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Don Nicolò Anselmi
Pastorale Giovanile, Diocesi di Genova
saleluce@centrosanmatteo.org

Erano circa le 19.30; mi trovavo in piazza De Ferrari, in cima a vico San Matteo, nei pressi dell'edicola. Faceva caldo ed avevo la giacca a vento sbottonata, anche per la fatica della salita; mi si è avvicinata una persona distinta, in giacca e cravatta, sulla cinquantina, con una borsa di pelle chiara nella mano sinistra e un giornale, probabilmente acquistato da poco, in quella destra. Avendo riconosciuto che ero un prete, senza fermarsi, semplicemente ruotando la testa per guardarmi in faccia, mi ha detto: "Ma quando è che la smettete di romperci i c…i e di ficcare il naso nella politica!". Non sono riuscito a dire nulla... mi sono sentito aggredito.

Ho sempre pensato che la nostra società dei rapporti deboli, frettolosi e frammentati fosse la società della solitudine; di questi tempi mi sto convincendo che l'assenza di relazioni vere e profonde genera non solo solitudine, ma anche violenza. L'altro che non conosco, che non frequento, con cui non parlo facilmente diventa una minaccia, un rivale, il responsabile delle mie insicurezze, dei miei fallimenti, delle mie paure, delle mie sofferenze.

Mi sembra che questo valga a tutti i livelli, sia nei rapporti fra persone, sia nei rapporti fra gruppi; dal "bullismo" scolastico alle violenze sessuali, dalle risse fuori e dentro gli stadi al "mobbing" sul posto di lavoro. Nemmeno le aule del parlamento ne sono esenti e ultimamente, l'ultima sfida dai toni violenti sembra essere quella fra Chiesa e Società.

I giornali e le televisioni sembrano essere gli organizzatori di questa battaglia che tiene banco, interessa, genera "audience" e quindi denaro.

In un mondo che non comunica più in modo profondo, i "media" acquisiscono un ruolo importante; sono loro i mediatori della verità, sono loro che comunque nutrono la nostra fame di relazione, con cibo sano o velenoso. Se domani fosse trasmessa la notizia di un terremoto in Honduras con relativa raccolta di fondi, chi di noi potrebbe verificarne la verità?

Non voglio generalizzare, ma spesso leggo nelle pagine dei quotidiani tanta ideologia, tante mezze verità, tanta istigazione al contrasto, alla tensione, al litigio anche violento anziché passione per la verità, per l'uomo, per il lettore.

Non ci resta che superare i "media" e riscoprire nuove forme di comunicazione, riscoprire l'incontro, il vivere insieme per parlare, per capire, per donare, per amare.

Gesù non ha fondato scuole né ospedali, non ha avviato mense né progettato acquedotti: ha avuto degli incontri, ha visitato delle case ed ha costituito una comunità, la Chiesa. A questa comunità ha donato uno scopo "perché abbiano la vita e la mia gioia sia in loro", ha affidato un compito, quello di diffondersi, ha dato un modello, se stesso crocifisso che dona la sua vita, ha fornito degli strumenti per durare nel tempo, la sua Parola e i Sacramenti.

Pregare è comunicare; non c'è bisogno di "media", basta solo un po' di volontà!