Ricordati di me…
Meditazione per la Quaresima 2002
Card. Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Genova
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Introduzione |
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Il racconto di Luca |
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In religioso ascolto della Parola di Dio |
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Parte prima |
Parte seconda |
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L'avventura spirituale di un ladrone |
Il nostro cammino di conversione |
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L'accusa dei peccati e la lode a Dio "ricco di misericordia" |
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Parte seconda
Il nostro cammino di conversione
La riconciliazione come comunione con Cristo
Il cammino della conversione è ordinato a ottenere il perdono dei peccati e la riconciliazione con Dio. L'evangelista Luca nel suo Vangelo ne parla in continuità, lui lo scriba misericordiae, come, ad esempio, nella magnifica parabola del figlio prodigo, che il padre vede quando ancora era lontano, gli corre incontro, gli si getta al collo e lo bacia; e non gli permette di "confessare" il suo peccato, perché subito ordina ai servi: "Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l'anello al dito e i calzari ai piedi. Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato" (15, 22-24).
Anche il buon ladrone conosce la meta del perdono e della riconciliazione. Lo testimonia Gesù stesso, che alla preghiera: "Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno" risponde immediatamente garantendogli con assoluta certezza la gioia del paradiso: "In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso" (vv. 42-43). In un certo senso possiamo parlare di una "assoluzione" da parte del Signore stesso, che sfocia nell'assicurazione di una comunione con lui: una comunione che dice, non soltanto la beatitudine paradisiaca, ma anche e soprattutto un rapporto personalissimo con Gesù.
Proprio questo rapporto origina una straordinaria ricchezza spirituale: l'essere con Gesù significa essere salvati, perchè lui è il Salvatore. Significa essere in intima comunione di conoscenza, di amore e di vita con il Figlio di Dio e il suo Eletto. E comporta la partecipazione alla regalità di Cristo: e così la condivisione nella sofferenza della croce sfocia nella condivisione alla stessa gloria di Cristo con l'entrata nel regno. E questo è il regno, sì di Cristo, ma in particolare del Padre: di qui la piena e definitiva riconciliazione con Dio mediante la comunione con Cristo.
Gesù sulla croce parla di un "oggi" di salvezza che riguarda il futuro imminente di gloria che attende il buon ladrone a conclusione della sua esistenza subito dopo la morte di Gesù. Ma possiamo pensare che anche nel breve intervallo terreno abbia profondamente gioito nel proprio cuore per la raggiunta "comunione con Cristo".
E l'essere con Cristo, e dunque la partecipazione alla sua stessa vita, coincide con la santità, con la perfezione dell'amore. Scrive in una sua lettera san Cipriano di Cartagine: "Quando nel Vangelo il Signore si rivolge al ladrone, che crede e confessa nella Passione stessa, e gli promette che sarà con lui in paradiso, dichiara che quelli, i quali sono battezzati nel loro proprio sangue e santificati mediante la Passione, sono consumati, perfetti e ottengono la grazia della promessa divina" (Lettera a Fabiano, c. 22).
In questo senso non sono mancate nella tradizione cristiana anche forme di vero e proprio culto, d'invocazione di aiuto (contro la tortura, l'impenitenza finale, i furti) rivolte al buon ladrone. In modo suggestivo il frate domenicano e giornalista padre Bruckberger ha scritto, rammaricandosi che non sia stato dedicato un giorno di festa nel calendario liturgico al buon ladrone, che "la sua festa è quella, il Venerdì santo: capisco che è impossibile celebrarla quel giorno; ma in paradiso lui c'è e ci rimane, unico santo canonizzato da Gesù stesso anche se non figura nel nostro calendario" (op. cit., 411).
Questa è l'autentica conversione: per sua natura riceve da Dio il dono e il compito di una vita secondo la "novità" di Cristo e sotto l'influsso santificante del suo Spirito. A questa "misura alta" della vita cristiana ci spinge la Chiesa durante la santa Quaresima con la sua preghiera liturgica. Alla Benedizione e imposizione delle Ceneri la Chiesa chiede a Dio per i suoi figli che "l'esercizio della penitenza quaresimale ottenga (loro) il perdono dei peccati e una vita rinnovata a immagine del Signore risorto".
Genova, 13 febbraio 2002
Mercoledì delle Ceneri
Preghiera
Eccomi, Signore, davanti a te.
Ti contemplo appeso in croce tra due ladroni
e ti prego:
Anche se i miei peccati
fossero più numerosi e gravi
del male compiuto dal buon ladrone,
che non disperi mai
perché la tua Croce è la mia speranza!
Come il buon ladrone,
accetto, o Signore, la giusta pena
per il male che ho commesso,
sopportando per tuo amore
i disagi e le sofferenze della mia vita.
Con cuore contrito
confesso a te,
Dio santo, giusto e misericordioso,
ogni mia colpa.
E confesso la tua innocenza di Agnello immolato,
fonte di purificazione e di grazia
per me e per il mondo.
Con grande fiducia
e pieno abbandono al tuo amore,
t'imploro, Signore, come il buon ladrone:
"Gesù, ricordati di me".
Fa che partecipando ora
alla tua dolorosa passione
possa un giorno godere con te
nella gloria immortale del tuo Regno.
Ripeti anche a me,
ti prego con tutto il cuore,
la consolante parola:
"Oggi sarai con me nel paradiso",
perché possa cantare in eterno
la tua misericordia.
Così sia.
INDICE
Introduzione
Alla scuola del buon ladrone
Parte prima
L'avventura spirituale di un ladrone
Crocifissero lui e i due malfattori
Padre, perdonali
Lo schernivano
Salva te stesso e anche noi
Non ha fatto nulla di male
Gesù, ricordati di me
Oggi sarai con me
Chi perde la propria vita la salverà
Parte seconda
Il nostro cammino di conversione
Nella Croce la salvezza
Un'incrollabile speranza nella misericordia di Dio
Chiamati a una scelta fondamentale davanti a Dio
La coscienza di essere peccatori
L'accusa dei peccati e la lode a Dio "ricco di misericordia"
Partecipi delle sofferenze di Cristo
La riconciliazione come comunione con Cristo
Preghiera
Eccomi, Signore, davanti a te.
ai piedi della croce.
Appeso, insieme a due ladroni,
ti contemplo commosso
e ti prego fiducioso.
Molti sono i miei peccati!
Forse anche più numerosi e gravi
di quelli compiuti dal buon ladrone.
Ma infinita è la tua misericordia!
Fa' che io non disperi mai
perché nella tua croce è la mia speranza.
Ascolto le parole del buon ladrone
e mi impegno a seguirne l'esempio.
Che io impari, Signore,
ad accettare disagi e sofferenze della vita
come giusta pena per il male commesso.
Che io sia pronto, Dio giusto e buono,
a confessarti con sincerità
ogni mia colpa.
Che io riconosca la tua innocenza,
Agnello immolato,
come fonte di purificazione e di grazia
per me e per il mondo.
Che io sia capace di implorarti, Signore,
certo del tuo amore senza limiti,
con le parole del ladrone del Vangelo:
"Gesù ricordati di me".
Che io possa, un giorno, godere con te,
nella gloria immortale del tuo Regno
dopo aver partecipato in questa vita
alla tua dolorosa passione.
Te lo chiedo con tutto il mio cuore;
ripeti anche a me
la consolante parola:
"Oggi sarai con me nel paradiso",
perché possa cantare in eterno
la tua misericordia.
Così sia.