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«Uomo di poca fede,
perché hai dubitato?»
È notte. I discepoli tentano di attraversare il lago di Tiberiade; la
barca è tormentata dalla burrasca e dal vento contrario. Un’altra volta
si erano già trovati in una situazione simile; allora il Maestro era con
loro sulla barca, ora invece Egli è rimasto a terra, è sul monte a
pregare.
Ma Gesù non li lascia soli nella tempesta; scende dal monte, va loro
incontro, camminando sulle acque, e li rincuora: "Abbiate coraggio,
sono io! Non temete". Sarà vero o è soltanto un’illusione?
Pietro, dubbioso, gli chiede una prova: poter camminare anche lui sulle
acque. Gesù lo chiama a sé. Pietro esce dalla barca, e il vento
minaccioso lo spaventa e comincia ad affondare. Gesù allora lo afferra
per mano dicendogli:
«Uomo di poca fede, perché hai dubitato?»
Anche oggi Gesù continua a rivolgerci queste parole ogni volta che ci
sentiamo soli e impotenti nelle tempeste che spesso si abbattono sulla
nostra vita. Sono malattie o gravi situazioni familiari, violenze,
ingiustizie... che insinuano nel cuore il dubbio se non addirittura la
ribellione: "Perché Dio non vede? Perché non mi ascolta? Perché
non viene? Perché non interviene? Dov’è quel Dio Amore in cui ho
creduto? È soltanto un ’fantasma’, un’illusione?"
Come ai discepoli impauriti e increduli, Gesù continua a ripetere:
"Abbiate coraggio, sono io! Non temete". E come allora scese dal
monte per farsi vicino a loro in difficoltà, così ora Egli, il Risorto,
continua a venire nella nostra vita e cammina accanto a noi, si fa
compagno. Non ci lascia mai soli nella prova: Lui è lì per condividerla.
Forse non lo crediamo abbastanza, per questo ci ripete:
«Uomo di poca fede, perché hai dubitato?»
Queste parole, oltre che un rimprovero, sono un invito a ravvivare la
fede. Gesù, quand’era sulla terra con noi, ha fatto molte promesse, ha
detto, ad esempio: "Chiedete e otterrete..."; "Cercate
prima il regno di Dio e tutto il resto vi sarà dato in aggiunta"; a
chi avrà lasciato tutto per Lui sarà dato il centuplo in questa vita e
in eredità la vita eterna.
Tutto si ottiene, ma occorre credere all’amore di Dio. Per dare, Gesù
domanda che almeno si riconosca che Lui ci ama.
Invece spesso ci si affanna come dovessimo affrontare la vita da soli,
come fossimo orfani, senza un Padre. Al pari di Pietro, siamo più attenti
alle onde agitate che sembrano sommergerci che non alla presenza di Gesù
che poi ci prende per mano.
Se ci fermassimo ad analizzare ciò che ci fa male, i problemi, le
difficoltà, sprofonderemmo nella paura, nell’angoscia, nello
scoraggiamento. Ma non siamo soli! Crediamo che c’è Qualcuno che ha
cura di noi. È a Lui che dobbiamo guardare! È vicino anche quando ci
sembra di non avvertirne la presenza. Crediamolo, fidiamoci di Lui e
affidiamoci a Lui.
Quando la fede viene passata al vaglio, lottiamo, preghiamo, come Pietro
che gridò: "Signore, salvami!" o come i discepoli in
un’analoga situazione: "Maestro, non t’importa che moriamo?"
Egli non ci lascerà mai mancare il suo aiuto. Il suo amore è vero ed
Egli si fa carico di ogni nostro peso.
«Uomo di poca fede, perché hai dubitato?»
Anche Jean Luis era un giovane di "poca fede". Benché
cristiano, a differenza degli altri membri della famiglia, dubitava
dell’esistenza di Dio. Viveva a Man, in Costa d’Avorio, con i fratelli
più piccoli, lontano dai genitori.
Quando la città è presa dai ribelli, quattro ne entrano in casa, fanno
razzia di tutto e vogliono arruolare a forza il giovane, visto il suo
aspetto di atleta. I fratelli minori supplicano di lasciarlo, ma invano.
I ribelli stanno per uscire con Jean Luis, quando il capo cambia, decide
di lasciarlo. Poi sussurra alla sorella più grande: "Andate via al
più presto, domani torneremo...", e indica il sentiero da prendere.
"Sarà quello giusto? Sarà una trappola?" si chiedono i
ragazzi.
Partono all’alba senza un soldo in tasca, ma con un briciolo di fede.
Camminano per 45 km. Trovano uno che paga loro il passaggio su un camion
che li porti verso la casa dei genitori. Per strada persone sconosciute li
alloggiano e danno loro da mangiare. Ai posti di blocco e di frontiera
nessuno controlla i loro documenti, finché giungono a casa.
Racconta la mamma: "Non erano in buone condizioni, ma travolti
dall’amore di Dio!".
Jean Luis per prima cosa chiede dov’è una chiesa e dice: "Papà,
il tuo Dio è veramente forte!"
Chiara Lubich |