«Cantate al Signore un canto nuovo; la sua
lode nell’assemblea dei fedeli» (Sal 149,1).
Siamo stati esortati a cantare al Signore un canto nuovo. L’uomo nuovo conosce
il canto nuovo. Il cantare è segno di letizia e, se consideriamo la cosa più
attentamente, anche espressione di amore.
Colui dunque che sa amare la vita nuova, sa cantare anche il canto, nuovo.
Che cosa sia questa vita nuova, dobbiamo saperlo in vista del canto nuovo.
Infatti tutto appartiene a un solo regno: l’uomo nuovo, il canto nuovo, il
Testamento nuovo. Perciò l’uomo nuovo canterà il canto nuovo e apparterrà
al Testamento nuovo.
O fratelli, o figli, o popolo cristiano, o santa e celeste stirpe, o rigenerati
in Cristo, o creature di un mondo divino, ascoltate me, anzi per mezzo mio:
«Cantate al Signore un canto nuovo».
Ecco, tu dici, io canto! Tu canti, certo, lo sento che canti: ma bada che la tua
vita non abbia a testimoniare contro la tua voce.
Cantate con la voce, cantate con il cuore, cantate con la bocca, cantate con la
vostra condotta santa. «Cantate al Signore un canto nuovo».
Mi domandate che cosa dovete cantare di colui che amate? Parlate senza dubbio di
colui che amate, di lui volete cantare. Cercate le lodi da cantare? L’avete
sentito: «Cantate al Signore un canto nuovo». Cercate le lodi? «La sua lode
risuoni nell’assemblea dei fedeli».
Il cantore diventa egli stesso la lode del suo canto.
Volete dire le lodi a Dio? Siate voi stessi quella lode che si deve dire, e
sarete la sua lode, se vivrete bene.
Canta e cammina...
Cantiamo qui l’alleluia, mentre siamo ancora privi di sicurezza, per poterlo
cantare un giorno lassù, ormai sicuri. Perché qui siamo nell’ansia e nell’incertezza.
E tuttavia, o fratelli, pur trovandoci ancora in questa penosa situazione,
cantiamo l’alleluia a Dio che è buono, che ci libera da ogni male.
Anche quaggiù tra i pericoli e le tentazioni, si canti dagli altri e da noi l’alleluia.
«Dio infatti è fedele; e non permetterà che siate tentati oltre le vostre
forze» (1 Cor 10, 13). Perciò anche quaggiù cantiamo l’alleluia. L’uomo
è ancora colpevole, ma Dio è fedele.
Ma quando questo corpo sarà diventato immortale e incorruttibile, allora
cesserà anche ogni tentazione Ora infatti il nostro corpo è nella condizione
terrestre, mentre allora sarà in quella celeste. O felice quell’alleluia
cantato lassù! O alleluia di sicurezza e di pace! Là nessuno ci sarà nemico,
là non perderemo mai nessun amico. Ivi risuoneranno le lodi di Dio. Certo
risuonano anche ora qui. Qui però nell’ansia, mentre lassù, nella
tranquillità. Qui cantiamo da morituri, lassù da immortali. Qui nella
speranza, lassù nella realtà. Qui da esuli e pellegrini, lassù nella patria.
Cantiamo pure ora, non tanto per goderci il riposo, quanto per sollevarci dalla
fatica. Cantiamo da viandanti. Canta, ma cammina. Canta per alleviare le
asprezze della marcia, ma cantando non indulgere alla pigrizia. Canta e cammina.
Che significa camminare? Andare avanti nel bene, progredire nella santità. Vi
sono infatti, secondo l’Apostolo, alcuni che progrediscono sì, ma nel male.
Se progredisci è segno che cammini, ma devi camminare nel bene, devi avanzare
nella retta fede, devi progredire nella santità. Canta e cammina!
( SANT’AGOSTINO )