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Don Nicolò Anselmi
Pastorale Giovanile, Diocesi di Genova
saleluce@centrosanmatteo.org

Scrivo con un po' di timore su argomenti riguardanti la sessualità, non perchè ne abbia paura bensì perchè penso che sarebbe necessario più tempo e spazio; confido nel fatto che la coscienza di ognuno sia il luogo più adatto ove trovare spazio e tempo per l'approfondimento di queste frettolose considerazioni. L'occasione per riflettere su questo tema mi è offerta dalla Solennità dell'Immacolata. Ogni anno, agli inizi di dicembre, in tutte le classi in cui insegno, in tutte le parrocchie che frequento, nei gruppi, ecclesiali e non, che incontro, rivolgo ai presenti la medesima domanda: cosa si festeggia l'8 dicembre? La stragrande maggioranza delle persone che hanno il coraggio di parlare risponde citando l'incontro fra l'Arcangelo Gabriele e Maria; molti collegano l'aggettivo "Immacolata" con l'idea della verginità di Maria, incinta per opera dello Spirito Santo e non di Giuseppe. Quasi nessuno, direi nessuno, parla dell'Immacolata Concezione come del giorno in cui Gioacchino ed Anna, il papà e la mamma di Maria, hanno concepito Maria! È questa la vera ricorrenza! 9 mesi dopo infatti celebriamo la Natività di Maria, l'8 settembre. L'Annunciazione dell'Angelo a Maria è invece il 25 marzo ed infatti nove mesi dopo, tempo canonico per la nascita di un bambino, il 25 dicembre, nasce Gesù.

Per quanto riguarda il concetto di Immacolata, non ha nulla a che vedere con la Verginità! L'essere Immacolata significa che Maria non ha mai commesso alcun peccato, ha subito le tentazioni come ogni essere umano ma non ha mai ceduto ad esse; questo è avvenuto perchè era "Piena di Grazia" fin dal suo concepimento, per un privilegio divino.

A parte queste semplici precisazioni, vorrei spendere alcune parole sul concetto di verginità e sulla visione cristiana della sessualità, visto che quando si parla di Maria Immacolata le domande, a proposito o no, vanno spesso a finire in questo spazio.

Molti pensano che l'insegnamento della Chiesa su questo ambito sia ormai anacronistico, figlio di una morale ormai superata. I tempi cambiano, ma il cuore dell'uomo rimane sempre lo stesso. La proposta della verginità prima del matrimonio è oggi ancora più che mai valida, perchè è per la felicità della persona e non per il rispetto di norme morali astratte; oggi molte ragazze e ragazzi vivono con questa convinzione anche se, giustamente, non lo urlano agli angoli delle piazze o sui rotocalchi in cerca di "gossip". Chi crede sa che il nostro corpo, la nostra sessualità, il piacere collegato a certi gesti intimi sono voluti da Dio, è lui che li ha pensati. Il linguaggio dell'amore raggiunge il suo vertice e la sua completezza nel dono di tutta la persona, corpo e spirito. L'Amore è dono e il più grande dono che una persona possa fare è tutta se stessa. Per questo è necessario essere saggi e prudenti, agire con gradualità, perchè siamo preziosi e non dobbiamo donarci con superficialità e facilità; ripeto: la verginità fino al matrimonio è una proposta di felicità, non un odioso divieto. Prego perchè ogni giovane, uomo e donna, riesca a trovare qualcuno a cui donarsi reciprocamente.

Ma non voglio fermarmi qui; desidero raccontare un aneddoto che non dimenticherò mai. Un giorno, in prossimità del Natale di alcuni anni fa, una ragazza che conoscevo ma con la quale non avevo un particolare legame spirituale, anche se sapevo essere una persona di preghiera, mi venne a trovare in chiesa; era disperata. Mi raccontò che aveva deciso fin da adolescente di rimanere vergine fino al matrimonio, per potersi donare totalmente a colui che l'avrebbe scelta come sposa; allora aveva circa 25 anni, perchè si era da poco laureata. Era fidanzata da circa 3 anni con un ragazzo che, ormai prossimi al matrimonio, l'aveva convinta ad anticipare il momento e a fare l'amore. Dopo 15 giorni lui la lasciò. La rincuorai come potevo, e dopo un'ora di lacrime la giovane riuscì a dirmi che voleva confessarsi. Il Sacramento della Riconciliazione fu per lei una nuova nascita, un vero Natale! Continuò a piangere, ma sorridendo di gioia. Le dissi che la verginità è sì un fatto fisico, legato al più bello dei gesti, quello da cui siamo nati, ma che la Grazia di Dio, il Sacramento del Perdono, ci ricrea e in un certo senso ritorniamo "vergini", risorgiamo.

Fra pochi giorni sarà Natale: Gesù desidera nascere nelle nostre sofferenze e nelle nostre delusioni, nei nostri errori, desidera scaldare con il suo amore il freddo delle nostre solitudini. Nulla è impossibile a Dio. Oggi purtroppo sono poche le persone che si lasciano dissetare frequentemente alla fonte dell'Amore di Dio che zampilla nel Sacramento del Perdono; non sanno cosa sia il Perdono!

Caro Gesù Bambino, come regalo ti chiedo che tanti si accostino al tuo Amore nel Sacramento della Confessione e della Gioia e, frequentandolo con costanza, rinascano continuamente a vita nuova.