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Don Nicolò Anselmi
Pastorale Giovanile, Diocesi di Genova
saleluce@centrosanmatteo.org

Circa una settimana fa, passando da una strada del centro, ho sentito alcune frasi offensive, urlate ad alta voce. Mi sono avvicinato e ho visto un uomo sulla cinquantina che stava prendendo a schiaffi un giovane di circa 30 anni, visibilmente intontito da qualche sostanza stupefacente. Senza quasi pensarci, mi sono messo in mezzo fra i due, cercando di dividerli; l’azione ha avuto un buon esito, anche grazie all’intervento di due passanti.

Il giovane m’ha spiegato che l’uomo era un barista: lui era entrato nel suo bar e aveva chiesto a uno dei clienti di poter mangiare una delle olive che aveva avanzato dal suo aperitivo.

Il giovane m’ha poi chiesto dei soldi per comprare delle medicine, abbiamo discusso, l’ho un po' sgridato, gli ho comprato io le medicine e tutto è finito lì, dopo circa trenta minuti di dialogo.

La sera, durante l’esame di coscienza, ripensando all’accaduto, ero contento di essere intervenuto con prontezza, ma mi sono accorto che non avevo detto nulla al barista, che pure aveva compiuto un gesto veramente ignobile, contrario al Vangelo ed all’amore.

Ero stato pronto ad intervenire, ma il mio "ECCOMI" era stato davvero poco ragionato.

Sempre qualche giorno fa, stavo per celebrare la Santa Messa con un nutrito gruppo di giovani. Sapevo che uno di loro era capace a suonare la chitarra: gli chiesi se poteva accompagnare i canti, sperando che dicesse "ECCOMI"; con mia grande delusione, mi dirottò verso qualcun altro.

Molte volte, al termine di una riunione, mi ritrovo a mettere a posto le seggiole; lo faccio con una moderata sofferenza, perché penso che nessuna di quelle persone, che fino a pochi secondi prima ha parlato di Gesù, "IL MAESTRO DEL DONO DI SÉ", si è accorta del disordine e ha detto: "ECCOMI, metto a posto io".

Questa parola, "ECCOMI", è certamente una delle più nobili della Bibbia e una delle più intense dell’esperienza umana. La disponibilità entusiasta, immediata, a fare il bene trovo che sia uno dei doni più belli, la giusta strada per scoprire la propria vita.

C’è da lavare i piatti, "ECCOMI", da trasportare un tavolo, "ECCOMI", da raccogliere la carta per terra, da leggere la PAROLA DI DIO: "ECCOMI"… L’"ECCOMI" di Maria, di Pietro, di Andrea, di Isaia, di Geremia, di Samuele, sono le risposte all’AMORE di DIO che ha segnato la storia.

Anche la VITA DI GESÙ è stata in fondo un unico grande: "ECCOMI".

È questa la strada della FELICITÀ!

Chi vive con GESÙ, chi lo lascia vivere dentro di sè, non può far altro che rispondere "ECCOMI" ad ogni chiamata all’amore.

"ECCOMI" richiama immediatamente lo SPIRITO di servizio, fare qualcosa.

Ho ascoltato recentemente da qualcuno una riflessione splendida: la prima forma di servizio è "ESSERCI".

Coloro che "TIRANO I PACCHI", che dicono di "ESSERCI" e poi non vengono, sono molto lontani dalla strada dell’AMORE.

I miei capi m’insegnavano che quando ci si dà un appuntamento per andare in gita, anche se piove, bisogna essere presenti, cioè "ESSERCI".