MISSIONE AMICIZIA    DALLE FILIPPINE, P. FERNANDO MILANI    SEGUENTE

La bellezza della fedeltà

La vita di tutti i giorni a volte richiede più fede che gesti eroici.
Un missionario del Pime da 26 anni nelle Filippine si racconta.

P. FERNANDO MILANI, Missionario in Thailandia.

P. Fernando Milani
("Missionari del Pime", Giugno-Luglio 2006)

La richiesta di raccontare la mia esperienza nella Filippine, a dir la verità, mi ha fatto pensare non poco. Dopo i primi anni di missione non sono più tante le persone che ti chiedono di parlare della tua esperienza, anche perché gli amici ormai la conoscono e non è che si facciano sempre esperienze nuove e strabilianti. A volte pare che dai missionari ci si aspetti solo le cose fatte o da fare, o almeno è quello che viene pubblicizzato dai media.
Forse la prima riflessione è proprio questa. La maggioranza dei missionari non credo faccia una vita "eroica" (se si può usare questo aggettivo).
Dopo il periodo dell’inserimento, dello studio della lingua e dell’inizio dell’attività, molto spesso le giornate non sono diverse l’una dall’altra, ma credo proprio che la fedeltà a questa ripetitività quotidiana sia una virtù missionaria (o meglio cristiana) molto importante. Certo non bisogna cadere nella routine o scansare le sfide che ci possono venire, ma la perseveranza resta pur sempre una qualità necessaria e a volte – almeno per me – molto difficile. È più facile cercare di fare cose nuove, nuovi incontri, nuove persone. Più ostico ad esempio, è ricevere la stessa mamma che ha bisogno di un aiuto finanziario per i suoi figli, o ascoltare le confessioni dei malati che non hanno peccati, o condurre per l’ennesima volta l’incontro con i fidanzati che non hanno facce interessate. Eppure la missione è anche questo, anzi forse di più questo rispetto alle camminate sui monti, alle difficoltà fisiche e all’adattarsi a mangiare cose un po’ strane per noi. In questi anni che ho passato qui nelle Filippine anch’io ho fatto tutte queste esperienze, e ora vedo che la cosa più importante è gestire me stesso e le relazioni con le persone che avvicino, cristiani e non.
Da circa quattro anni mi trovo in una parrocchia nelle isole Visayas, l’arcipelago centrale delle Filippine.
È una Chiesa con una certa storia e tradizione, non di recente avvio, come nell’isola meridionale di Mindanao, dove ho lavorato in passato. Il tipo di presenza che come missionari del Pime abbiamo voluto iniziare è abbastanza nuova. Invece di prenderci cura di una zona (più o meno remota o abbandonata come a Mindanao), ci siamo messi a completa disposizione della Chiesa locale. Il vescovo ci ha quindi affidato la cura di pochi "tribali" rimasti sui monti e come base una comunità parrocchiale non molto grande, alla periferia della capitale provinciale. Siamo in due, e lavorare con un confratello che è pure un amico è di grande aiuto e diciamo pure di consolazione. Padre Luciano Benedetti è l’incaricato diocesano dei tribali e io gli faccio da spalla qui nella parrocchia di San Pedro. Le attività sacramentali e le altre solite di una parrocchia non mancano. Poi cerchiamo di stare attenti alle nuove richieste o sfide che il Signore ci manda. In concreto si tratta per noi di essere attenti ai cosiddetti poveri che ci avvicinano con i loro bisogni, il più delle volte materiali, aiutandoli per quanto possibile. Prima che arrivassimo noi la presenza del prete non era stabile, ma si limitava ai sacramenti – essenzialmente la messa domenicale. A causa, o grazie a ciò, si è sviluppata molta "solidarietà laicale nascosta", e sto scoprendo tanta generosità che non viene pubblicizzata e che mi stupisce, perché non ha alla base "quella fede solida", in quanto basata più sulla devozione che sulla meditazione della Parola di Dio. Questo mette un po’ in questione il mio ideale di prete missionario che vorrebbe aiutare la gente ad approfondire la conoscenza della fede, senza la quale parrebbe difficile vivere la Carità. Invece sembra proprio che anche senza conoscere tutte le verità divine si possa vivere la Carità che viene da Dio. È un concetto su cui vorrei riflettere meglio per vedere cosa posso imparare da queste persone, parte della mia comunità.