«Persino
film impegnati "scadono" nel solito "gioco".
Arriva San Valentino: ragazzi, non svalutate i gesti d’amore».
Don
Nicolò Anselmi
Responsabile
del Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile
don.nico@libero.it
In questi giorni sarà
proiettato nelle sale cinematografiche italiane un film, durante il quale Nanni
Moretti e Isabella Ferrari interpretano una scena erotica "pesante":
ne hanno parlato tutti i giornali. Chiacchierando con un gruppetto di giovani,
è venuto fuori che la scena è già in versione integrale su "YouTube"
e che già un "Tg" nazionale, che qualche sera fa ha dedicato pochi
secondi alla guerra civile in Kenya, ha lasciato molti minuti alla presentazione
del film e della scena in particolare; una giovane me ne ha parlato via
"e-mail" definendola terribile: i due attori fanno l’amore in piedi,
vestiti, senza guardarsi in faccia...
Capisco che la scena vada letta e inserita nel contesto del film, ma confesso
che anch’io sono rimasto stupito e "disturbato": da un bravo regista
e coraggioso idealista come Moretti, e da un volto sensibile e delicato come la
Ferrari, mi sarei aspettato una scena romantica, soffusa, tenera... magari un
momento d’amore aperto alla vita, a un figlio. Sono convinto che gli attori,
gli uomini di spettacolo abbiano un grande impatto culturale e quindi una grande
responsabilità educativa verso i giovani.
Spesso sono i più deboli, i più poveri culturalmente ad essere segnati da
questi cattivi insegnamenti, e vengono travolti da fantasie erotiche che
diventano dipendenza, sfociando nella violenza.
Sarebbe bello che qualcuno di questi professionisti facesse "obiezione di
coscienza". Caro Nanni e cara Isabella, contiamo sulla vostra "passione"
educativa!
La riflessione che vorrei fare non vuole però essere legata né al film né ai
due attori, che peraltro riconosco essere grandi professionisti; vorrei solo
invitare a riflettere, con dolcezza, sull’argomento.
Lo sappiamo bene: fare l’amore è tra i gesti più belli e importanti del
mondo; voluto da Dio, ha un che di sacro, di spirituale: tutti noi veniamo da
lì, da quell’incontro d’amore. Moltissimi giovani lo considerano una cosa
così grande, che si impegnano alla verginità fino al matrimonio; tanti altri,
dopo avere vissuto con superficialità o debolezza la propria vita sessuale,
ritornano ad una vita "casta"; la grazia del sacramento del Perdono li
"ricrea" e li rinnova totalmente.
Alcuni osservano che i consacrati non possono parlare di sessualità corporea,
perché non la vivono. Mi sento di poter dire che noi la conosciamo, e la
stimiamo così bella e importante, che ogni giorno la offriamo sull’altare:
doniamo a Dio e alla nostra comunità il nostro celibato, con fatica e con
gioia. Per questo preghiamo per chi "svaluta" questi gesti! Il mondo a
"luci rosse" è un "business", è denaro. Gesù ci ricorda
che non si possono servire due "padroni", perché se si ama uno si
odierà l’altro: non si può servire Dio e il denaro. In tempi di
"laicità", poiché Gesù è vero Dio e vero uomo,
"parafrasando" il Vangelo, si potrebbe affermare che non si può
servire l’uomo e il denaro.
Da che parte stiamo? Tra pochi giorni sarà San Valentino, festa degli
innamorati... ed è appena iniziata la Quaresima, tempo di riflessione, di
preghiera, di ritorno a Dio, di grazia.
("Avvenire", 7/2/’08)