RIFLESSIONI a cavallo fra 2006 e 2007…  (parte II)

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Don Nicolò Anselmi
Pastorale Giovanile, Diocesi di Genova
saleluce@centrosanmatteo.org

A cavallo fra i due anni, sono rimasto colpito da alcune dichiarazioni rilasciate agli organi di informazione da personalità pubbliche a proposito dell'esecuzione capitale di Saddam Hussein. Nei "talk-show" ed ai telegiornali alcuni personaggi hanno affermato di essere cattolici ed insieme di essere favorevoli alla pena di morte, anche nel caso citato del dittatore iracheno, in cui la persona sia già in carcere in stato di non nuocere. Questa affermazione è in chiaro contrasto con l'insegnamento del Magistero della Chiesa Cattolica. Lo stesso discorso deve valere per la libertà religiosa, per l'aborto, per la sperimentazione omicida sugli embrioni e per tante altre situazioni. Gesù, con la parabola del buon grano e della zizzania, ci ha invitato alla pazienza ed alla misericordia, ma mi chiedo se è giusto che chiunque possa fare affermazioni di tolleranza verso l'aborto o la pena di morte ed insieme dica di essere cattolico. Il Concilio Vaticano II è chiaro: sono pienamente, e questo avverbio è importante, "incorporati alla Chiesa Cattolica coloro che ne condividono la Fede, i Sacramenti, la sua organizzazione visibile e la comunione nella carità e nell'amore" ("Lumen Gentium" 14b).

Il Concilio e la Chiesa hanno un cuore grande come il cuore di Gesù: Dio ama tutti, non c'è alcun dubbio, e tutti possono salvarsi, anche i non credenti che cercano Dio con cuore sincero. Il Padre desidera che tutti i suoi figli siano felici e salvi! Mi sento di dire che tutti gli uomini, in un certo senso, appartengono, in modo differente, alla famiglia di Dio; ma se vuoi, solo se vuoi, appartenere in pienezza alla Chiesa Cattolica, la strada è quella indicata dal Papa e dai Vescovi successori degli Apostoli, ai quali Gesù ha affidato la continuazione della sua missione. Anche il grande Francesco di Assisi e Caterina da Siena lo avevano capito, che pure hanno dovuto faticare non poco. La docilità alla Chiesa è libertà e pace.

Per amore di chiarezza, e oggi ne abbiamo un grande bisogno, mi chiedo se è giusto definirsi pubblicamente cattolici e non partecipare alla S. Messa o rifiutare il Sacramento della Riconciliazione, criticare in modo sistematico l'insegnamento dei Vescovi in materia di Fede e di Morale. Non so di chi sia la paternità del celebre slogan "ama e dillo con la vita"; mi verrebbe da parafrasarlo cosi: "se vuoi essere cattolico, dillo non solo a parole ma anche con la vita". Una mia alunna una volta mi disse, con la consueta foga adolescenziale, che, può sembrare brutto dirlo, è necessario affermare che certe persone sono battezzate, ma non sono cattoliche.

Il 2007 ci attende con grandi interrogativi etici a cui rispondere: eutanasia, "pacs", guerra, libertà religiosa, lotta alla povertà. Ritengo che, per evitare pericolose confusioni, in molti casi sia doveroso non sbandierare l'aggettivo cattolico prima di aver pregato, digiunato, studiato e meditato lungamente e con umile attenzione i testi del Magistero: da soli, con dei maestri e insieme ad altri fratelli nella luce dello Spirito Santo. Molti problemi etici inoltre vanno affrontati con la forza della ragione, senza tirare in ballo Gesù… Fede e Ragione non possono essere in contraddizione, ormai dovremmo averlo imparato, perchè hanno in Dio la medesima origine.

Concludo con un grande abbraccio di buon anno a tutti, in particolare ai fratelli e le sorelle che hanno inclinazioni omosessuali: io fra di voi ho dei cari amici, persone molto vicine a cui voglio davvero bene, e rimango sempre profondamente ferito quando qualcuno li strumentalizza e tenta di creare sospetto e divisione… Dio vi ama e ha dato se stesso per tutti noi, ed anche la Comunità Cristiana di cui voi, se lo desiderate, fate parte, vi ama. I nostri governanti hanno scherzato inserendovi a Natale fra le statuette del presepe, ma voi c'eravate già! Unitevi alle persone che vanno alla Grotta, ai Magi ed ai Pastori, incontratevi con Gesù nella Preghiera, nell'Adorazione Eucaristica, nei Sacramenti; non stancatevi di cercare la felicità. Come Benedetto XVI ha detto ai giovani presenti a Colonia, essa ha un nome: Gesù di Nazaret! Lui solo è la nostra gioia. Non vi toglierà nulla, vi darà tutto. Buon 2007!