"PADRE, SONO QUARANT'ANNI CHE L'ASPETTO!"   DALL’AMAZZONIA, P. ENRICO UGGÈ   LA CASA SENZA... "JACARÉ"

Tra i missionari dell'Amazzonia

La missione di Manaus e Parintins nell’Amazzonia brasiliana,
dove da più di cinquanta anni sono presenti i missionari del Pime,
ritratta nei toni delicati e brillanti di padre Enrico Uggè.

P. ENRICO PAGANI.

FR. MICHELE DE PASCALE.

P. BRUNO MASCARIN.

Missionari del Pime in Amazzonia: stili diversi, unico amore verso tutti!

P. Enrico Uggè
("Missionari del Pime", Gennaio 2007)

Il primo impatto è sempre con il clima pesante, un’aria calda e umida che ti accompagna tutto l’anno. Poi, l’estensione di una infinita pianura composta da una immensità di acque e foreste. Lungo le sponde dei fiumi e dei laghi si annidano città e paesi che comunicano tra di loro solo per mezzo di barche a motore o qualche raro aeroplano. La missione delle acque e delle foreste anche oggi si caratterizza con i viaggi continui che il missionario realizza per visitare le comunità. Le distanze si misurano non in chilometri, ma nel numero di ore di barca necessarie per arrivare a destinazione.
Oltre alle visite nei villaggi, fare missione oggi vuol dire organizzare corsi per catechisti, responsabili delle comunità, accompagnare le varie attività pastorali per i bambini, i giovani ecc. Il mondo moderno è entrato anche nei villaggi più sperduti attraverso la radio e la televisione. È ammirevole osservare come ogni mio confratello missionario del Pime vive con doni particolari la missione. Eccone tre esempi.

Il missionario navigatore, padre Enrico Pagani

Da quarant’anni offre assistenza a decine e decine di comunità con la barca a motore. Padre Enrico conosce ogni centimetro della sua imbarcazione di tredici metri. Lo scafo è in legno e il motore esige accurate revisioni prima di mettersi a navigare per giorni in posti dove non  esiste assistenza tecnica. Il missionario che guida la barca deve sapere come funziona il congegno dell’elica e del timone, essere attento alle eventuali invisibili fessure… In ogni barca amazzonica c’è sempre acqua che entra da sotto o da sopra (pioggia). Ma ciò che distingue padre Enrico è la grande dedizione nel seguire la gente di ogni comunità, ascoltare tutti e tutto, amministrare i sacramenti, partecipare a incontri e riunioni, confortare gli afflitti e gli ammalati. Far sentire alla gente che non è dimenticata o esclusa. Tutto ciò per settimane, mesi e anni… Una vita spesa per amore a Dio e al prossimo.

Il missionario del santo Rosario, fratel Michele de Pascale

Ha compiuto 89 anni. È missionario laico del Pime dal 1942 e la sua preghiera è stata, è e sarà sempre sgranare il Rosario. Semplice e riservato, ha realizzato in Parintins una scuola cha accoglie i ragazzi poveri (un gruppo al mattino e uno al pomeriggio), insegnando loro a dipingere e altri lavoretti artistici. E questo per più di trent’anni. Fratel Michele non predica, non ha mai fatto lezioni o catechesi, ha paura solo al pensiero di andare in barca e forse non ricorda nemmeno da che parte scorre il fiume Amazonas davanti a Parintins. Però vi posso assicurare che ci sono centinaia di giovani e ragazze che sanno recitare alla perfezione il santo Rosario con tutti i misteri, le litanie e le preghiere annesse e connesse. Tutti lo ricordano per il bene da lui ricevuto. Adesso, nella casa dei missionari del Pime in Parintins, passa le giornate impegnandosi in piccole occupazioni e, sempre con la corona del rosario in mano, pregando per le missioni e i missionari.

Il missionario dei ragazzi, padre Bruno Mascarin

È una specie di san Giovanni Bosco. Dove c’è padre Bruno, c’è una nube di ragazzi che avvolge la casa parrocchiale, la chiesa, il cortile, le aule di catechesi. Dal mattino alla sera i giovani gli sono attorno opportuni o inopportuni. Il metodo, o meglio la calamita, per attirarli è la preghiera, le attività creative e ricreative e molto orientamento educativo e spirituale. La gente li chiama «i ragazzi di padre Bruno». Padre Bruno è in missione dal lontano 1954, eppure ha sempre avuto dei ragazzi da seguire. Molti di loro sono oggi uomini maturi e hanno fatto strada nella vita. Quando incontrano padre Bruno, sono riconoscenti e benedicono anche quei "cascudos" ("gnocchi" in testa) ricevuti da lui. A loro dire, sono stati provvidenziali e sono serviti per prepararli alla vita adulta.