Ricordati di me…
Meditazione per la Quaresima 2002
Card. Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Genova
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Introduzione |
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Il racconto di Luca |
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In religioso ascolto della Parola di Dio |
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Parte prima |
Parte seconda |
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L'avventura spirituale di un ladrone |
Il nostro cammino di conversione |
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L'accusa dei peccati e la lode a Dio "ricco di misericordia" |
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Parte prima
L'AVVENTURA SPIRITUALE DI UN LADRONE
"Gli rispose: 'In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso'" (v. 43). Alla preghiera del buon ladrone Gesù offre una risposta: pronta, solenne, sorprendente.
La risposta si apre con una formula che impegna la parola data, perché fatta con tutto il peso della propria dignità e credibilità: "In verità ti dico…". Amen, secondo il termine ebraico, che Luca usa qui (mentre in tutto il suo Vangelo lo usa raramente) e che significa: "è vero, sono sicuro, lo garantisco, lo giuro".
Siamo così di fronte ad un giuramento da parte di Gesù, e a quale giuramento! "Nessun uomo aveva ricevuto da parte di Gesù questa garanzia strettamente personale di vivere con lui in paradiso. Ma ora avviene proprio questo, nell'ora in cui tutta l'opera di Gesù sfocia nella sua consumazione" (W. Trilling).
Il buon ladrone aveva chiesto un ricordo "quando entrerai nel tuo regno" e Gesù gli risponde: "Oggi sarai con me". La salvezza sperata in un giorno lontano viene garantita oggi con autorità sovrana. E' qui da notarsi come l'oggi sia un termine presente in continuità nel Vangelo di Luca, dove riveste un particolare rilievo e significato. E' l'oggi della salvezza: "Oggi vi è nato un Salvatore", dicono gli angeli a Betlemme (2, 11); "Oggi si è adempiuta questa scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi", proclama Gesù nella sinagoga di Nazaret (4, 20); "Oggi la salvezza è entrata in questa casa", dice il Signore a Zaccheo (19, 9). Questo oggi appartiene a Gesù Salvatore (in un certo senso coincide con lui) e proprio per questo pervade ogni tempo, il passato il presente e il futuro, come confessa l'autore della lettera agli Ebrei: "Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre!" (Ebrei 13, 8).
Ora Gesù, il Salvatore, garantisce al buon ladrone la salvezza in prima persona e subito. Così il giorno della sua morte in croce diventa il giorno dell'inizio della vita piena e della gloria definitiva, e "questo eccezionale peccatore pentito ha il privilegio di essere il primo frutto della salvezza che la croce di Gesù ha portato al mondo" (L. Sabourin).
Ma in che consiste la salvezza, la vita piena, la gloria definitiva? La risposta sta nelle parole di Gesù "Oggi sarai con me nel paradiso". Essere con Cristo significa profonda comunione di vita, intimo rapporto d'amore e d'amicizia, piena partecipazione della sua regalità: e questo nel "paradiso", ossia nell'Eden di Dio, nella dimora beatificante dei giusti.
Nel suo commento al Vangelo di Luca il vescovo di Milano sant'Ambrogio fa notare come nella risposta di Gesù alla preghiera del ladrone "il dono superi in abbondanza la domanda". E spiega: "Il Signore infatti dà sempre di più di quanto gli chiediamo. Colui pregava che il Signore si ricordasse di lui, quando fosse giunto nel suo Regno, ma il Signore gli rispose: In verità, in verità ti dico, oggi sarai con me nel Paradiso; la vita è stare con Cristo, perché dove c'è Cristo là c'è il Regno" (In Lucam X, 121).