GIORNATA MONDIALE DELL'ALIMENTAZIONE

RITAGLI    Il Papa:    DOCUMENTI
la lotta alla fame una delle sfide più urgenti

Il Pontefice: questa piaga «non si deve solo a cause di tipo naturale»,
ma a «situazioni provocate dai comportamenti dell’uomo».

Adelfio Carrettoni
("Avvenire", 17/10/’07)

Milioni di persone che non hanno da mangiare. Una piaga che colpisce, soprattutto, i più deboli. Vittime innocenti che si vedono private del loro diritto anche ad una vita normale. Ancora una volta, per loro, si è alzata nitida la voce del Papa. Quella della lotta contro la fame «è una delle sfide più urgenti del nostro tempo». Con queste parole Benedetto XVI si è rivolto, nel suo messaggio, al direttore generale della "Fao", Jacques Diouf, in occasione della "Giornata Mondiale dell’Alimentazione" che si è tenuta ieri. Il Papa ha ricordato che si avvicina il sessantesimo anniversario della "Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo".
Un’occasione, scrive, per mettere l’accento sulla centralità del diritto all’alimentazione dal quale derivano tutti gli altri a partire da quello fondamentale della vita. Il Pontefice ha sottolineato come la violazione del diritto all’alimentazione «non si deve solo a cause di tipo naturale», ma soprattutto a «situazioni provocate dal comportamento dell’uomo». E come conseguenza dell’impossibilità di procurarsi il cibo necessario al proprio sostentamento sono sempre di più le persone che «a causa della miseria e dei conflitti si vedono obbligati a lasciare la propria casa e i propri cari per cercare di sopravvivere». Da qui l’appello rivolto a tutte le persone a far sì che ognuno di noi si senta impegnato a cooperare «per rendere possibile il diritto all’alimentazione»: l’esortazione di Benedetto XVI richiede sforzi tanto individuali quanto internazionali. Un impegno che finora, come ha constatato con rammarico il Pontefice, non sembra aver diminuito significativamente il numero degli affamati nel mondo. Secondo le più recenti stime fornite dall’"Onu" sono oltre 850 milioni le persone che soffrono la fame. Il Papa ha ricordato anche la dimensione etica del «dare da mangiare a chi ha fame». È questa, ribadisce, una priorità che richiama al sentimento di solidarietà proprio dell’essere umano che «porta a condividere gli uni con gli altri non solo i beni materiali, ma anche l’amore di cui ognuno ha bisogno». Se offriamo solo cose materiali, avverte, allora stiamo dando troppo poco. È perciò «necessario – ha continuato il Pontefice – che maturi nei membri della Comunità delle nazioni, una coscienza solidale che consideri l’alimentazione come un diritto universale di tutti gli esseri umani, senza distinzioni né discriminazioni». Senza dimenticare, però, che l’obiettivo dello sradicamento della fame e di un’alimentazione sana e sufficiente per tutti richiede l’applicazione di metodi che rispettino il patrimonio della "Creazione". In particolare, Benedetto XVI chiede che si tenga conto dei ritmi della natura, conosciuti dalla gente delle zone rurali. Allo stesso modo, avverte, è importante proteggere gli usi tradizionali delle comunità indigene, lasciando da parte le considerazioni egoiste ed esclusivamente economiche.
Benedetto XVI ha una particolare attenzione per chi, più di altri, paga per i danni della malnutrizione: il Papa rivolge un pensiero ai bambini, «prime vittime di questa tragedia», obbligati «a un lavoro forzato o reclutati dai gruppi armati in cambio di un po’ di cibo». In tale contesto, auspica che le iniziative prese a livello "multilaterale" permettano a intere comunità di guardare con maggiore fiducia al futuro. Il Papa sottolinea che è inaccettabile la condizione di tanti esseri umani la cui vita è in pericolo «per mancanza del pane quotidiano».
Il messaggio si conclude con l’incoraggiamento del Papa alla "Fao", affinché continui il suo lavoro per garantire il diritto all’alimentazione di ogni essere umano. Uno sforzo, assicura, che vedrà il fattivo contributo della "Chiesa Cattolica" attraverso le sue diverse istituzioni.