DAL CAMERUN...   ALGERIA - Le cartoline di P. Silvano   lettera seguente

P. SILVANO ZOCCARATO, Missionario in Algeria.

Touggourt, 16 Novembre 2006

"Signora Africa" si fa bella

La grande basilica di Algeri, una delle poche chiese aperte al pubblico, è meravigliosa. Guarda il mare ed è vista da quasi tutta Algeri. Costruita qualche secolo fa, ha subito i danni della vecchiaia e del terremoto del 2003, e ora si sta rimettendo nuova col contributo di tanti devoti e in maggior parte dalla municipalità di Algeri che la ritiene suo patrimonio. Molti Algerini, anche musulmani, vi entrano per riposare e alcuni per presentare a Maria qualche domanda, in particolare le donne che vedono in Maria la donna madre del grande profeta Gesù. L’islam onora i suoi santi, fra questi anche Maria. Il nome della basilica è "Madame l’Afrique", "Signora Africa". Il nome in Africa, e non solamente in Africa, è affermazione di identità e anche auspicio, programma di vita, realizzazione futura. È Lei la "Signora dell’Africa".

Il vescovo che piange

Nei discorsi di questi primi giorni coi missionari e con la gente, frequente ricorre il nome di Teissier, il vescovo di Algeri. Ha 78 anni. In Algeria dal 1950. Una superiora maggiore mi riferisce che nelle riunioni, anche di un certo livello, spesso l’ha visto piangere. Un’altra persona, parlando degli anni difficili, ha voluto precisare dicendo: "È lui il martire dell’Algeria!". In quel periodo si calcola che siano morte circa 150.000 persone, di cui dei religiosi, delle religiose, un vescovo e dei semplici cristiani. Il Vescovo ha vissuto il suo martirio di padre ad ogni uccisione, non solo dei cristiani ma anche dei musulmani.

Con tutti è attento, accogliente, si interessa come con dei figli. In Algeria è stimato, richiesto per dei consigli anche da parte delle autorità. Si scrive sui giornali di lui come di una persona tra le più importanti del paese.

28.09.06 - Primi contatti col deserto

Algeri-Gardaia 600 Km; Gardaia-Wargla 250 Km.

Lasciata Algeri, per circa 250 Km, viaggi come in mezzo all’Umbria: montagne, colline, distese di terre coltivate a frumento e frutta. Quando vedevo i vigneti, benedicevo da tutte le parti. Peccato che i vigneti da vino sono da un’altra parte dell’Algeria. Valicata una catena di montagne, eccoti il deserto roccioso. Non è ancora il deserto di sabbia che incontri tra Gardaia e Wargla.

I Padri Bianchi mi accolgono come un Padre Bianco: ovunque mi sento a casa mia. E fissatomi a Wargla, incomincio subito l’arabo.

Siamo tre studenti: un giovane africano del Mali, allievo dei Padri Bianchi, un Padre Bianco di 43 anni e il sottoscritto di 71 anni passati. Il professore: un Padre Bianco di 80 anni che insegna benissimo con un metodo audiovisivo. Solo che il mio cervello è lento, i suoni a volte "sgra-skra-skradevoli", e la memoria a volte dorme. Ma qualcosa sta entrando... e uscendo dalla bocca. Attento a non avere qualcosa in bocca, a causa dei suoni e delle "acche" da espirare.

Il mio nome

Un algerino, saputo che sono italiano e non Padre Bianco, mi manda un documento da tradurre in italiano con questo indirizzo sulla busta: "al padre italiano senza colori". Ormai la cosa ha fatto il giro dell’Algeria e il mio nome è: "Père sans couleurs", padre senza colori.

1.10.06 - Il vero deserto

Il Vescovo mi accompagna da Wargla a Touggourt. 250 Km da Gardaya.

Resto incantato davanti a queste distese infinite di deserto: sabbia, sabbia, dune di sabbia. E non è una distesa morta. Vedi muoversi il deserto con le sue dune, senti la sua carezza col vento di sabbia finissima, e senti il suo parlare in un silenzio pieno di vita. Qualche cespuglio, qualche palma e nient’altro. I numerosi piloni elettrici ti accompagnano, quasi scusandosi di disturbare il paesaggio. Lontano, qualche ponte-radio. Da un’altra parte il fumo nero e le fiamme del petrolio e del gas che bruciano.

Touggourt

Città di 100.000 abitanti. Immagina una città media di qualche paese africano. Case di uno, due piani, tante botteghe lungo le strade.

Le Piccole Sorelle di Gesù, che si ispirano al beato Charles de Foucauld, vi risiedono dal 1950. La loro abitazione ha ampliato quella iniziata dalla Piccola Sorella Maddalena. C’è ancora il suo studiolo, abitato dal piccolo Gesù che aveva ricevuto in dono.

Non puoi scrivere quanto vedi e senti nel cuore. Qui tutto è semplicità e tutto ha un’importanza stragrande: saluto, parola, gesto, oggetto, strumento. Ciò che veramente conta è la persona, qualunque sia.

Celebriamo la sera del nostro arrivo e l’indomani. Qui l’Eucaristia, quando arriva un prete, è vissuta nella massima semplicità del luogo e della dignità del gesto e della parola. Tutto è sentito e vissuto.

I Padri Bianchi hanno in città la loro casa, rimessa in ordine per il mio arrivo, o meglio, per l’arrivo dei missionari del PIME. (I due giovani, P. Davide e P. Emanuele, studiano uno il francese e uno l’inglese, e arriveranno fra qualche mese).

L’indirizzo di Touggourt è:
Pères Blancs - 2 rue Ben Badis, 30200 - Touggourt Algeria
Ouargla B.P. 47 30000 Ouargla Algeria.
tel/fax: 29 71 41 50.
Il mio telefono portatile: 00213 90996727.
Indirizzo e-mail:
zoccarato.silvano@pime.org .

P. Silvano Zoccarato