MISSIONE SPERANZA

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con un "Volto" conosciuto!

Ho pensato al "Vangelo" di Domenica prossima, in cui il Signore ci dirà:
«Venite, benedetti, perché avevo fame e mi avete dato da mangiare»…

Don Nicolò Anselmi
Responsabile del Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile
don.nico@libero.it

Domenica sera, verso le 17.45, sono passato in macchina davanti alla "mensa" delle "Suore della Carità" di Madre Teresa, in prossimità del palazzo dell’ex "Santo Uffizio"; ammassata davanti alla piccola "porticina" c’era una folla di più di un centinaio di persone; alle 18.00, ogni giorno, viene distribuito un pasto caldo; la Domenica viene dato un cestino con panini e frutta. Mi sono fermato poco più avanti, per un motivo che fra poco descriverò; sono sceso dalla mia mitica "Fiat Multipla" e mi sono unito al gruppo.
Mentre mi avvicinavo, già da lontano, si sentiva quel classico odore generato dalla presenza di vino, fumo, sudore e vestiti sporchi.
Giunto in prossimità della "porticina", ora aperta ma impedita dalla presenza di una Suora e da una Guardia Vaticana in divisa, mi sono fermato, in coda, ad ascoltare ed osservare; molti erano romeni, polacchi, africani: tanti giovani, uomini e donne, alcune "distinte" e ben vestite, qualche ubriaco.
Ho pensato al "Vangelo" di Domenica prossima, in cui il Signore ci dirà: «Venite, benedetti, perché avevo fame e mi avete dato da mangiare…». Ho pensato ai ricchi che hanno la possibilità di fare tanto bene, di guadagnarsi un posto in "Paradiso". Il "Censis" e la "Caritas" hanno detto che in Italia circa 9 milioni di persone vivono in povertà; sono certo che in Italia ci siano 9 milioni di persone che sentono di vivere nella "sovrabbondanza", di avere di più del necessario… Gesù invita chi ha due mantelli a donarne uno a chi non ne ha; basterebbe poco; che fortuna e che gioia poter donare!
«Avevo fame e mi hai dato da mangiare…»: Gesù è presente in quei poveri. Mi sono fermato, perché volevo incontrare Gesù e chiedergli aiuto. Stavo per andarmene quando uno di loro, un "fratello" di nome Francesco, mi ha fermato: «Tu chi sei? Non ti ho mai visto qui? Sei nuovo? Cosa ti è successo?». Mi è venuto da ridere; mi sono un po’ interrogato sul mio "look": ero vestito da Prete, in "clergyman"! Ho risposto secondo verità: «Mi sono fermato per chiedere a qualcuno una preghiera per una intenzione a cui tengo molto!». Francesco mi ha detto di essere credente; ha voluto conoscere il motivo della preghiera e ha cominciato a parlare quasi ininterrottamente per circa 30 minuti; mi ha raccontato la sua storia. Alla fine mi ha ringraziato per essere stato ad ascoltarlo. Prendendomi la mano destra, abbiamo recitato un "Padre Nostro"; anche lui mi ha chiesto di pregare per una sua amica: sono sicuro che Dio Padre l’ascolterà!
La sera, durante la "Compieta", dopo aver chiesto perdono per molti piccoli, grandi peccati, fra cui l’aver esagerato con la "pastasciutta" (!), ho ringraziato il Signore per aver incontrato Francesco e i suoi amici: è sempre bello incontrare Gesù!

("Avvenire", 18/11/’08)