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Accanto ai giovani che entrano in crisi per le "pressioni" del lavoro e dello studio…
Fatiche e "domande": affidiamole allo Spirito!

Don Nicolò Anselmi
Responsabile del Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile
don.nico@libero.it

Nelle ultime settimane, mi è capitato di offrire un po’ di tempo, di preghiere e qualche digiuno, per alcuni giovani che erano di fronte a scelte faticose nell’ambito del lavoro o dello studio…
Lorenzo (i nomi non sono, ovviamente, quelli reali!) ha frequentato per un anno una "super" Università che, nell’immaginario collettivo, dà la certezza di diventare uno "special one"; ha trovato "arrivismo", invidia, spirito di competizione spesso alimentato dai professori stessi, talvolta "mediocrità" nell’insegnamento, solitudine, unitamente alla difficoltà di studiare in un’altra città; ha rischiato la depressione; ora ha deciso, con grande sofferenza, di continuare a studiare ma di tornare a casa.
Lucia due anni fa aveva accettato di trasferirsi a lavorare in Svezia, convinta da uno stipendio quasi doppio e un "profilo professionale" più interessante; aveva lasciato amicizie, famiglia, impegno di servizio con gli adolescenti; aveva dovuto fare anche scelte affettive dolorose. Ora è delusa, "svuotata"; ha deciso di tornare indietro. Francesco e Giovanna si sono sposati; lavorano in due città diverse; lui con fatica sta decidendo di chiedere un trasferimento, anche con minori prospettive future.
Elena è disperata; ha tentato per la seconda volta il "test di ingresso" alla "Facoltà di Medicina" e non è riuscita a entrare; piange, non sa cosa fare, vuole mollare lo studio. Marco e Sofia hanno deciso di vivere con un solo stipendio; lui ha un buon lavoro, lei preferisce seguire le sue bambine.
Mi vengono in mente le parole che il
Santo Padre ha rivolto alcune settimane fa ai giovani di Cagliari: «Non lasciatevi attrarre dagli "idoli" del successo e del denaro: non è quella la strada verso la felicità; il lavoro, l’economia, la politica hanno bisogno del "Vangelo"».
Sono discorsi difficili, me ne rendo conto. Accompagnare i fratelli e le sorelle in queste scelte, pregare e soffrire con loro, cercare con loro la presenza di Gesù in questi momenti mi ha fatto sentire "Ministro" dell’Amore di Dio! È bello rendersi disponibili con i giovani e i meno giovani, per invocare lo Spirito Santo e scoprire insieme la volontà di Dio; è questo, in fondo, lo "stile" di Gesù, che si è calato nella nostra vita, si è "incarnato" nei nostri problemi, ha camminato con noi; la sua "Provvidenza" non fa mai "sciopero", non fa preferenze, non licenzia mai, è fedele.
Sono preoccupato per Umberto, che in modo eccessivamente entusiasta mi ha detto che, dopo la "laurea breve", gli è stato proposto un "master", molto costoso, di due anni, in cui starà 6 mesi negli Stati Uniti, 6 mesi in Nuova Zelanda, 6 a Cape Town e 6 a Londra. È fragile, lo conosco bene…
Vi chiedo una preghiera per lui e per tanti giovani, che rischiano di essere ingannati dagli "idoli"!

("Avvenire", 23/9/’08)