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Don Nicolò Anselmi
Pastorale Giovanile, Diocesi di Genova
saleluce@centrosanmatteo.org

Dalla Radio, dal "Secolo XIX ", dal "TG3 Liguria" ho appreso che, nella Sala dei Chierici nella "Biblioteca Berio", collocata ormai da qualche anno nei locali dell’ex-Seminario, si è svolta o si sta svolgendo una mostra dei vincitori di un concorso artistico, riguardante la grafica delle scatole dei preservativi.

In concomitanza con l’evento, avrà luogo una distribuzione gratuita di "condom" e la possibilità di consulenze "psico-ginecologiche".

La notizia, oltre a farmi sorridere, mi offre la possibilità di fare una riflessione importante, a partire da un argomento assai poco indagato, come quello dell’uso del preservativo e della contraccezione in genere. Molti educatori ed anche sacerdoti affrontano mal volentieri la questione; se ne parla poco davvero.

Mettendo insieme un po’ d’esperienza con i giovani, qualche anno di confessionale e la conoscenza abbastanza approfondita di alcune anime che stanno facendo un cammino spirituale serio, mi sento di affrontare l’argomento, partendo dall’esperienza di felicità collegata all’amore fra un uomo e una donna. Le motivazioni filosofiche, antropologiche e teologiche le lascio ad altri contesti.

Poche settimane fa una giovane di circa 25 anni, mi confidò che abitualmente, da alcuni anni, faceva l’amore con il suo fidanzato, utilizzando il preservativo. Aveva dovuto ammettere da un po’ di tempo, a se stessa, di provare però un certo disagio collegato ad una sensazione di noia. Si accorgeva che non appena s’incontrava con lui, non riuscivano più a scambiarsi delle affettuosità "normali" ma subito pensavano all’atto coniugale, attirati dal grande piacere fisico ad esso collegato.

Mi ha confidato che l’attrazione era così forte che quando uno dei due non era pronto, non si sentiva, non desiderava avere "rapporti", per i motivi più vari, con grande fatica l’altro era disposto a rinunciare, creando incomprensioni e in ultima analisi un certo allontanamento.

La ricerca del piacere rischiava di diventare prevalente rispetto al dono, un certo egoismo strisciante stava prendendo il sopravvento nel loro rapporto dall’interno, avvelenandolo.

Risposi che la sua esperienza di tristezza era condivisa da molti giovani, non era la sola a pensarla così.

La giovane mi chiese se questo ragionamento era valido sia prima che dopo il matrimonio. Risposi di sì. Esiste una "castità" anche dopo il matrimonio, aperta alla vita rispettosa dei ritmi di fertilità della coppia, scritti da Dio nella natura.

La castità accende il desiderio dell’altro, valorizza tutti i linguaggi dell’anima, educa alla donazione, rinforza i matrimoni, genera fidanzamenti, spinge al matrimonio…

Siamo vittime, su questi temi, di un grande inganno che sta rovinando la realtà più importante della vita, cioè l’amore.

"Il Maligno è attivo!", mi diceva pochi giorni fa un Vescovo emerito di Genova. L’azione del Maligno è finalizzata a dividere, lo sappiamo bene: le coppie, la società, l’uomo da Dio…

Essere "casti", vivere questo grande "Sì" all’amore, è impegnativo, ma non impossibile.

Chi crede, sa che la Grazia di Dio, vissuta nella Preghiera, nell’Adorazione Eucaristica e nella Confessione frequente, ci permette di cambiare stile di vita, d’interrompere comportamenti che ci fanno del male. "Tutto possiamo in Colui che ci dà forza!".

Lasciamoci illuminare e scaldare dalla splendida Verità, dalla bellezza dell’Amore e dalla Gioia.

Preghiamo soprattutto per tutti coloro che insegnano false verità, talvolta senza rendersene conto, raggirati ed ingannati dal Maligno, …che nel "Deserto Quaresimale" non mancherà di venirci a trovare, come ha fatto con Gesù!

Mi fermo qui, anche se su questi temi le bugie, e i falsi silenzi da denunciare, sarebbero molti altri.

Molti sorrideranno dopo queste righe: i soliti preti! Non sanno parlare di altro che di sesso, mai di pace e di giustizia sociale! Ma l’attuale sfacelo del rapporto uomo-donna è sotto gli occhi di tutti. E solo uomini e donne nuovi possono costruire un mondo nuovo, di giustizia e di pace!