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Se tutto fosse perfettamente programmato,
si perderebbe lo spirito di questi eventi mondiali
e molte situazioni potrebbero risultare noiose.

Aborigeno, in tipico costume tribale, alla Gmg di Sydney!

Don Nicolò Anselmi
Responsabile del Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile
don.nico@libero.it

È stato un grande dono poter vedere l’Australia: la meravigliosa Baia di Sydney, i canguri, le (o gli) "echidna" e i koala. Sono un dono le parole del Santo Padre che ha invitato i giovani e tutti noi ad una missione grande ed entusiasmante: essere «costruttori di una nuova era». È stato un dono accostarmi al Sacramento della Riconciliazione in Hyde Park e sentire le parole di incoraggiamento di un confratello polacco molto fervoroso. Una sera mi sono ritrovato ad avere fame e dover chiedere qualcosa da mangiare a un pellegrino; inizialmente mi vergognavo, stavo per dirigermi verso il "McDonald’s"; ho resistito e un giovane messicano mi ha regalato un panino e uno splendido sorriso. È stato un dono il freddo della notte all’addiaccio a Randwick; mi ha ricordato che abbiamo paura di tante cose che in fondo poi non sono così pericolose.
Sono un dono i confratelli che mi hanno messo di fronte ad alcuni errori e comportamenti che ho compiuto; senza queste "correzioni fraterne" è più difficile crescere. Sono un dono gli imprevisti, i cambiamenti di programma; in essi la Provvidenza può operare; ho trascorso una mattinata intera all’"Opera House" a ritirare dei "pass"; ero arrabbiato perché ho dovuto rinunciare ad andare a una catechesi italiana; all’"Opera House", alle 11 ho partecipato a una catechesi e a una Messa latino-americana straordinaria… Se tutto fosse perfettamente programmato non sarebbe
"Gmg" e molte situazioni risulterebbero più noiose. Sono stati un dono i volontari australiani, le persone che ci hanno aiutato con una generosità grandissima. Sono state un dono anche le parole decise che ho dovuto dire, i "no". Grazie Signore per le situazioni che mi hanno obbligato a essere sincero e fermo, a non cedere all’ambiguità, alle "scorciatoie", alle preferenze per qualcuno.
Un grande dono sono stati i minuti di silenzio totale dei 400.000 giovani di Randwick raccolti in adorazione di fronte all’Eucaristia. Sono dispiaciuto ma ringrazio Dio per avermi fatto comprendere, attraverso gli occhi umidi e lo sguardo sconsolato di Rachel, una componente del "Comitato australiano", che le persone sono più importanti di ogni "organizzazione"! L’ho trattata esageratamente male, sapendo di avere ragione, per un pasticcio organizzativo tutto sommato facilmente risolvibile. Ringrazio il Signore per la gioia di una mia alunna che a Sydney ha riscoperto la fede e per Andrea che un anno fa ha perso la moglie, si era allontanato da Dio e, grazie alla "Gmg", ha ricominciato a pregare. Sono stati un dono tutti gli altri pellegrini: molti di loro hanno testimoniato una fede più gioiosa della mia. Sono un dono le famiglie che ci hanno accolto e i giornalisti che hanno permesso al mondo di partecipare alla "Gmg". Sono state un dono le persone che non sono riuscite a venire a Sydney, ma che hanno offerto una parte del viaggio a qualcuno e hanno pregato, dall’Italia, per tutti. Grazie, Signore per il dono della presenza dei nostri Vescovi, per la semplicità e autenticità che dimostrano quando sono in mezzo a noi. Chiedo perdono per quando mi sono lamentato, anche solo per un attimo, della "Gmg" e non ho saputo vedere l’Amore e lo Spirito di Dio: tutto è un suo dono.

("Avvenire", 5/8/’08)