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Fra pochi giorni sarà Quaresima:
tempo di preghiera, di digiuno, di elemosina e di gratuità…

Don Nicolò Anselmi
Responsabile del Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile
don.nico@libero.it

Nei giorni passati ho partecipato a due "Convegni": quello nazionale di "Pastorale giovanile" a Salsomaggiore e quello degli "assistenti scout" "Agesci" ad Assisi. Dietro ai volti dei convegnisti, responsabili, preti, suore, ho visto quelli di migliaia di decine di educatori che, gratuitamente ed ogni settimana, si impegnano nei gruppi, nelle associazioni, con i giovani; settimane intere trascorse a correre e a giocare; notti spese a preparare i giochi per i campi estivi; ore e soldi donati in telefonate e incontri per riavvicinare un ragazzo. Vorrei abbracciarli tutti, a tutti dire: "Grazie!". La gratuità, oggi e sempre, commuove, colpisce. Le cose indimenticabili della vita sono gratuite, lo sappiamo bene: l’abbraccio di un amico, il bacio di una persona cara, la visita a un anziano, la preghiera per un ammalato, il perdono di Dio e la rinascita dell’uomo nel Sacramento della Confessione, la partecipazione alla Messa sono "gratis"! Da buon appassionato di alpinismo, permettetemi di ricordare che anche un cielo stellato, il riflesso della luna sul ghiacciaio, una cascata di ghiaccio, un garofano di montagna nato fra le fessure di una roccia, il volo di un falco, il tramonto sul mare lontano… beh, anche questi spettacoli sono gratuiti! Il servizio gratuito mette in crisi un mondo in cui l’utile e il denaro hanno un ruolo enorme. Per molte persone il servizio è diventato un lavoro retribuito. In realtà ogni lavoro è un servizio all’uomo, alla società, al bene comune: il panettiere, l’insegnante, il chirurgo e l’autista... La gratuità viene fuori nello "straordinario" non pagato, nella passione con cui faccio il mio lavoro, nel non perdere tempo, nel non sprecare risorse che non mi appartengono, nell’amare i colleghi. Quando si cita la frase di Gesù, "amatevi ‘come’ io vi ho amato", ho sempre sentito commentare la parola "come" pensando alla croce. Da oggi integrerò la mia meditazione sul tema della croce con gli avverbi "gratuitamente" e "fortunatamente". Fra pochi giorni sarà Quaresima, tempo di preghiera, di digiuno, di elemosina, tempo di gratuità…

("Avvenire", 31/1/’08)