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e se ci mettessimo un po’ più di gioia?

Solennità, Feste dei Santi e della Madonna, tutte le Domeniche,
potrebbero e dovrebbero diventare un " tripudio" di luce e di amore.
Che cambia davvero!

Don Nicolò Anselmi
Responsabile del Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile
don.nico@libero.it

Durante le vacanze di Natale, ho frequentato numerose parrocchie e comunità cristiane e ho visto tanti modi di celebrare la frase: «Vi annuncio una grande gioia: oggi è nato per voi il Salvatore, Cristo Signore!». Ho avuto la conferma che l’annuncio natalizio ancora suscita ovunque creatività, gioia, novità. Ho partecipato a una Eucaristia domenicale per giovani celebrata alle 12.00! Si sa, i ragazzi di Sabato sera fanno tardi... La Chiesa era piena, traboccante, attenta, viva, pochi si nascondevano, quasi tutti cantavano; otto giovanotti erano vestiti con il "camice", alcuni servivano la Messa, altri proclamavano la Parola di Dio, altri ancora aiutavano a distribuire la Comunione. Un altro giorno, in un’altra Chiesa, dopo aver celebrato la Messa, un gruppo di giovani ha proposto canti natalizi e una cioccolata calda; molte persone si sono fermate, altre dalla strada sono entrate in Chiesa. Purtroppo mi è anche capitato di concelebrare, nei giorni natalizi, una Eucaristia drammaticamente "piatta": il sacerdote faceva tutto, i fedeli - pochi i giovani presenti - erano solo spettatori. Nella Messa dell’Epifania, un diacono permanente ha letto con gioia e precisione l’annuncio della Pasqua e delle altre festività dell’anno liturgico. Quanti annunci! Ogni anno, anzi, ogni settimana la Chiesa, attraverso la liturgia, celebra il grande annuncio dell’amore di Dio, del Vangelo. Il 2008 vuole essere, nel triennio dell’"Agorà", l’"Anno dell’Annuncio". Forse un modo semplice e realizzabile di annunciare la gioia della fede potrebbe essere quello di rendere "esplosivo", bello e creativo l’anno liturgico; le solennità, le Feste dei Santi e della Vergine Maria, ogni Domenica dell’anno potrebbero e dovrebbero diventare un "tripudio" trasformante di luce, amore, Risurrezione, presenza di Dio. È possibile "annunciare" in tanti modi: una fiaccolata a Pentecoste, un concerto all’inizio del nuovo anno liturgico, un gesto e una preghiera speciale il Mercoledì delle Ceneri, il ricordo dei giovani "defunti" prematuramente il 2 Novembre...
E poi, la Domenica: che bello sarebbe se fosse il giorno dello "spirito", dello stare insieme, del riposo del cuore e della mente... E ancora, celebrare Maria Santissima con linguaggi giovanili, con un pellegrinaggio nelle sue feste, una veglia, un rosario o un gioco in onore dell’Assunta. L’annuncio fatto attraverso la liturgia è ancora più bello perché fatto insieme, celebrato da una comunità che vive nella fraternità e non da un singolo. Non vorrei peccare di eccessivo ottimismo, ma vedo crescere l’attenzione alle celebrazioni e alle feste, il desiderio di stare insieme. La nostra vita è strutturata settimanalmente, l’alternanza "lavoro-festa" è indispensabile per l’equilibrio psichico, come la notte e il giorno. In fondo la nostra cultura ha radici cristiane. Riscoprirle e "rivalorizzarle" è compito di tutti!

("Avvenire", 10/1/’08)