno affidato 50 anni fa - creando quella simpatia e stima per il cristianesimo che è il veicolo della fede.
Padre Pino Cazzaniga nel libro "Giappone, missione difficile", descrive i sacrifici costati ai missionari per costruire tante opere religiose ed educative che ora gradatamente vengono passate al clero giapponese.
Molti missionari del Pime hanno legato il loro nome all’educazione. Primo fra tutti padre Fedele Giannini, fondatore della scuola di Nirasaki. Ma non si possono tacere padre Romiti, Sbriglio, Gazzardi, Cerizza, Piazzini e Di Bello. Una schiera di veri educatori che hanno profuso le loro energie in questa attività, una "formula uno" della missione in Giappone.
Anche altri missionari hanno lavorato diversi anni a Takeo. Qui come altrove in Giappone si può dire che le scuole cattoliche sono molto rinomate e ricercate. Grandi personalità della cultura le hanno frequentate.
Noi missionari che arriviamo dall’estero attraverso la scuola entriamo in contatto con il mondo della cultura giapponese. Per le conoscenze e le amicizie che si creano, siamo spesso invitati a parlare in un’altra scuola o in una sala pubblica, anche in altre regioni. Soprattutto all’approssimarsi del Natale. Qui si ha l’occasione di dire apertamente che Dio ha fatto all’uomo un’infinità di regali: il cosmo, la vita, i genitori. Ma che il più grande dono è suo Figlio Gesù. Quindi per noi la più grande felicità è di conoscere e amare questo Dio Padre buono e misericordioso che Gesù ci ha fatto conoscere e le cui opere sono raccontate nella Bibbia, la Parola per eccellenza.
Grande propagatore dell’amore di Dio a scuola è stato padre Virginio Cerizza di Monza, scomparso all’età di 81 anni, dedicati fino all’ultimo giorno alla sua comunità, alla chiesa e alla scuola di Karatsu. Il giorno della sua morte la direttrice didattica ha detto così: «Padre Virginio è stato il nostro orgoglio. Lo abbiamo molto amato. Questi sentimenti sono condivisi dai bambini, dai genitori e da tutti coloro che lo hanno conosciuto. Amando tutti senza distinzione, ci ha insegnato l’importanza dell’amore. Veramente per il solo fatto di averlo accanto ci siamo sentiti felici».
Ora alla guida della chiesa di Karatsu e fra non molto anche della scuola, sul mare di fronte alla Corea, c’è un giovane missionario: padre Marco Villa di Lecco, entusiasta del lavoro educativo.