MISSIONE SPERANZA

MISSIONE AMICIZIA

P. Pietro: dal Brasile a Genova!

lettera seguente

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Un felice Natale 2006!

Tornando in Brasile...

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P. Pietro in Amazzonia: attraversando in barca il grande fiume!

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Genova Nervi, 22 Dicembre 2006

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Il santo Natale è sempre un avvenimento che ci sorprende per la semplicità in cui opera la potenza di Dio: una giovane donna, un uomo, un bambino, una stalla, dei pastori con i propri animali…
Il tutto illuminato dalla luce di un piccolo fuoco. Quindi il Natale è anche fatto di piccole cose. È un invito a vivere i rapporti, gli incontri con cuore aperto all’amore di Dio.
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"Se hai degli amici, cercali perché Natale è incontro,
se incontri dei poveri, aiutali perché Natale è solidarietà,
se hai dei debiti, pagali perché Natale è giustizia,
se hai peccato, convertiti, Natale è grazia,
se vivi nelle tenebre, apriti alla luce perché il Natale ha portato molta luce,
se ti invade la tristezza, superala, Natale è gioia è festa,
supera il tuo orgoglio perché il Natale è umiltà,
supera il rancore, l’odio, la vendetta perché Natale è amore."

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Gesù Cristo viene sempre ieri oggi domani, Lui è già dentro di te.
Lasciamo che il nostro cuore celebri il Natale del Signore.
Lasciamo che i nostri cuori possano cantare insieme le meraviglie del Signore.
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Gli auguri natalizi di quest’anno partono da Genova - Nervi: è la mia nuova residenza. Mi trovo in un bel posto vicino al mare con un clima mite; in casa ci sono altri tre Padri: Luciano, Giovanni, Fulvio e il signor Celestino. Oltre il lavoro di ministero nella parrocchie e dalle suore, mi sto interessando per alcune iniziative che ci sono in diocesi e alcuni corsi di studio in Seminario. Strada facendo si faranno più chiare le mie attività. Sempre chiedo una preghiera, aiuto essenziale per la vita di fede: luce della mia vita.
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Ma desideravo condividere con voi il viaggio fatto a Novembre in Brasile. Motivo del viaggio era non perdere la validità della mia documentazione brasiliana, e così rivedere pure le persone che conoscevo a Manaus e a Rio Preto.
Sono partito il 7 di Novembre con una compagnia aerea portoghese e sono arrivato a Manaus il giorno 8. Con me viaggiavano la signora Rosaria e P. Luciano Basilico, già veterano dell’Amazzonia.
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Nei primi giorni già avvertivo la pesantezza del clima caldo - umido: grazie a Dio sono stati giorni di pioggia e la temperatura è diventata più accettabile, poiché l’estate era ancora forte. Nei primi giorni mi sono dato da fare per rinnovare la patente di guida. Ho fatto un corso di una settimana, corso che ha sottolineato molto la pericolosità del bere alcool per i conducenti. La stragrande quantità di incidenti è causata da autisti ubriachi. Altro aspetto sottolineato durante il corso riguardava il pronto soccorso in caso di incidenti gravi: aiutare le persone ferite è un dovere, ma bisogna saperlo fare per non causare danni irreparabili.
La realtà è che in un anno sono morte 30.000 persone sulle strade, senza contare i morti post-incidente. Terminato il corso hanno consegnato la patente, grazie a Dio, ma con la consapevolezza che guidare è rischioso più di quanto si possa pensare, sapendo quanta irresponsabilità c’è negli autisti soprattutto giovani.
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La settimana successiva al corso P. Salvatore mi ha dato la macchina ("pickup"), e così ho avuto la possibilità di visitare alcune delle comunità che conoscevo. Ho avuto grande soddisfazione nel rivedere le persone con le quali ho condiviso anni di lavoro: Niton, Blandino, Modesto, Fatima, Francinete, Alcione, Aparecida, Eliezer e Lucia, Nildo, Vania, Regina, Rita, Naziano, Euza, Daniel… Erano venti mesi che non li vedevo, ma mi sembrava ieri per l’amicizia che mi hanno riservato. Mi sembrava di essere ritornato a casa, ma nello stesso tempo ho capito che avevo fatto la mia missione e che un altro Padre stava portando avanti il lavoro, grazie a Dio. Ci sono stati sì dei cambiamenti, ma i problemi sociali - religiosi - politici della povera gente sono rimasti tali e quali.
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Due fatti che mi hanno fatto molto piacere: la presenza di tre suore che sono andate ad abitare nel quartiere più maldestro di Rio Preto; suore giovani di una congregazione brasiliana di Fortaleza: sono "searensi" e quasi tutti i commercianti del paese sono "searensi", questo per dire che c’è una base per dar via a molte iniziative… L’altro fatto è la presenza del Vescovo ausiliare Mons. Sebastiano, che con molta dedizione sta accompagnando le parrocchie della provincia di Manaus e lo sta facendo con molta umanità: è la persona giusta nel posto giusto. Purtroppo ci sono voci che andrà a fare il Vescovo in qualche altra città.
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Alcuni giorni li ho trascorsi nel monastero delle Benedettine: erano in quattro e mi ha fatto piacere perché tre di loro erano ragazze del posto. Anche loro stanno portando avanti la loro missione e certamente con speranza, vista la giovane età e la serenità con cui lavoravano e pregavano. Ho passato i giorni leggendo il commento del Card. Martini sui Capitoli 5 - 6 del Vangelo di Matteo. Riguarda l’insegnamento di Gesù sulla montagna ai discepoli e alla folla. Io ho sempre pensato che in Amazzonia non ci sono montagne, ma ci sono fiumi, e così sono andato a visitare una comunità ai margini del fiume: Caramurì. Ho trascorso il fine settimana nel più bel posto che io conoscessi: in una casa galleggiante sul fiume Rio Preto, condividendo le storie delle persone e ammirando il calar del sole.
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Gli ultimi giorni li ho passati a Manaus, ascoltando le sofferenze del resto di Israele… Così erano presenti pure due Padri indiani: P. Robert e P. Galton, che danno inizio alla loro missione con tanto entusiasmo e un po’ di tremore.
Posso dire di aver passato un bel mese nel centro dell’Amazzonia, rivivendo e rivedendo le bellezze di una natura viva e ricca: palme, fiori, frutta, pappagalli, pesci, tartarughe... È un altro mondo, uscito sempre dalle mani di Dio!
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Ancora Buon Natale e Felice Anno Nuovo. Dio vi Benedica!
Ciao!
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P. Pietro Anderloni