VERSO L’UMBRIA

MISSIONE AMICIZIA     Pellegrini sulle orme di Cristo     SEGUENTE

Il secondo pellegrinaggio Pime, sul tema "Missione e Contemplazione",
ha avuto come destinazione alcuni luoghi dell’Umbria e Chiusi della Verna,
dove San Francesco ha ricevuto il dono delle stimmate. Un protagonista racconta.

Foto di gruppo al Pellegrinaggio Pime in Umbria e Chiusi della Verna (Maggio 2007).

P. Michele Carlone
("Missionari del Pime", Agosto-Settembre 2007)

È  stata una esperienza molto bella per lo spirito di preghiera, comunione e amicizia che ha impreziosito le piccole fatiche del nostro stare insieme. Con voi vorrei ringraziare il Signore per questa bella opportunità che ci ha dato e vi ringrazio per quella "letizia e semplicità di cuore", per usare le parole tanto care a San Francesco, che avete condiviso durante questi giorni.
Abbiamo lasciato per alcuni giorni la nostra vita abituale e ci siamo incamminati verso una meta.
Abbiamo seguito quella intuizione, comune a tante religioni, che esistono non solo tempi ma anche spazi, luoghi sacri nei quali l’incontro col divino può essere sperimentato in maniera più intensa e particolare di quanto non avvenga nelle frettolosa quotidianità della nostra vita.
Papa Giovanni Paolo II, in una sua riflessione sul tema del pellegrinaggio in occasione del "Grande Giubileo del 2000", diceva: «La mia meditazione si porta, dunque, ai "luoghi" di Dio, a quegli spazi che Egli ha scelto per mettere la sua "tenda" tra di noi (Gv 1,4; Es 40,34-35), così da consentire all’essere umano un incontro più diretto con Lui. (…) Recarci in spirito di preghiera da un luogo a un altro, da una città all’altra, nello spazio particolarmente segnato dall’intervento di Dio, ci aiuta non soltanto a vivere la nostra vita come un cammino, ma ci dà plasticamente l’idea di un Dio che ci ha anticipati e ci precede, che si è messo Egli stesso in cammino sulle strade dell’uomo, un Dio che non ci guarda dall’alto, ma si è fatto nostro compagno di viaggio... Lo dico a tutti: mettiamoci sulle orme di Cristo!».
È proprio vero che tutta la nostra vita è un pellegrinaggio e un camminare verso una meta ben precisa: cogliere la Parola che Dio ci rivela personalmente in ordine a una profonda revisione della nostra vita e avviare nuovi cammini di conversione.
E quando questi cammini vengono fatti insieme sono più belli e significativi.
La fede cristiana non è mai soltanto un fatto individuale: è insieme che si cammina verso Dio.
Nascono così nuovi legami di amicizia, solidarietà, fraternità e comunione.
Anche nel nostro pellegrinaggio, pur nelle piccole difficoltà e fatiche dei percorsi fatti, ho avuto modo di constatare questo spirito di famiglia e aiuto reciproco, dove i "primi" si fermavano volentieri ad "aspettare" chi, affaticato, era rimasto indietro per arrivare poi tutti insieme alla meta e poter celebrare le lodi di Dio Altissimo.
Abbiamo trascorso giorni di grazia al di là dei soliti criteri di parentela, vicinato o amicizia. Abbiamo gustato un modo diverso di stare insieme; i canti, il clima spirituale, i momenti di ritrovo, ecc. Dio sembrava più vicino e accessibile.
Ora è tempo di chiederci che cosa di essenziale abbiamo portato a casa, nel profondo del nostro cuore, di questa esperienza. Se la mia vita personale è cambiata, nella preghiera, nei rapporti con gli altri, nel partecipare alla vita della comunità parrocchiale, nell’ambito di lavoro, ecc.
Nel nostro cammino ci siamo fatti accompagnare da Maria, la Madre, e con lei non si torna mai a mani vuote.
Ancora un grazie di cuore a tutti e un carissimo saluto. Dio vi benedica.