PAURA E SPERANZA

Somalia-Kenya: sforzi uniti per trovare le Suore…
 Ansia per le due donne "sequestrate": «Già trasferite in territorio somalo».

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«Nessuna richiesta di "riscatto".
Bisogna individuare le motivazioni dei rapitori»

Il Rappresentante Vaticano tende a escludere "matrici" religiose:
«Erano integrate nella loro "comunità"».

SR. CATERINA GIRAUDO, Missionaria in Kenya. SR. MARIA TERESA OLIVEIRA, Missionaria in Kenya.

Paolo M. Alfieri
("Avvenire", 12/11/’08)

Monsignor Alain Paul Lebeaupin, Nunzio Apostolico a Nairobi, sta seguendo con apprensione la sorte delle due Suore italiane rapite.

Quale "messaggio" manderebbe a ostaggi e rapitori?

So che le due Suore saranno in grado di affrontare la situazione, perché la loro "spiritualità" le porterà a saper vivere questi momenti difficili. Dico loro di non perdere la speranza e di continuare a vivere la loro "vocazione". In questo modo anche i rapitori scopriranno che se le Suore stanno a El Wak è per amore della loro gente e per manifestare l’amore di Dio con semplicità e umiltà.

Avete qualche informazione in più?

No, non sappiamo in che condizioni siano gli ostaggi, e bisogna stare attenti perché spesso anche i cosiddetti "testimoni" ripetono solo cose già sentite da qualcun altro. Ad oggi, comunque, non abbiamo avuto nessuna richiesta di "riscatto".

Perché ha escluso che ci sia una "matrice" religiosa dietro al sequestro?

Innanzitutto perché le Suore erano perfettamente integrate nella "comunità": stavano lì da anni, e anche se si tratta di una zona musulmana avevano ottimi rapporti con tutti. Poi perché in Kenya non abbiamo mai avuto conflitti a carattere religioso, semmai di carattere "etnico". È anzi la prima volta che ci troviamo di fronte al sequestro di "religiosi". Infine, se stiamo ai fatti, finora non è emerso alcun "indizio" in tal senso. L’unica cosa è aspettare, senza fare interpretazioni personali.

Ma allora perché le hanno rapite?

Le "religiose" in realtà non sono gli unici ostaggi, perché sono stati presi anche dei Keniani. E poi le Suore sono le uniche Europee che vivono nella zona, ed è normale che il rapimento di due Europei possa rappresentare un elemento in più per i rapitori. Quello che serve, ora, è un supplemento di informazioni riguardo sia all’identità che alle "motivazioni" dei sequestratori, che finora non conosciamo.

Si dice che siano già in Somalia...

Ci sono forti probabilità che siano oltre confine. La "frontiera" è a soli due chilometri da El Wak, e non è difficile da attraversare. Inoltre, "sconfinando", i sequestratori non consentono alle autorità Keniane di intervenire.

Forse per questo la Somalia ha chiesto aiuto al Kenya nelle ricerche...

Non so se questa collaborazione è possibile, né di quale autorità disponga il Governo Somalo.