Il 25 Gennaio, Festa della
"Conversione
di San Paolo",
ogni anno si conclude la "Settimana
di preghiera per l’unità dei cristiani";
questo tempo mi lascia sempre nel cuore un desiderio di unità, di pace, una
voglia di superare gli ostacoli, di perdono, unitamente a un fastidio per la
violenza, le parole forti, le urla e tutto ciò che crea divisione e malessere
nella persona. Credo che, in fondo al cuore, siamo tutti stanchi di litigi e
offese. In questa settimana si è concluso anche, perdonate il
"parallelismo", il girone di andata del "Campionato di Serie
A", segnato da "baruffe", pestaggi, divieti, controlli e dalla
morte di Gabriele, un giovane amico tifoso della Lazio. Gli organismi federali
hanno chiesto ai calciatori, per il nuovo anno, un comportamento più
"pacato", meno irritante e scatenante la violenza dei tifosi:
addirittura si vorrebbe arrivare a un gesto di pace, una stretta di mano alla
fine della partita. Sabato mi sono irritato. Per l’ennesima volta ho letto
sulle labbra di un calciatore della squadra per la quale tifo una "bestemmia", in
seguito a un semplice fallo. Mi è venuta una gran voglia di spegnere la
televisione e di andarmene via arrabbiato.
Bestemmiano anche i miei studenti, per la strada, sull’autobus, senza un
particolare motivo. La bestemmia non offende Dio: lui ama sempre, anzi ama i
bestemmiatori ancora di più; la bestemmia ferisce me, ferisce chi crede; chi
bestemmia insulta una persona a me cara. Quando sento una bestemmia, mio papà
mi ha insegnato a recitare un’"Ave Maria" per la persona che l’ha
pronunciata. Molti giovani che imprecano si difendono dicendo che non era loro
intenzione offendere Dio o la Madonna, che lo fanno perché lo fanno tutti, che
ormai è quasi un "modo di dire". Una volta dissi a un Confessore che stavo
trascurando la meditazione quotidiana sulla Parola di Dio; mi rispose:
«Custodisci la Parola e la Parola custodirà te», ti aiuterà ad avere nella
mente, nel cuore e sulle labbra le stesse parole di Gesù. Avrei voluto spedire
questa lettera a "Tuttosport", alla "Gazzetta del Lunedì",
al "Corriere dello Sport", al "Guerin Sportivo" e a tutti i
quotidiani che ogni Lunedì dedicano ampio spazio allo sport.
L’avrei intitolato: «Per favore, sportivi, non bestemmiate: ci offendete e ci
fate irritare anziché divertire». Non l’ho fatto perché sono un prete e
vorrei che lo facesse un giovane, un tifoso "laico" che la pensa allo
stesso modo. Mi piacerebbe anche che qualcuno, non un prete, per ogni tifoseria
di calcio, di "basket", di "volley" o di
"pallanuoto" inventasse un premio per «il giocatore più sportivo»,
quello che ci fa più divertire, il più corretto, il più altruista.
Anche questo è un modo di annunciare l’insegnamento di Gesù: «Amatevi gli
uni gli altri, come io vi ho amato».
("Avvenire", 24/1/’08)