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«Mi piace pregare il Beato Frassati, Madre Teresa, San Vincenzo De’ Paoli...
  E i tanti giovani che ho conosciuto, uccisi da malattie o incidenti».

Don Nicolò Anselmi
Responsabile del Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile
don.nico@libero.it

Ho ricevuto in questi giorni, da un giovane a cui voglio molto bene, una "e-mail" di invito per un «Halloween Party» ("All Halloween Eve" = "Vigilia di tutti i Santi") di beneficenza a favore di un progetto in Burkina Faso. Ho rifiutato l’invito perché sono giorni che mi sto preparando, come posso, a celebrare la "Festa dei Santi" e la "Commemorazione dei Defunti".
Mi piace pregare San Nicolò, il famoso Vescovo di Myra, amico dei bambini; le origini di una parte della mia famiglia mi invitano a festeggiare "Santa Klaus" (Sankt Ni-Klaus = San Nicolò), poi trasformato in "Babbo Natale": immagino che San Nicolò, da simpaticone qual era, non se la sia presa; mi piace affidarmi a San Pietro, San Siro, San Bernardo, San Giovanni Bosco, Sant’Erasmo, "patroni" della parrocchie dove sono nato e dove sono vissuto, da "laico" e da prete.
Mi piace pregare San Giorgio, "patrono" degli "scout", il Beato Pier Giorgio Frassati, alpinista e ingegnere come me, Santa Maria Maddalena, per via di una piccola Cappella a lei dedicata nei boschi sopra casa mia, San Giuseppe,
Madre Teresa di Calcutta e San Vincenzo De’ Paoli per il loro amore verso i poveri.
Il 2 Novembre è dedicato al ricordo di mio papà, che dal cielo mi protegge e mi aiuta; a lui rivolgo le mie preghiere più insistenti, i casi difficili; con lui ricordo anche Nonna Giulia, che ha vissuto tanti anni in casa nostra, molti miei cari, e Don Francesco, che mi ha aiutato tanto nel "discernimento" della mia "vocazione".
Da qualche anno, il giorno dei defunti, faccio memoria in modo particolare dei giovani che ho conosciuto, morti nei modi più diversi: un tumore alla testa, un incidente di moto, un "melanoma", "overdose"... Fra tutti mi ricorderò sempre di I. e S., che nel giro di pochi mesi si sono tolti la vita; prego anche loro perché sono vivi nella "Casa del Padre" e, misteriosamente, vegliano su tutti noi; penso alle loro famiglie... Questi sentimenti belli, bellissimi, così umani e così divini, non voglio proprio che siano turbati da nulla di poco serio, o addirittura di "volgare" e oscuro. I nostri bambini e ragazzi hanno il diritto di vedere, in noi adulti, l’amore per i nostri defunti e i nostri Santi. La Festa di "Halloween" è anche un "business": si spendono fiumi di soldi per organizzare feste, per ornare giardini, case e strade con assurde "zucche" illuminate.
Due anni fa, passeggiando per il "centro storico" della mia città, mi è capitato di vedere una sgradevole esibizione di uomini travestiti da donna e donne travestite da uomini; la stessa sera ho incontrato ragazzi ubriachi stesi per terra e mostruose "figure sataniche". Alcuni miei alunni, i giorni successivi, mi hanno raccontato spaventati di aver fatto "sedute spiritiche" durante la notte di "Halloween". Vedo con piacere che le parrocchie e gli "oratori" hanno abbandonato questa Festa: è più bello pensare ai Santi e ai morti in Paradiso!

("Avvenire", 28/10/’08)