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«Camminate secondo lo
Spirito (...). Se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la
Legge»
"Siete stati chiamati a libertà" (1). È l’annuncio che Paolo
di Tarso rivolge ai cristiani delle diverse comunità della Galazia. Un
annuncio che fa eco alle parole di Gesù quando aveva detto che ci avrebbe
resi "liberi davvero" (2).
Liberi da cosa? I cristiani della Galazia erano stati resi liberi dalle
prescrizioni legali della legge mosaica, libertà poi estesa a tutti i
cristiani. Più ancora, siamo stati liberati dal peccato e dalle sue
conseguenze: le nostre paure, la sfrenata ricerca dei nostri interessi, i
condizionamenti culturali, le convenzioni sociali... Per questo siamo
liberi quando osserviamo le norme di condotta sociale e religiosa del
cristianesimo, non le sentiamo come obblighi imposti dall’esterno.
Per noi c’è una legge nuova, la "legge di Cristo" (3), come
la chiama Paolo, iscritta nel nostro stesso cuore, che fiorisce dal di
dentro, dalla persona fatta nuova dall’amore di Cristo: una "legge
di libertà" (4). Una legge che insieme dona la forza per essere
attuata.
Siamo liberi perché guidati dallo Spirito di Gesù che vive in noi. Da
qui l’invito:
«Camminate secondo lo Spirito (...). Se vi lasciate
guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge»
In questo periodo di Pentecoste riviviamo l’evento della discesa dello
Spirito su Maria e i discepoli raccolti nel Cenacolo. Con le sue lingue di
fuoco egli riversa nei cuori l’amore di Dio (5). È questa la
"legge nuova": l’amore.
Lo Spirito Santo è l’Amore di Dio che venendo in noi trasforma il
nostro cuore, vi infonde il suo stesso amore e insegna ad agire
nell’amore e per amore.
È l’amore che ci muove, che ci suggerisce come rispondere alle
situazioni e alle scelte che siamo chiamati a compiere. È l’amore che
ci insegna a distinguere: questo è bene, lo faccio; questo è male, non
lo faccio. È l’amore che ci spinge ad agire cercando il bene
dell’altro.
Non siamo guidati dal di fuori, ma da quel principio di vita nuova che lo
Spirito ha posto dentro di noi. Forze, cuore, mente, tutte le nostre
capacità possono "camminare secondo lo Spirito" perché
unificate dall’amore e poste a completa disposizione del progetto di Dio
su di noi e sulla società.
Siamo liberi d’amare.
«Camminate secondo lo Spirito (...). Se vi lasciate
guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge»
"Se vi lasciate guidare...". C’è sempre il pericolo che
qualcosa impedisca allo Spirito di prendere pieno possesso della nostra
mente, del nostro cuore. Si può resistere alla sua voce e alla sua guida
fino a "contristarlo" (6), perfino ad "estinguere" la
sua presenza in noi (7). Tante volte preferiamo seguire i nostri desideri
piuttosto che i suoi, il nostro volere piuttosto che il suo.
Come dunque lasciarsi guidare da quella voce che dentro ci parla? Dove
essa ci porta? Ce lo ricorda lo stesso Paolo pochi versetti prima: tutta
la legge nuova di libertà si sintetizza in un solo precetto: l’amore
del prossimo. In concreto, suggerisce Paolo, essere liberi significa farsi
schiavi dell’altro, mettersi a servizio gli uni degli altri (8). Quella
voce dentro (= l’amore) ci spinge ad essere attenti a chi ci è accanto,
ad ascoltare, a donare.
Può sembrare strano, ma ogni Parola di vita, alla fine, porta ad amare.
Non è una forzatura, è la logica evangelica.
Solo se siamo nell’amore siamo cristiani autentici.
«Camminate secondo lo Spirito (...). Se vi lasciate
guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge»
Lasciamo allo Spirito la libertà di condurci sulla via dell’amore.
Possiamo pregarlo così:
Tu sei la luce, la gioia, la bellezza.
Tu trascini le anime, tu infiammi i cuori e fai concepire pensieri
profondi e decisi di santità con impegni individuali inattesi.
Tu santifichi. Soprattutto, Spirito Santo, tu che sei così discreto anche
se impetuoso e travolgente ma soffi come lieve venticello che pochi sanno
ascoltare e sentire, guarda alla rozzezza della nostra grossolanità e
rendici tuoi devoti. Che non passi giorno senza invocarti, senza
ringraziarti, senza adorarti, senza amarti, senza vivere come tuoi
discepoli assidui.
Questa grazia ti domandiamo.
(1) Gal 5,13
(2) Gv 8,36
(3) Gal 6,2
(4) Gc 2,12
(5) Cf Rm 5,5
(6) Cf Ef 4,30
(7) 1 Ts 5,19
(8) Cf Gal 5, 13-14
Chiara Lubich |