RIFLESSIONI a cavallo fra 2006 e 2007…  (parte I)

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Don Nicolò Anselmi
Pastorale Giovanile, Diocesi di Genova
saleluce@centrosanmatteo.org

Nel mio cuore la gioia natalizia e dei primi giorni del 2007 è stata profondamente attutita dalla morte del nostro fratello Piergiorgio Welby e dall'esecuzione capitale del nostro fratello Saddam Hussein; con questo non voglio dimenticare, come ci ha ricordato il Santo Padre nell'Angelus di Natale, le decine di migliaia di vittime del Darfur o delle guerre civili del Medio Oriente, ma certamente i due fatti che ho citato mi hanno coinvolto tantissimo e come me, credo, molte altre persone.

Sono stato colpito in particolare dal dibattito sulla coscienza e la libertà, che si è scatenato dopo i funerali laici e non religiosi di Piergiorgio Welby. I giornali di tutto il mondo hanno spiegato che vengono celebrati i funerali delle persone che si tolgono la vita, perchè si presume che, a motivo della sofferenza che stanno vivendo, non abbiano la piena avvertenza della gravità del gesto che stanno compiendo; e per quanto riguarda il signor Welby invece, avendo egli chiesto più volte la morte, si è pensato che egli fosse perfettamente cosciente e libero, e pertanto avesse compiuto un atto lucidamente opposto alla volontà di Dio. Un mio amico psichiatra non è d'accordo: chi cerca la morte non è mai lucido, è depresso, sta delirando, perchè l'uomo desidera vivere, non morire.

Non entro nel merito della discussione sul caso concreto, forse troppo complesso per le mie conoscenze; mi sono invece soffermato a pensare sul concetto di piena avvertenza, collegato a quello di libertà... Mi sono chiesto che piena avvertenza abbiamo noi, ho io, del senso profondo della nostra vita e del significato delle nostre azioni. Sono cosciente di che cosa voglia dire vita e vita eterna? Da persona credente e da sacerdote mi sono chiesto che percezione ho del significato della preghiera, della presenza di Gesù dentro di me... Mi rendo conto di cosa sia davvero l'Eucarestia? Quando dico che sono Figlio di Dio e che Gesù si è fatto uomo in realtà che cosa capisco? Qualcosa certamente si, ma forse la minima parte. San Tommaso d'Aquino, dopo un'estasi, ha definito "paglia" tutta la sua teologia in confronto a quel poco che aveva visto! Dio, la vita, l'uomo sono un mistero, cioè una verità conosciuta ma non completamente attingibile. Che piena avvertenza abbiamo del senso del tutto?

Quando mi perdo in questi pensieri mi vengono in mente le parole di Gesù rivolte alla Samaritana: ‘Se tu conoscessi il dono di Dio"...; ed anche le ultime parole del Signore, poco prima di morire: "Padre, perdonali perchè non sanno quello che fanno"... Eppure apparentemente i Romani e i membri del Sinedrio avevano fatto un processo, avevano preso delle decisioni lucide e consapevoli. Queste parole di Gesù mi sembrano oggi più attuali che mai, nella vita dei singoli, dei governi e dei popoli; sembra proprio che abbiamo perso la testa, che non sappiamo quello che stiamo facendo, che non riconosciamo il mistero del dono d'amore di Dio, che non abbiamo più la piena avvertenza del senso della storia.

Il mistero tuttavia, più di ogni altra cosa, ci attrae e chiede di essere indagato, conosciuto, amato. Da qui nasce la necessità di conoscere, di studiare e di sperimentare. La vita spirituale alimentata dalla Preghiera, dalla Parola di Dio, dai Sacramenti, soprattutto dall'Adorazione stupita è la strada maestra per capire qualcosa sul senso della vita. Recentemente ho sperimentato che trascorrere una mezz'ora con un malato, o un povero, o una persona bisognosa può essere un grande momento di luce per capire il senso dell'esistenza; sostare con chi ha bisogno è infatti stare con Gesù. Lo ha detto lui: "Avevo fame e mi hai dato da mangiare, ero malato e sei venuto a visitarmi, ero solo e mi hai tenuto compagnia"… Sofferenza, altrui e personale, e amore, se vissute con fede sono vere aule universitarie dove si impara a vivere; per capire è necessario anche studiare... Non voglio stancarmi di raccomandare a me stesso e a tutti la Confessione frequente, anche settimanale, la preghiera costante, l'Eucarestia anche quotidiana, il tempo speso con i poveri, lo studio del Catechismo e della vita dei Santi.

E sarà un anno diverso. Buon 2007!