Padre Paolo Poggi, missionario di preghiera e di pace
|
Emanuela Citterio
("Missionari del Pime", Marzo 2006)
«Durante la mia visita pastorale a Thakurgaon ho conosciuto da vicino padre
Paolo. Era un uomo di preghiera. E un uomo di pace. Non l’ho mai visto
coinvolto in dispute con gli altri, piuttosto era disposto ad abbandonare il suo
personale interesse. Ha aiutato moltissime persone, curandole con le medicine ma
anche consigliandole e aiutandole a formarsi. Padre Paolo era un missionario
felice, e sincero. Ha lavorato in Bangladesh per 46 anni senza mai tornare in
Italia se non per le vacanze ogni cinque anni. Persino quando ha scoperto la sua
malattia non voleva tornare a casa per avere cure migliori. Ha sempre desiderato
rimanere fra la sua gente come uno di loro». Così il vescovo Moses Costa di
Dinajpur ha ricordato padre Paolo Poggi, missionario del Pime in Bangladesh di
recente scomparso.
Nato a Senna Lodigiana il 10 settembre 1930, padre Paolo arriva in Bangladesh il
10 gennaio del ’59. Dopo solo una settimana di ambientazione il vescovo lo
manda a Bonpara. Fa il dottore: diventa famoso per sulfamidici e aspirine
portate dall’Italia. Bonpara allora non aveva dispensario. Nel ’60, dietro
la chiesa costruisce il dispensario e lo gestisce con l’aiuto di una
infermiera laica. Si preoccupa dell'educazione scolastica dei ragazzi:
costruisce la scuola elementare in muratura e manda, col consenso del parroco, i
ragazzi alla scuola superiore a Dinajpur. A lui si deve l’inizio della
costruzione dell'attuale chiesa di Bonpara. A Mariampur impianta un mulino per
farina e riso e amplia l'ostello dei ragazzi provenienti anche da altre
missioni. Nel ’65 il vescovo Obert lo chiama come rettore del seminario minore
a Dinajpur.
Nel ’71 scoppia la guerra. Coi seminaristi scappa in India percorrendo con
loro a piedi 20 chilometri, restando tre mesi a Calcutta e tre mesi a Purnea nel
Bihar. Finita la guerra il 16 dicembre, torna con i 32 seminaristi. Nel giugno
’74 il vescovo lo assegna a Suihari, dove migliora le strutture e inizia le
credit union, un sistema di microcredito, e inizia la Catholic songho (azione
cattolica). Nel ’92 gli viene chiesto di fare anche il direttore della
scuola tecnica per preparare il terreno alla successiva direzione da parte dei
missionari laici. Cosa che avvenne nel ’95, con la responsabilità affidata a
fratel Silvio Morelli e fratel Roberto Valenti. Nel dicembre ’95 accetta la
nomina a parroco di Thakurgaon, dove continua la pastorale fra diversi gruppi
etnici: oraon, santal, ajra, rishi, kotrio. Padre Paolo è tornato alla Casa del
Padre il 6 dicembre scorso, all’età di 75 anni.