Ricordati di me…

Meditazione per la Quaresima 2002

Card. Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Genova

Introduzione

Alla scuola del buon ladrone

Il racconto di Luca

In religioso ascolto della Parola di Dio

Parte prima

Parte seconda

L'avventura spirituale di un ladrone

Il nostro cammino di conversione

Crocifissero lui e i due malfattori

Nella Croce la salvezza

Padre, perdonali

Un'incrollabile speranza nella misericordia di Dio

Lo schernivano

Chiamati a una scelta fondamentale davanti a Dio

Salva te stesso e anche noi

La coscienza di essere peccatori

Non ha fatto nulla di male

L'accusa dei peccati e la lode a Dio "ricco di misericordia"

Gesù, ricordati di me

Partecipi delle sofferenze di Cristo

Oggi sarai con me

La riconciliazione come comunione con Cristo

Chi perde la propria vita la salverà

Preghiera

 

 

Parte prima

L'AVVENTURA SPIRITUALE DI UN LADRONE

NON HA FATTO NULLA DI MALE

 

Ma ecco che Gesù stesso rompe questo suo silenzio. E lo fa nel dare una inattesa e sorprendente risposta al malfattore crocifisso con lui. Sì, è malfattore, è condannato a morte, ma ormai per lui si sta aprendo un nuovo cammino di vita: è il cammino della conversione che lo fa candidato alla salvezza e alla vita.

L'evangelista, con la sua testimonianza, ci aiuta a penetrare nell'animo di questo uomo, per coglierne i sentimenti più profondi e soprattutto per riconoscerne la presenza della grazia del Crocifisso che, operando in lui, lo illumina e così lo conduce gradualmente a raggiungere la verità di quel Gesù che sta morendo sulla croce.

Così il malfattore incomincia a dissociarsi dallo scherno e dall'irrisione del suo compagno di sventura. Una dissociazione netta e radicale, che lo porta a muovergli rimprovero: "Lo rimproverava: 'Tu non hai neanche timore di Dio, benchè condannato alla stessa pena?'" (v. 40).

La Bibbia della CEI, traducendo "Neanche tu hai timore di Dio?", lascia intendere che, come i capi e i soldati, anche il malfattore sta dimostrando di non temere Dio. In realtà, poiché la negazione "neanche" è legata al verbo temere e non al pronome tu, il senso del rimprovero è il seguente: tu non hai avuto timore degli uomini e così sei arrivato a questa fine, ma non hai neppure timore di Dio? Potresti avere almeno questo!

Già qui emerge il primo passo nel cammino della conversione: sotto l'influsso della grazia, il buon ladrone si apre al timore del Signore come principio di conoscenza e di saggezza nella vita.

Segue un altro importante passo: il riconoscimento della propria colpevolezza. E un altro passo ancora: il riconoscimento dell'innocenza di Gesù. Il malfattore, infatti, così continua: "Noi giustamente, perchè riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male'" (v. 41).

Dunque il malfattore riconosce apertamente la sua colpa e fa presente al suo compagno che la loro sofferenza è pienamente meritata, mentre quella di Gesù è ingiusta. Emerge qui un altro momento importante del cammino di conversione: il "buon ladrone" non pensa soltanto a se stesso, ma anche al suo compagno; vuole coinvolgerlo nel suo cammino, convincerlo dunque del male che ha fatto e della piena innocenza di Gesù. Convincerlo, e così portarlo alla "conversione". In un certo senso si fa "apostolo" (M. Ledrus).

Sì, Gesù "non ha fatto nulla di male": egli è innocente, è "il giusto"! Non può morire così, perdonando, uno che è malfattore, che non sta dalla parte di Dio! E' interessantissima questa proclamazione dell'innocenza di Gesù, tanto più che viene da chi è designato "malfattore". E' la stessa innocenza che, dopo la morte di Gesù, sarà riconosciuta anche dal centurione romano: "Veramente quest'uomo era giusto" (v. 47). Nei discorsi poi degli apostoli dopo la risurrezione, ossia dopo la vittoria sulla morte, l'innocenza di Gesù verrà continuamente riaffermata, come un ritornello, nel segno di una fede gioiosa e fiera: Gesù non ha fatto nulla di male, è innocente! (cfr. Atti 2, 22; 3, 13; 7, 52; 22, 14).

Riconoscere la propria colpevolezza confessandosi peccatore ha un grande valore morale: testimonia che nel malfattore v'è un residuo di verità e di giustizia, è segno che egli vuole essere sincero con se stesso, e dunque dire la verità di se stesso e degli altri. E' un passo importante sulla strada della conversione, tanto più significativo quanto più l'esperienza quotidiana ci insegna essere non facile saper riconoscere le proprie scelte sbagliate e peccaminose.

Insieme al riconoscimento della propria colpevolezza troviamo quello dell'innocenza di Gesù: un ulteriore passo nel cammino della conversione, segnato non solo da un'esigenza di verità e di giustizia ma anche da un sentimento di vera e propria bontà d'animo nei confronti di Gesù. E così da morale il cammino di conversione si fa sempre più religioso, sino a divenire una "vera confessione" che apre alla salvezza. Lo testimoniano le parole che il buon ladrone sta per rivolgere direttamente a Gesù.