La
"Congregazione delle cause dei santi"
ha dato il suo «nulla osta» al «cammino» verso gli altari
del presule morto il 20 aprile 1993.
«DON» TONINO BELLO:
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al via la causa di beatificazione
Il vescovo
Luigi Martella, suo successore a Molfetta,
ha reso noto l’avvio del processo,
a partire dall’"iter" diocesano.
| DON TONINO BELLO (1935-1993) |
Da
Molfetta (Bari), Domenico Amato
("Avvenire", 22/12/’07)
Una bella notizia. Attesa da
tempo. E che ha suscitato grande gioia tra il clero e i fedeli. Ieri a
mezzogiorno il vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, Luigi
Martella, ha
annunciato l’avvio da parte della diocesi pugliese dell’«"iter"
per la causa di beatificazione di monsignor Antonio Bello», «avendo ottenuto
le necessarie approvazioni richieste dalla normativa canonica vigente».
Un’ovazione ha accolto le parole di Martella; visibile l’emozione all’annuncio,
non solo fra i sacerdoti convocati ma anche tra i giornalisti presenti. Un segno
ulteriore della stima, dell’ammirazione – e, in molti, della venerazione –
verso la memoria di Tonino
Bello.
«A distanza di quasi quindici anni dalla sua morte avvenuta il 20 aprile 1993,
la fama della sua santità si è diffusa e continua a diffondersi – ha detto
Martella – . Il suo ministero episcopale ha inciso profondamente con il dono
della parola illuminante e affascinante, con la profezia dei gesti, con l’impegno
per la pace, con l’attenzione privilegiata verso i poveri e gli emarginati. Il
suo stile di vita semplice e coinvolgente, rispettoso e amabile continua ad
esercitare un benefico influsso su molti: giovani, adulti, persone consacrate,
sacerdoti e perfino su persone che non condividono la stessa fede cristiana».
La fama di santità di Bello – che fu vescovo di Molfetta dal 1982 fino alla
morte – ha scavalcato presto i confini della diocesi, come testimonia in
questi anni la pressante richiesta da parte dei fedeli, di sacerdoti e di
vescovi da varie parti d’Italia, perché fosse introdotta la causa di
beatificazione. Anche le nuove generazioni, che non hanno conosciuto
personalmente Bello, trovano nella sua testimonianza profetica e nel suo
magistero episcopale "nutrimento" per un’autentica testimonianza cristiana.
Soprattutto in estate molti gruppi parrocchiali da diverse parti d’Italia
giungono a Molfetta con i propri sacerdoti, per mettersi sulle orme di «don
Tonino», meditano e pregano sui luoghi del suo ministero episcopale e poi
proseguono verso Alessano (Lecce), dove Bello vide la luce nel 1935. Là, sulla
tomba del vescovo, concludono l’itinerario di formazione e di fede.
In questi anni Martella ha sollecitato la raccolta e la pubblicazione di tutti
gli scritti di Bello, pubblicati in sei poderosi volumi. Scritti che durante la
visita "ad limina" l’attuale vescovo di Molfetta ha consegnato a Benedetto
XVI.
Successivamente, avendo ottenuto il parere favorevole della "Conferenza
episcopale pugliese", Martella ha inoltrato domanda alla
"Congregazione delle cause dei santi". Il "nulla osta",
datato 27 novembre 2007, è stato ricevuto dal vescovo in data 13 dicembre 2007.
Ed è significativo che questo avvenga quasi in concomitanza di due ricorrenze
importanti, riguardanti la vita dell’indimenticabile e amato Pastore: il
cinquantesimo di sacerdozio e il venticinquesimo di episcopato.
Davanti ai giornalisti Martella ha sottolineato «come ora si predisporranno i
passi necessari per sviluppare tutto l’"iter" diocesano della causa di
beatificazione ». Infine ha invitato «a ringraziare il Signore, affinché, per
intercessione del servo di Dio don Tonino Bello, così come lo possiamo invocare
fin da ora, la nostra fede sia alimentata, la nostra speranza rinsaldata, la
nostra carità dilatata». Un invito "rilanciato" dalle campane della
Cattedrale che hanno annunciato la bella notizia alla città e alla diocesi.