MISSIONE SPERANZA

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DALLA CAMBOGIA, P. MARIANO PONZINIBBI

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Phnom Penh, 19 Aprile 2004

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Ciao! Alcune brevi riflessioni nate dopo questa Pasqua per condividere e per pregare insieme... Buon tempo pasquale! Con affetto!

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SANTA PASQUA 2004

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La foto di alcuni giovani che hanno ricevuto il Battesimo durante la Veglia di Pasqua richiama alla mente, al cuore, l'intensità della gioia e del momento vissuto e condiviso nella missione di Kompong Thom.

Era naturale, anche per me, rivedere e ripensare gli inizi di un cammino di accostamento al Vangelo: il tempo della preparazione, alcune certezze e inquietudini provate...

A questa giovane Chiesa, che tanto sta investendo sul mondo giovanile, i giorni della Pasqua hanno consegnato dei doni: la vita di quanti, in Cambogia, hanno scelto il Signore. Doni da custodire, da non disperdere, doni che aiutano anche la mia memoria e la mia fede a rinnovare le motivazioni del mio essere qui: di una scelta di vita, la vocazione missionaria, che ha sempre bisogno di essere confrontata con la Parola del Signore e con le vicende degli uomini.

Ritornavo così a Phnom Penn, la sera del lunedì dopo Pasqua, portando in me alcuni riflessi della nuova vita che misteriosamente si era realizzata nella storia di 10 giovani.

Martedì 13 aprile accompagnavo Cristina, missionaria laica Pime, in un villaggio dove stiamo operando da anni in alcuni progetti di sviluppo, educativi, di prevenzione e di attenzione al mondo dei disabili.

Era ben diverso lo stato d'animo e i pensieri che si affacciavano alla mente. Arriviamo in questa casa dove, appena poche ore prima, si era consumata una tragedia.

VICHET, 18 anni, soffriva di crisi epilettiche. Era uno del gruppo seguito da Cristina e dai suoi collaboratori. Ad un certo momento, secondo le parole della madre, era scomparso. Lo si era cercato nel villaggio e attorno. Alla fine la scoperta: proprio davanti a casa sua, nel piccolo stagnetto, era annegato, probabilmente a seguito di una forte crisi.

Il monaco buddista pregava, benediceva, purificava tutti i membri della famiglia, altri assistevano e mangiavano secondo la tradizione.

Cristina donava una foto di Vichet alla madre: una foto molto bella che ritraeva insieme madre e figlio, in un momento di festa durante la gita al mare. Vichet indossava una maglietta con la scritta "SAIMA AVANDERO", ricordo di un dono che amici da anni avevano inviato in Cambogia.

Sono momenti che ciascuno vive a modo suo. Chi sceglie il silenzio, anche se per alcuni attimi, chi piange, chi ha bisogno di restare solo con se stesso .

Mi sono avvicinato allo stagno: brutto e sporco, tipico della stagione secca, con poca acqua. Ho voluto scattare alcune fotografie, mentre pensavo a come si era consumata una vita già provata e sofferta.

Che contrasto!

Due giorni prima la festa, la bellezza di condividere in una missione la gioia, le danze, il pranzo, la musica.

Ora ben altro l'ambiente, esterno e interno a me, mentre guardavo un pezzo di questo mondo: un villaggio normale della Cambogia, una casa normale, un po' di acqua, che avevano tolto il sorriso e la gioia.

Ma la mia fede e la mia vocazione missionaria hanno bisogno anche di queste parole e di queste immagini per chiedere un confronto e per ridire, forse in un modo nuovo, il mio Sì al Signore e a questa gente.

L'acqua: fonte di vita e anche di morte. Frase sentita, pronunciata, vissuta prima in Bangladesh, ora in Cambogia. Parole mie e di tutti, ovunque l'uomo incontra i due risvolti che fanno i nostri giorni!

VICHET, ma qui parla la mia fede, ha avuto il suo "Battesimo", non attorniato dai canti e dalla luce, dalla festa e dalle danze: anzi, da solo si è consumato il mistero della sua vita, dentro la sua tormentata malattia.

Ma Gesù un giorno si era immerso nelle acque del fiume Giordano: non pulito, perché segno dell'umanità smarrita, ed era "RISORTO", purificando ogni nostro male.

VICHET ha ripetuto, anche se involontariamente, lo stesso gesto. È entrato dentro il male di questo mondo e ha lasciato la vita, perché altri, pensando anche a lui, ritrovino uno sguardo diverso sulla vita e sul mondo...

Che sia così anche il mio cammino, quest'anno, in questo tempo pasquale che prepara la Chiesa alla missione!

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P. Mariano Ponzinibbi