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Don Nicolò Anselmi
Pastorale Giovanile, Diocesi di Genova
saleluce@centrosanmatteo.org

Se fossimo nati in Cina o in Pakistan saremmo cristiani? Essere cristiani dipende dalla cultura o ha una radice storica? Le religioni sono tutte uguali? Credere è in fondo un mistero?

Arriva la Pasqua cioè la Resurrezione di Gesù: è la grande festa dei cristiani perchè la Fede cristiana nasce a Pasqua. "Se Cristo non fosse risorto vana è la vostra Fede", dice San Paolo ai cristiani di Corinto. Ma Cristo è veramente risorto? A chi mi fa questa domanda mi viene subito da chiedere: "Giulio Cesare è veramente esistito? Sei sicuro? Chi te lo ha detto? La tua maestra? Beh, si, è vero, è vero, ne parlano i libri di storia, ci sono le tracce del suo passaggio. Ma nemmeno la tua maestra ha conosciuto Giulio Cesare, e nemmeno la maestra della tua maestra".
Noi crediamo all'esistenza storica di Giulio Cesare in base ad un procedimento storico fatto di fiducia in chi è venuto prima di noi, una catena di fedeltà che ci riporta fino a chi ha conosciuto davvero Giulio Cesare. Notizie tramandate, orali e scritte, testimonianze, oggetti, reperti, iscrizioni, conseguenze storiche delle campagne di guerra e di altri gesti compiuti da Giulio Cesare. Nessuno mette in dubbio la sua esistenza.

Anche circa l'esistenza storica di Gesù non vi sono incertezze: nessuno ha mai messo in dubbio un simile dato. È difficile credere che Gesù sia risorto, ma anche per la storicità della Resurrezione il procedimento scientifico è lo stesso: centinaia di testimonianze, libri, persone, conseguenze sociali enormi, la Chiesa, la fedeltà alla verità fino al martirio di molte persone che l'hanno conosciuto.

Senza questa radice storica la fede in Gesù è una semplice opinione. Gesù a Pasqua mostra la sua divinità. Cosa servirebbe versare un po' d'acqua sulla testa di un bambino o mangiare un dischetto di pane azzimo se questi gesti non avessero un senso storico, se storicamente, duemila anni fa, non li avesse fatti il Figlio di Dio. Io sono cristiano, cioè discepolo di un fatto storico ben preciso.

Ma la convinzione della storicità di un evento è solo una parte delle ragioni della mia fede: sono cristiano anche perchè ho scoperto che la Pasqua è la verità profonda della mia vita.

La voglia di amare, la paura di donarmi davvero, la sofferenza del dare, la gioia dell'averlo fatto con l'aiuto dall'Alto, sono l'esperienza che continuamente faccio nella mia esistenza, nelle piccole e nelle grandi cose.

In fondo questi passaggi esistenziali rappresentano gli aspetti del mistero Pasquale: la mia voglia di amare la ritrovo nell'entusiasmo di Gesù il Giovedi Santo, nel servizio della lavanda dei piedi e nel dono di sé dell'Eucarestia: "mangiate, questo è il mio corpo"; quante volte anche noi ci siamo entusiasmati con Gesù in situazione analoghe. La paura di amare la ritrovo in Gesù nell'orto degli ulivi, quando si trattava di consegnare la propria vita davvero. Quante volte amare fino in fondo fa paura! La passione, la sofferenza e l'esperienza di morte che l'amare porta sempre con sè sono la realtà del Venerdi Santo. Finalmente la gioia vera, lo sappiamo bene tutti, viene dall'amore: è la gioia della Pasqua, della Resurrezione, la vita nuova donata a chi, sulla parola del Padre, ha amato fino alla fine. Gesù è il senso della mia vita, la sua vita è la mia; egli è con me, non ho dubbi; Gesù è la verità.

E allora, se fossi nato in Cina o in Pakistan? Sarei cristiano? Non so cosa sarei. Oggi sono cristiano e non posso farne a meno; se non lo fossi, se non vivessi dello Spirito di Gesù, morirei immediatamente.

Buona Santa Pasqua a tutti!