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per capire che «l’altro» può insegnarmi qualcosa

Dopo la "Lettera del Papa ai cattolici cinesi",
anche noi siamo chiamati a pregare per i fratelli.

Don Nicolò Anselmi
Responsabile del Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile
don.nico@libero.it

Le pagine dei giornali, dei "telegiornali" e dei "web-giornali" sono presidiate, sia fisicamente che "temporalmente", da alcune notizie, molte volte ripetute in modo esagerato quasi a costruire una "telenovela" che invita il giorno successivo a seguirne l’evoluzione; mi riferisco ai casi "Meredith", "Garlasco", alla sfida "Clinton-Obama", ma non solo. Nei bar, nelle sacrestie, negli spogliatoi delle palestre, durante i trasferimenti in macchina e negli uffici, a scuola, in classe e a tavola in famiglia, probabilmente in questo inizio del 2008 tutti abbiamo discusso, parlato, o almeno commentato la questione della "spazzatura a Napoli". Interviste, approfondimenti, "reportage", ci hanno coinvolto e obbligato a pensare e a discutere: penso che questa sia una cosa bella e importante. Anche la proposta di revisione della "Legge 194", quella sul rispetto della vita nascente tanto per intenderci, ha trovato un grande spazio sugli organi di informazione.
Certo sarebbe triste, poco cristiano e poco umano se ci fermassimo alle "chiacchiere" e non ci lasciassimo toccare da queste questioni. Le immagini dei "cumuli" di spazzatura di Napoli suscitano interrogativi circa il nostro stile di vita nella società dei consumi e degli sprechi, al rispetto dell’ambiente, alla necessità politica di fare scelte anche "impopolari", senza dipendere dagli interessi e dalle conoscenze, e dopo l’interrogativo viene voglia di cambiare qualcosa nel nostro quotidiano. Le faticose dichiarazioni dei politici sul tema dell’aborto ci fanno pensare alla questione della verità da costruire e al suo rapporto con il compromesso e la mediazione. Il pensiero fugge verso i bambini, l’amore per la vita, per la famiglia, per l’educazione, per le mamme, per il fidanzamento, per il coraggio di dirsi: "Ti amo! Sposiamoci! Doniamo a Dio e al mondo la gioia di una famiglia unita e numerosa!". Anche in questo caso viene voglia di fare qualcosa, di non restare fermi e di amare di più. Nella
"Lettera del Santo Padre ai cattolici cinesi" ho trovato due considerazioni che mi hanno stupito: il richiamo alla responsabilità personale; il Papa sembra quasi dire: "Cari fratelli cristiani della Chiesa patriottica e della Chiesa clandestina, cominciate voi nel vostro piccolo a fare gesti di riconciliazione e di pace, il resto verrà!". La "Lettera" si conclude con l’invito, rivolto a tutti i cristiani del mondo e quindi anche a noi, a pregare, il 24 maggio, in occasione della festa di "Maria Santissima Aiuto dei Cristiani", per la Chiesa che è in Cina. Non sono mai stato in Cina, ma non la sento lontana, ho una gran voglia di fare qualcosa, almeno con la preghiera, senza aspettare quella data. Concludo con una considerazione circa la triste vicenda della mancata "Conferenza" del Santo Padre all’"Università la Sapienza" di Roma. Le interviste fatte agli studenti e, purtroppo, anche ai docenti stipendiati da noi cittadini e organizzatori della protesta, hanno reso evidente il fatto che la quasi totalità degli intervistati abbia letto poco o nulla di Joseph Ratzinger, ignori il suo pensiero, conosca pochissimo della teologia. Credo valga per tutti coloro che desiderano crescere sulla strada della vera "sapienza" la necessità di ascoltare sempre, la disponibilità a conoscere, a cercare di capire, con tanta umiltà, riconoscendo il proprio limite, che l’altro può sempre insegnarmi qualcosa. I saggi dell’antichità, Socrate o giù di lì, insegnano che la riflessione profonda, a servizio dell’uomo, nasce dal dialogo, dall’ascolto e dal silenzio; diversamente prende il sopravvento il nostro orgoglio, il credere di aver capito già tutto, di essere "arrivati", l’interesse personale, il prestigio e forse anche il desiderio di prestigio e di denaro. I piccoli gesti concreti, di amore, di preghiera, di adorazione, di riconciliazione, di ascolto vero ed umile, di accoglienza autentica che lo Spirito Santo ci suggerisce rendono la vita bella per noi e utile per gli altri e rendono ogni giorno una nuova creazione. Nella Comunione dei Santi e nella persona di Gesù i credenti possono arrivare ovunque e i problemi di Napoli, le leggi "intoccabili", la Chiesa cinese, sono alla nostra portata.

("Avvenire", 17/1/’08)