HONG KONG

MISSIONE AMICIZIA    Ricordando padre Lido    SEGUENTE

Padre Lido Mencarini è deceduto il 2 maggio scorso a Hong Kong all’età di 91 anni,
interamente spesi per la causa del Vangelo.

P. LIDO MENCARINI (1916-2007), Missionario ad Hong Kong.

P. Angelo Lazzarotto
("Missionari del Pime", Agosto-Settembre 2007)

Nato nel 1916 a Lucca, il giovane Lido frequentò quel seminario diocesano prima di entrare nel Pime, dove divenne sacerdote nel 1939. Non potendo partire subito per le missioni a causa della guerra, svolse un servizio pastorale in una parrocchia di Cantù (diocesi di Milano), dove è ricordato ancora oggi. Destinato nel 1947 a Hong Kong, spese i primi due anni nel distretto di Hoifung, lungo la costa del Guangdong, imparando la difficile lingua "hoklou". Richiamato in città, l’anziano vescovo monsignor Enrico Valtorta lo volle come suo segretario, e lo fece poi direttore del "Catholic Centre" e procuratore della missione dal 1954 al 1962. Aveva imparato bene anche la lingua inglese e il cantonese. Fu in quel periodo che incontrai padre Lido, quando arrivai a Hong Kong per la prima volta nel 1956; mi impressionò la sua serenità e il suo inalterabile sorriso, sapendo che aveva dovuto trascorrere anche un anno in sanatorio, perché colpito dalla tubercolosi. Eppure, non si risparmiava.
Nel 1959 il vescovo monsignor Lorenzo Bianchi lo fece vicario generale della diocesi. Erano anni molto difficili, perché dalla Cina arrivavano centinaia di migliaia di rifugiati, e padre Mencarini non esitò a impegnare la Chiesa in loro favore, sviluppando in collaborazione col governo servizi sociali e scolastici che sono considerati ancora oggi fra i più importanti di Hong Kong. Nel 1967 il nuovo vescovo monsignor Francis Hsu, primo vescovo cinese di Hong Kong, affidò nuovamente a padre Mencarini la Procura della diocesi, impegno che mantenne fino al 1985, quando fu eletto superiore regionale della comunità del Pime e, l’anno dopo, anche Procuratore dell’Istituto.
Padre Lido Mencarini si distingueva per una grande semplicità e riservatezza. Ma, pochi mesi fa, dovette acconsentire a una celebrazione voluta dal cardinale di Hong Kong Giuseppe Zen per celebrare il suo 90° compleanno. Vi partecipò anche il vescovo ausiliare monsignor Giovanni Tong, con numerosi sacerdoti e laici impegnati dell’ufficio della Procura diocesana, dove padre Mencarini aveva continuato a prestare servizio. Era una doverosa testimonianza a questo umile servitore che per ben 58 anni aveva dato il meglio delle sue doti e della sua carità apostolica allo sviluppo della diocesi.
Scrive di lui un giovane missionario del Pime: "Ho avuto la fortuna in questi anni di stare accanto a padre Mencarini e, al di là di tutto, mi colpiva la sua fede, la sua preghiera, il suo affidarsi al Signore. E poi anche la sua umiltà: da quando sono stato nominato economo, lui si è messo da parte e mi ha chiesto cosa poteva fare ancora per aiutarmi nell’economia. Ringrazio il Signore per aver conosciuto un grande uomo e un grande missionario".
Il superiore regionale della comunità del Pime in Hong Kong, padre Dino Doimo, che al momento del decesso si trovava già in Italia per partecipare all’"Assemblea Generale" del Pime, scriveva ai confratelli: "Mi dispiace moltissimo di non essere stato con voi accanto a padre Lido, mentre ci lasciava. Era una persona che ci ha insegnato tante cose: lavorare in silenzio, vicinanza al Pime in generale e a ciascuno di noi, partecipazione e contributo nelle attività della Regione, bontà e incoraggiamento verso tutti noi, fedeltà alle decisioni prese nei nostri incontri e ancora tante cose che non si finirebbe di dire. Per me è stato un esempio che vorrei essere capace di imitare".
E il vice-superiore, padre Franco Cumbo, che era andato a fargli visita all’ospedale poche ore prima del repentino decesso, ricorda: "Padre Lido ci ha chiesto di pregare con lui il Rosario. Fu lui a scegliere, anche se si vedeva che faceva fatica a parlare, che meditassimo i misteri dolorosi. Dopo la recita del terzo mistero, ci eravamo fermati un momento, incerti se continuare, per non affaticarlo troppo. E lui ci chiese di aggiungere subito il quinto mistero. Ovviamente la sua anima era immersa nella contemplazione della passione e morte di Gesù. In quei momenti supremi della sua stessa vita, voleva essere con il Suo Signore!".
Ringrazio il Signore per aver avuto anch’io l’opportunità di visitarlo in ospedale dieci giorni fa, di ritorno da un viaggio in Cina. Ricoverato nel reparto di terapia intensiva dopo un intervento chirurgico di emergenza, parlammo solo pochi minuti scambiandoci reciprocamente la benedizione; ma rimasi edificato dalla sua serenità e fede luminosa. Viene spontaneo ringraziare  Dio del dono che ha fatto al Pime e alla causa missionaria in questo confratello.