( ALDA MERINI – 1931 )
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Signore, per cui l’acqua e la
pietra si toccano
e si baciano in un unico verbo.
Signore della povertà e del potere,
Dio che per salire in alto
hai scelto una croce
e l’umiltà del silenzio.
Sii tu lodato
per la tua infanzia povera.
Perché sei nato bambino.
Sii tu lodato
per tutto ciò che scricchiola sotto i miei piedi
e per tutto ciò che mi innalza.
Per questa acqua che bevo
per la mia lingua che parla
per i tuoi mutamenti segreti
per le tue estasi, i tuoi abbandoni,
per le tue tentazioni voraci
per la tua grande passione.
Io sono un pazzo di Dio,
io talmente folle d’amore ho un solo farnetico:
il mio pianto che è gioia sublime.
Io porterò la tua croce
ma non lo farò vedere a Maria,
così giovane, così pura, così madre stellare.
Ma io, Francesco di Dio,
sono tutto una piaga d’amore.
Io sono il primo poeta che canta in mezzo al dolore.