( Daniela Raimondi )
Fui sposa bambina.
Sposa di un vecchio
Madre di Dio.
Nella grotta il dolore mi morse:
come un cane randagio mi morse.
Le ossa scricchiolarono
con i sibili della bufera
e il ventre si squartò
mentre gridavo al cielo suppicando pietà.
Poi nacque.
Sangue che aveva scorso nelle mie vene
respiro del mio stesso respiro,
eppure non aveva i miei occhi
e non aveva i suoi.
Ma il latte sgorgò tiepido e bianco
e lui già non fu il Salvatore,
ma solo un bambino
ed io,
io fui solo sua madre.
Io saziata d'amore. Lui saziato di me.
Io madre, lui figlio.
E in quell'attimo anche Dio
attese paziente nell'ombra:
attese in silenzio,
lasciandoci soli.