ESERCIZI DI SCRITTURA    PREGHIERA DEL MATTINO    DIARIO
di Padre Macario

Appena desto, al sorgere del giorno,
mi palpo il viso e gli occhi giro intorno
per vedere se davanti, accanto o dietro
per caso non ci sia già San Pietro.

Mi spiacerebbe un dì svegliarmi morto,
così, senza nemmeno essermi accorto.
Le scatole però non romperei
a medici, infermieri e amici miei.

E mi fermo in ascolto a mozzafiato
per sentir se la notte mi ha portato
qualche altro nuovo acciacco in dotazione
per completar la ricca collezione.

Poi dico la preghiera del mattino…
Ascoltami, o Signore, un attimino.
Ti ringrazio e parecchio mi consolo
che a mettermi i vestiti da me solo,
in qualche modo ancora ce la faccio.

Fa’ che alle scarpe non si strappi il laccio,
ché se comincia male il nuovo giorno
porta iella e a letto me ne torno.

Fa’ che quest’oggi mi guadagni il pane;
non voglio aspettar l’osso come il cane.
La mia borraccia, deh!, riempi, o Dio:
vo’ dissetar chi avanza al fianco mio.

A chi, nel pianto, il conforto aspetta,
racconterò l’ultima barzelletta
e spesa bene avrò la mia giornata
se strapperò a qualcuno una risata.

O mio Signore, ancora una preghiera:
quando il tramonto porterà la sera
e lento e stanco si farà il cammino,
sorreggimi, o Signor, stammi vicino.

Lo sai, si tratta ancor di qualche giorno:
al deposito ormai faccio ritorno.
Fa’ che ci arrivi intero, non a pezzi,
senza scossoni e senza il carro attrezzi.

Io cercherò di far la parte mia
e Tu, Signor, fa il resto.
E così sia!