Concreto ed essenziale questo programma di vita.
Basterebbe da solo a creare una società diversa, più fraterna, più
solidale. Esso è tratto da un ampio progetto proposto ai cristiani
dell'Asia Minore.
In quelle comunità si è raggiunta la "pace" tra Giudei e
Gentili, i due popoli rappresentanti dell'umanità fino ad allora divisi.
L'unità, donata da Cristo, va sempre ravvivata e tradotta in concreti
comportamenti sociali interamente ispirati dall'amore reciproco. Da qui le
indicazioni su come impostare i nostri rapporti:
«Siate benevoli gli uni verso gli
altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi
in Cristo»
Benevolenza: volere il bene dell'altro. È
"farsi uno" con lui, accostarlo essendo vuoti completamente di
noi stessi, dei nostri interessi, delle nostre idee, dei tanti preconcetti
che ci annebbiano lo sguardo, per addossarci i suoi pesi, le sue necessità,
le sue sofferenze, per condividere le sue gioie.
È entrare nel cuore di quanti accostiamo per capire la loro mentalità,
la loro cultura, le loro tradizioni e farle, in certo modo, nostre; per
capire veramente quello di cui hanno bisogno e saper cogliere quei valori
che Dio ha disseminato nel cuore di ogni persona. In una parola: vivere
per chi ci sta accanto.
Misericordia: accogliere l'altro così come è, non come vorremmo che
fosse, con un carattere diverso, con le nostre stesse idee politiche, le
nostre convinzioni religiose, e senza quei difetti o quei modi di fare che
tanto ci urtano. No, occorre dilatare il cuore e renderlo capace di
accogliere tutti nella loro diversità, nei loro limiti e miserie.
Perdono: vedere l'altro sempre nuovo. Anche nelle convivenze più belle e
serene, in famiglia, a scuola, sul lavoro, non mancano mai momenti di
attrito, divergenze, scontri. Si arriva a togliersi la parola, ad evitare
di incontrarsi, per non parlare di quando si radica in cuore l'odio vero e
proprio verso chi non la pensa come noi. L'impegno forte ed esigente è
cercare di vedere ogni giorno il fratello e la sorella come fossero nuovi,
nuovissimi, non ricordandoci affatto delle offese ricevute, ma tutto
coprendo con l'amore, con un'amnistia completa del nostro cuore, ad
imitazione di Dio che perdona e dimentica.
La pace vera poi e l'unità giungono quando benevolenza, misericordia e
perdono vengono vissuti non solo da singole persone, ma insieme, nella
reciprocità.
E come in un caminetto acceso occorre di tanto in tanto scuotere la brace
perché la cenere non la copra, così è necessario, di tempo in tempo,
ravvivare di proposito l'amore reciproco, ravvivare i rapporti con tutti,
perché non siano ricoperti dalla cenere dell'indifferenza, dell'apatia,
dell'egoismo.
«Siate benevoli gli uni verso gli
altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi
in Cristo»
Questi atteggiamenti domandano di essere tradotti
in fatti, in azioni concrete.
Gesù stesso ha dimostrato cos'è l'amore quando ha sanato gli ammalati,
quando ha sfamato le folle, quando ha risuscitato i morti, quando ha
lavato i piedi ai discepoli. Fatti, fatti: questo è amare.
Ricordo una madre di famiglia africana: aveva dovuto subire la perdita
d'un occhio della propria bambina Rosangela, vittima di un ragazzino
aggressivo che l'aveva ferita con una canna e continuava a farsi burla di
lei. Nessuno dei genitori del ragazzo aveva chiesto scusa. Silenzio,
mancanza di rapporto con quella famiglia la amareggiavano. "Consolati
- diceva Rosangela che aveva perdonato - sono fortunata, posso vedere con
l'altro occhio!"
"Una mattina - la madre di Rosangela racconta - la mamma di quel
ragazzino mi manda a chiamare perché si sente male. La mia prima reazione
è: 'Guarda, ora viene a chiedere aiuto a me, con tanti altri vicini di
casa, proprio a me dopo quello che suo figlio ci ha fatto!'
Ma subito ricordo che l'amore non ha barriere. Corro a casa sua. Lei mi
apre la porta e mi sviene tra le braccia. L'accompagno in ospedale e le
sto vicino fino a quando i medici non se ne prendono cura. Dopo una
settimana, uscita dall'ospedale, viene a casa mia per ringraziarmi.
L'accolgo con tutto il cuore. Sono riuscita a perdonarla. Ora il rapporto
è tornato, anzi è iniziato tutto nuovo".
Anche la nostra giornata può riempirsi di servizi concreti, umili e
intelligenti, espressione del nostro amore. Vedremo crescere attorno a noi
la fraternità e la pace.
Chiara Lubich |