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Don Nicolò Anselmi
Pastorale Giovanile, Diocesi di Genova
saleluce@centrosanmatteo.org

Cosa voglio dalla mia vita? Chi voglio essere? Come desidero spendere la mia esistenza? Come penso di realizzare le cose in cui credo? Quali sono le mie priorità? Per che cosa vorrò essere ricordato?

Queste domande, che in fondo sono poi un'unica domanda, sono quanto di più entusiasmante ed eccitante possa esistere al mondo. Vorrei pormi questo quesito ogni mattina, appena mi sveglio; quando lo faccio la giornata inizia in un modo diverso. Questi interrogativi mi aiutano a non disperdermi, a non distrarmi, a razionalizare le mie energie verso la felicità, a diventare ogni giorno ciò che già in parte sono, a distinguere l'essenziale dall'accessorio, a distinguere per unificare.

Qualcuno potrebbe obiettare che domande di questo tipo generano ansia e malessere.

Il nostro nuovo Arcivescovo Mons. Bagnasco ha iniziato così il suo dialogo con i giovani genovesi, ascoltando e citando le parole di Gesù agli apostoli: chi cercate? La domanda è molto più bella di quelle da me indicate: prima di tutto essa dice già che tutti noi cerchiamo una persona e non una cosa o delle cose. Cerchiamo una persona che ci accolga, che ci stimi, che ci ami, che ci ascolti, che ci guidi e che ci dia speranza.

Tutti, anche chi non crede. Mi viene da pensare immediatamente ad una persona fisica, un fidanzato o una fidanzata, futuro sposo o sposa. Che bello! Mettiamoci subito a pregare, a digiunare e a fare penitenza perchè tutti possano avere questo dono: guai a chi non lo fa! Chi non insiste vuol dire che non desidera abbastanza.

La persona che cerchiamo può anche essere un amico o più amici, un fratello, un bambino, un povero, una comunità: per molti è così, anche per i consacrati come me, e siamo felici Chi crede però sa che tutte queste persone sono immagini di un'altra persona che ci ama: il Signore Gesù vissuto 2000 anni fa ma ancora vivo e presente in mezzo a noi.

Cercare lui è fondamentale non solo per essere da lui amati staticamente, amati e basta, bensì per essere da lui guidati in modo corretto verso gli altri, per essere guariti dalla tentazione di rispondere in modo sbagliato alla domanda: chi cercate? Se rispondessimo: un bel lavoro, una laurea, un bel conto in banca, saremmo fuori strada; così pure se, subdolamente, quasi senza accorgercene, dicessimo: cerco me stesso!

Ma il Vangelo va ancora oltre queste nostre riflessioni ed al solito ci stupisce rivelandoci che la verità ultima sta nel fatto che in realtà Gesù per primo, nel suo grande amore, cerca noi, ogni mattina, appena ci svegliamo; sapendo queste cose la giornata sarà stupendamente diversa!

Lasciamoci trovare.