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per accogliere ogni sofferenza

La "Sacra Famiglia" è lì ad ascoltare,
con il cuore "traboccante" di compassione per le "prove" che sfidano la nostra vita.
Tutto completa le "fatiche" che anche loro hanno sperimentato.

Maria, Giuseppe e Gesù: la Santa Famiglia accoglie le nostre preghiere!

Don Nicolò Anselmi
Responsabile del Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile
don.nico@libero.it

La cosa che più mi ha toccato, direi in modo "indelebile", in queste settimane sono state le lacrime di una ragazza di circa diciassette anni.
Durante la "confessione", mi ha raccontato che i suoi genitori si stavano separando; le ho promesso, ovviamente, che l’avrei ricordata nelle mie preghiere.
In questi giorni, sostando davanti al
Presepe con il cuore "inumidito" da quelle lacrime, ho parlato lungamente con la Madonna e San Giuseppe.
Loro non si sono separati, non hanno mai provato il dolore che viene da questa esperienza, e nemmeno Gesù sulla terra ha mai pianto lacrime di questo tipo.
Dopo aver presentato loro la situazione della ragazza, che è quella di molti giovani, ho sentito Maria e Giuseppe commossi, quasi "imbarazzati". Ho avvertito il battito del loro cuore "traboccante" di compassione per tanti uomini e donne, papà e mamme, mariti e mogli.
I genitori di Gesù non hanno avuto un figlio drogato o in carcere; non hanno mai sperimentato cosa volesse dire una figlia paralizzata a letto dopo un incidente di moto e non sono passati attraverso le difficoltà di seguire un figlio con "disagi psichici" o "limiti intellettivi". Non sono passati attraverso la tragedia del piangere un figlio suicida; alcune mamme e papà ci sono passati.
Mi sembrava quasi che Maria mi dicesse che non sapeva cosa vuol dire desiderare un figlio e non riuscire ad averlo, naturale o adottivo, perché loro avevano avuto Gesù, la cui storia li ha pur fatti soffrire tremendamente.
Le parole silenziose di Maria e Giuseppe mi sono sembrate riassumibili in un "grazie" sussurrato; "grazie" perché le sofferenze di tante famiglie completano le sofferenze della "Santa Famiglia".
Per molte persone il Natale è una festa "tremenda", perché i regali e il clima di "festa" spingono le famiglie a riunirsi, spesso con tanta fatica.
Vorrei unirmi alle vostre preghiere, Maria e Giuseppe, per tutti gli uomini e le donne che stanno vivendo in vario modo il dolore della "separazione". Vorrei pregare per i giovani, i ragazzi, i bambini che vivono ugualmente la stessa grande sofferenza dei loro genitori.
Maria e Giuseppe, ora vi chiedo di donare a chi si trova in una situazione familiare "disgregata" la certezza che Dio li ama "follemente", che il Signore è presente nella loro vita e nel loro dolore, che la "comunità cristiana", pur con tanti limiti, li vuole accogliere.
Dall’esperienza ho capito che chi soffre ha come "una marcia in più", ha capito qualcosa di più della vita, può testimoniare e insegnare tante cose e, soprattutto, può partecipare alla salvezza del mondo unendo la propria "croce" a quella di Gesù.
A tutti l’augurio di un Natale gioioso e pieno di speranza, sotto lo sguardo di Maria e Giuseppe!

("Avvenire", 23/12/’08)